L’agricoltura è un potente strumento-matrice capace di aggregare, attorno alla qualità della vita delle piante e degli animali, le ragioni di un progetto sociale, economico e soprattutto culturale che pone l’uomo al centro di uno sviluppo realmente sostenibile. In una prospettiva di ritrovata collaborazione fra vision e mission, fra valori e pratiche possibili, fra uomo e ambiente.

Un potente strumento di intervento sistemico sul territorio

In questa area gli interventi del CfGC sono molti. E vanno dalla comunicazione a sostegno delle politiche agricole alla comunicazione istituzionale, dalla sostenibilità ai sistemi d’automazione, dalla realizzazione di nuovi modelli di trasferimento tecnologico alla definizione dell’uso dei nuovi media. Il CfGC ritiene che le attività agricole possano costituire, se ben comunicate, un potente strumento di intervento sistemico sul territorio, visto, quest’ultimo, come espressione di infinite forme di attività: sociali, economiche, culturali. L’agricoltura, infatti, presenta caratteristiche che, per quanto sottovalutate, possono risultare strategiche per ridisegnare il futuro del nostro paese, dell’Unione Europea, del nostro pianeta. Eppure, nonostante questo suo fondamentale valore strategico, l’agricoltura fatica a comunicare se stessa a quelle realtà che comunque traggono o potrebbero trarre immensi vantaggi dal suo sviluppo.

Un’agricoltura scomunicata

L’efficacia degli interventi del CfGC è dovuta al sostegno che la comunicazione generativa riesce a dare all’agricoltura attraverso strategie di sviluppo intersettoriale, supportando un innovation development che è funzionale alle attività agricole e agroalimentari proprio perché mira a coinvolgere l’intero sistema socio-economico e culturale (cultural heritage) di cui fanno parte.

Le persone al centro

Questo ha significato lavorare sulle potenzialità dell’innovazione tecnologica (dalla social media strategy all’analisi dell’impatto socio-economico dell’agricoltura di precisione) ma in una prospettiva che vede la centralità indiscussa della salute delle persone (certificazione e sistema del biologico), della qualità della vita (rapporto tra piccoli centri a vocazione agricola e grandi città), del valore della collaborazione intergenerazionale (rinnovato interesse da parte dei giovani per il settore agricoltura).

Approfondimento 1 di 3

Un problema di comunicazione

Dai nostri monitoraggi emerge che utenza, imprenditori e mediatori non riescono a comunicare tra loro; non riescono, cioè, a condividere quelle conoscenze e quei bisogni di cui sono portatori in modo tale da attivare forti sinergie e collaborazioni.

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In occasione della giornata di studio L’agricoltura scomunicata. Informazione, comunicazione e media in agricoltura organizzata presso l’Accademia dei Georgofili, Luca Toschi ha parlato di un’agricoltura che non è ancora riuscita a sviluppare un modello di comunicazione in grado di creare un sistema virtuoso che metta in relazione i diversi portatori d’interesse.

Dalle ricerche sviluppate dal CfGC, infatti, emerge un dato interessante: nonostante l’agricoltura sia considerata da più parti un settore di intervento strategico che potrebbe generare community building sul territorio, non riesce a comunicare questa capacità ai diversi interlocutori che potrebbero trarre benefici proprio dall’instaurazione di un tale sistema di relazioni.

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Guarda un breve estratto dell’intervento di Luca Toschi alla giornata L’agricoltura scomunicata. Informazione, comunicazione e media in agricoltura.

Progetti correlati all’area “Agricoltura e sviluppo rurale”

L’approccio del CfGC all’area “Agricoltura e sviluppo rurale”

Le politiche agricole, gli interventi istituzionali, la comunità da valorizzare

Sul fronte istituzionale delle politiche agricole il CfGC ha avuto modo di affiancare i decisori impegnati nel governo delle risorse pubbliche. Queste attività hanno permesso di raccogliere, fra gli operatori e i vari stakeholder, elementi di conoscenza sulle reali condizioni in cui essi operano, che si sono rivelati molto utili per migliorare la comunicazione fra chi ha la delega a governare e chi lavora, o vorrebbe lavorare, nel settore.

Quale è la concreta condizione di chi è impegnato nel comparto agricolo, forestale, agroalimentare e della pesca? Quali le problematiche che incontra? Che relazioni esistono tra amministrazione pubblica, politica, e la vita quotidiana di chi opera nelle varie attività economiche?

E soprattutto: quale strategia di comunicazione bisogna realizzare fra amministrazione pubblica e imprese piccole, medie ma anche grandi, private e pubbliche, per rafforzare quella community che troppe volte è più dichiarata che praticata? Senza una comunicazione che dia vita, che rinsaldi questa comunità, come può rafforzarsi uno sviluppo economico e sociale?

Agricoltura e sostenibilità

Il CfGC ha attivato un filone di ricerca incentrato sulla dimensione sostenibile del settore agricolo, che ha fatto riscontrare evidenze scientifiche circa il fatto che l’agricoltura si pone come motore di sostenibilità solo se riesce a creare sistema tra moltissime realtà che la animano e che traggono giovamento dalla sua esistenza.

Ancora una volta è un problema di comunicazione: la sostenibilità dell’agricoltura dipende dalla sua capacità di costruire attorno alle proprie attività, a livello locale ma anche a livello regionale, nazionale ed europeo, una comunità dinamica e collaborativa di interessi e di competenze tale da affermarsi sul piano economico e sociale.

Sostenibilità di sistema, quindi, alla cui creazione la comunicazione può dare un contributo insostituibile: dalla sanità al turismo, dall’industria manifatturiera 4.0 all’artigianato, dall’industria dei servizi, dal patrimonio culturale e paesaggistico a tutto l’indotto che ne scaturisce.

Il racconto mediale dell’agricoltura

È in questo senso che si delinea un terzo fronte di ricerca, quello dedicato al racconto mediale dell’agricoltura. Non c’è dubbio, infatti, che il futuro del settore, potenzialità comprese, sia profondamente intrecciato al livello di conoscenza che riesce a diffondere nel tessuto sociale.

I nostri ricercatori sono intervenuti in relazione al sistema dell’informazione, fornendo spunti di riflessione e raccogliendo i contenuti più adatti a generare attenzione e coinvolgimento. In una parola: a raccogliere i portatori di interesse in una comunità attiva in grado di costituire una rete di sostegno che permetta non solo di far fronte alla crisi, ma di rispondere giocando d’anticipo.

Perché nella società della conoscenza l’informazione può rappresentare il patrimonio più prezioso, ma occorre alimentarla attraverso il coinvolgimento del mondo della ricerca.

Terza missione: comunicazione e ricerca

In quanto unità di ricerca di ambito universitario, i ricercatori del CfGC si interrogano sulla più corretta interpretazione della Terza Missione dell’Università in relazione al settore agricoltura. L’obiettivo è mettere in grado i ricercatori di valorizzare ciò che l’agricoltura rappresenta per il territorio di riferimento: per questo motivo il CfGC sta sviluppando, in collaborazione con importanti player e con alcune associazioni di settore, un modello di trasferimento dell’innovazione che sia specifico per il settore.

Riprogettazione della comunicazione di ICEA

Area di intervento: Agricoltura e sviluppo rurale

Scheda del progetto

  • Anno di attivazione: 2015
  • Conduzione a cura di: CSL
  • In collaborazione con: ICEA

CfGC

Quale comunicazione per un Istituto che si occupa di certificazione con una spiccata impostazione valoriale?

Certificare per promuovere un modello economico sostenibile, etico e solidale

Il progetto Analisi, riprogettazione e sperimentazione della comunicazione (interna ed esterna) di ICEA nasce nel 2015 dalla collaborazione con l’Istituto per la Certificazione Etica e Ambientale. La peculiare natura dell’Istituto ha orientato il progetto fin dalle prime battute: ICEA è un consorzio dalla spiccata impostazione valoriale, con sedi in tutta Italia e nel mondo, che controlla e certifica migliaia di aziende, stimolandole a svolgere le proprie attività nel rispetto dell’uomo e dell’ambiente, tutelando la dignità dei lavoratori e i diritti degli utenti, secondo un modello di economia sostenibile e solidale.

Comunicazione interna VS comunicazione esterna

Il progetto Analisi, riprogettazione e sperimentazione della comunicazione (interna ed esterna) di ICEA è consistito nel progettare e realizzare la nuova comunicazione dell’Istituto per la Certificazione Etica e Ambientale attivo soprattutto nell’ambito dell’agricoltura biologica. L’intervento è stato realizzato correggendo quella che il CfGC ritiene essere la causa principale delle problematiche oggi più difficili da risolvere nel campo della comunicazione: la separazione, in moltissime aziende, imprese e istituzioni, fra la comunicazione esterna (comunicazione istituzionale e comunicazione per il Marketing) e la comunicazione interna che regola i processi produttivi e gestionali.

Una nuova comunicazione organizzativa per ICEA

Nella fondamentale distinzione di obiettivi e modalità operative che distinguono la comunicazione interna da quella esterna, il CfGC ha cercato di creare un comune orizzonte di senso che facilitasse il coordinamento e la cooperazione fra le attività orientate all’interno dell’impresa e quelle indirizzate verso l’esterno.
Per sviluppare coordinamento e collaborazione fra queste due aree si è proceduto lavorando sulla comunicazione organizzativa, una visione e una pratica della comunicazione, trasversale a tutta l’attività dell’azienda, sotto la cui direzione strategica va collocata ogni azione.

La comunicazione generativa per il PSR 2014-2020

Area di intervento: Agricoltura e sviluppo rurale

Scheda del progetto

  • Anno di attivazione: 2014
  • Conduzione a cura di: CSL
  • In collaborazione con: Assessorato all’Agricoltura della Regione Toscana

CfGC

Un progetto di community building per comunicare le opportunità del Programma Sviluppo Rurale.

Sensori sul territorio per una buona comunicazione

Un progetto per comunicare le opportunità offerte dal Programma di Sviluppo Rurale attraverso l’adozione della metodologia della comunicazione generativa, nell'ambito del quale tutti i portatori di interesse hanno costituito una comunità di sensori distribuiti sul territorio.

Una strategia di community per individuare i sensori

L’obiettivo è stato quello di affiancare le associazioni di categoria e tutti i corpi intermedi nella prospettiva di costruire una nuova comunità di esperienze e di interessi condivisi e partecipati che andasse da chi lavora nel settore come imprenditore o come lavoratore fino ai vertici della dirigenza del PSR toscano, degli organi di governo dell’UE a Bruxelles.

Una strategia basata sul rilancio del valore sociale, economico e culturale dell’agricoltura rispetto a tutte le altre aree socio-economiche, sulle quali un’agricoltura forte ha un'intensa ricaduta.

Prodotti e risultati

Tra i prodotti che sono stati realizzati nell’ambito del progetto:

Il sito web del Programma di Sviluppo Rurale


Il lavoro del gruppo di ricerca è confluito nella stesura di linee guida strategiche che sono state recepite dalla Regione Toscana e utilizzate come base per la pubblicazione della Strategia di comunicazione, informazione e pubblicità del Programma di Sviluppo Rurale (PSR) FEASR della Regione Toscana 2014-2020.

Sul nuovo sito web dedicato al PSR 2014-2020 [...] il visitatore avrà anche la possibilità di dialogare con la Regione Toscana in modo partecipativo e collaborativo. In queste pagine infatti è stato creato un “ambiente di partecipazione”, concepito secondo il modello della “comunicazione generativa” (elaborato nel volume omonimo: Toschi 2011), che ha come obiettivo quello di mettere a sistema tutte le conoscenze, le competenze e le necessità dei soggetti coinvolti nel PSR. (consulta in pdf)

Il sito web dello speciale sul PSR 2014-2020 della Regione Toscana

Regione Toscana | Speciale PSR 2014-2020
www.regione.toscana.it/psr-2014-2020

L'agricoltura scomunicata

Area di intervento: Agricoltura e sviluppo rurale

Scheda del progetto

CfGC

Una riflessione sulla portata e sui limiti dell’autorevolezza delle fonti di informazione e su quale sia la comunicazione più efficace per il settore agricolo.

Le contraddizioni della comunicazione per l’agricoltura

L’agricoltura, oggi, è scomunicata, o meglio, non è comunicata correttamente. Si pensi, infatti, alle numerose contraddizioni emerse sul caso della Xylella in Puglia (solo per citarne uno) nei giornali - siano essi cartacei o web - nelle TV e nelle altre forme di comunicazione digitali. Le comunicazioni frammentate, contraddittorie, raramente esaustive e chiare che spesso sono prodotte, portano a fomentare le situazioni di crisi e le criticità presenti in questo settore che, al contrario, rappresenta una chiave di sviluppo e un patrimonio non solo economico, ma anche culturale.

Sensibilizzare i professionisti del settore (della comunicazione)

Il convegno Agricoltura Scomunicata. Informazione, comunicazione e media in agricoltura, svoltosi presso l'Accademia dei Georgofili, ha visto il gruppo di ricerca impegnato in un’operazione di sensibilizzazione dei maggiori organi di comunicazione del settore agricolo (stampa e operatori dei media in genere). Per riflettere sulla portata e sui limiti dell’autorevolezza delle fonti di informazione, per progettare un’adeguata formazione al giornalismo agricolo ed enogastronomico con un focus particolare sul concetto di comunicazione per l’innovazione, per sensibilizzare gli organi di comunicazione sul valore che l’agricoltura ha per l’Italia: quello di un patrimonio materiale - fatto di prodotti di qualità elevata - e immateriale - fatto di pratiche produttive e portatore di una visione sistemica - che costituisce il motore per lo sviluppo del territorio.

Dieta mediale e dieta alimentare

Area di intervento: Agricoltura e sviluppo rurale

Scheda del progetto

  • Anno di attivazione: 2016
  • Conduzione a cura di: CSL

CfGC

Riscrivere la relazione fra media e abitudini alimentari per una nuova cultura del cibo.

La necessità di studiare la stretta correlazione fra 'dieta mediale' e 'dieta alimentare'

Il gruppo di lavoro ha attivato nel 2016 un progetto di ricerca attento a studiare la relazione tra la fruizione di contenuti multimediali (specialmente audiovideo) e le abitudini alimentari dei giovani nella fascia d'età 6-14 anni.
Tale ricerca nasce da un bisogno di conoscenza riscontrato dai ricercatori che, lavorando in diversi progetti inerenti all'ambito dell'agricoltura, del cultural heritage e della sanità, hanno riscontrato una grande mancanza: la quasi totale assenza di studi attenti ad analizzare la correlazione tra 'dieta mediale' e 'dieta alimentare'.

Una relazione che riscrivere le abitudini alimentari e gli stili di vita

Il progetto di ricerca si è concentrato sul modo in cui i contenuti soprattutto audiovisivi - oggi il linguaggio dominante - influenzano sensibilmente da un lato il comportamento di giovani e meno giovani e le relative abitudini alimentari, dall'altro gli stili di vita che caratterizzano la quotidianità dei ragazzi e delle loro famiglie.

Media e alimentazione: è possibile una nuova cultura del cibo?

La ricerca ha posto, e pone tutt'ora, interessanti spunti di riflessioni. Fra questi, i concetti su cui i ricercatori si stanno maggiormente interrogando sono i seguenti: qual è il rapporto che si sta instaurando fra l'immaginario che scaturisce da una certa fruizione dell'audiovisivo e industria agroalimentare? Che rapporto si viene ad instaurare oggi fra cultura alimentare e cultura mediale?

Interessi di ricerca e domande che mettono sempre più in evidenza il legame tra studi mediali e il settore agroalimentare.

San Casciano Smart Place

Area di intervento: Agricoltura e sviluppo rurale

Scheda del progetto

CfGC

Quale comunicazione per ridefinire le strategie di marketing turistico in chiave di sistema?

Valorizzare le imprese agricole del Comune di San Casciano val di Pesa

Il progetto nasce con l’obiettivo di sviluppare le potenzialità di un territorio che è ricco di imprese agricole, di storia e di cultura: il territorio di San Casciano val di Pesa, nel Chianti fiorentino. L’Oggetto Comunicativo Matrice individuato, per l’avvio e lo sviluppo del progetto, è stato la realizzazione di un’applicazione mobile in Realtà aumentata, concepita per animare una comunità di portatori di interesse di area rurale e industriale.

Il progetto ha fornito inoltre l’occasione per verificare come una buona comunicazione possa contribuire a ridefinire le strategie di marketing turistico in chiave di sistema.

Un progetto di community building

Per il gruppo di lavoro migliorare la comunicazione significa agire per “mettere in comune”, valorizzando i saperi, le esperienze e le pratiche identitari di una comunità (community building). Per il progetto Smart Place ha significato creare, sia fra chi opera a San Casciano sia fra i potenziali portatori d’interesse di tutto il mondo, un ambiente socio-economico che andasse ben oltre il marketing esclusivamente dedicato alle imprese agricole tradizionali, alle imprese turistiche, ai manager e al personale di strutture ristorative, alberghiere, ai tour operator, alle agenzie di viaggio, alle compagnie di trasporto, alle imprese fornitrici di servizi e attrattive universalmente diffuse.

Favorire la partecipazione di tutti portatori di interesse

Un ambiente di comunicazione capace di far interagire, in una prospettiva di progetto condiviso, gli aspetti sociali con quelli economici e con quelli culturali, è realizzabile incentivando la partecipazione di tutti i portatori di interesse alla progettazione e alla realizzazione di contenuti.

Prodotti e risultati

Tra i prodotti che sono stati realizzati nell’ambito del progetto:

L'App mobile San Casciano Smart Place


L'App mobile San Casciano Smart Place ha l'obiettivo di mostrare un territorio "aumentato", ovvero i cui contenuti vengono fatti emergere e resi esplorabili in loco, rivoluzionando l'esperienza dell'utente.

I contenuti presenti dell'app sono organizzati in diverse narrazioni, riconducibili a percorsi turistici specifici suggeriti all'utente.

Al momento l'App prevede due percorsi:

  1. San Casciano Smart Place, in cui si racconta il territorio locale, la sua storia e la sua identità,
  2. I Fantasmi del Principe, in cui si mette in evidenza la relazione tra Firenze e San Casciano raccontando la storia di Machiavelli che, esiliato nella vicina località di Sant'Andrea in Percussina, scrisse  Il Principe.

Studio sull’impatto sociale dell’Agricoltura di precisione

Area di intervento: Agricoltura e sviluppo rurale

Scheda del progetto

  • Anno di attivazione: 2017
  • Conduzione a cura di: CfGC
  • In collaborazione con: Coldiretti

CfGC

Quale comunicazione per una via italiana all’Agricoltura di precisione?

Quale atteggiamento nei confronti dell'innovazione tecnologica

L’indagine nasce nell’ambito della collaborazione del CfGC alla Proposta di Gruppo Operativo TINIA: Agricoltura di precisione per le PMI cerealicole (PEI AGRI 2016) e ha fornito l’occasione sia per misurare il grado di consapevolezza e l’atteggiamento dei cerealicoltori toscani rispetto alle forme d’innovazione tecnologica più avanzate, sia per verificare le possibilità di una “via italiana” all’Agricoltura di precisione.

Lo studio sull’impatto sociale dell’Agricoltura di precisione per un’innovazione di sistema

La ricerca, oltre a confermare la difficoltà di progettare e sviluppare un’innovazione di sistema, ha contribuito a:

    • chiarire che ci potrà essere vera innovazione solo se in questo processo gli imprenditori agricoli vorranno e potranno ricoprire un ruolo attivo, propositivo;
    • sottolineare l’importanza di una comunicazione capace di creare una rete di collaborazioni e sinergie fra i diversi portatori d’interesse del mondo agricolo, mettendo le potenzialità della persona e i suoi bisogni al centro dell’attività imprenditoriale ma anche della ricerca;
    • ribadire la centralità di interventi formativi che educhino ad una comunicazione mirata a favorire l’affermarsi, sul piano imprenditoriale e sociale, di una visione sempre più forte di community building.

Immagine del progetto

Studio sui bisogni d’innovazione nel vivaismo

Area di intervento: Agricoltura e sviluppo rurale

Scheda del progetto

CfGC

Un progetto di Terza missione per tessere una trama comunicativa fra bisogni del settore e la ricerca dell’Università di Firenze.

Il vivaismo scomunicato

Il settore vivaistico soffre di una comunicazione che tende a farne, alternativamente, una realtà ora idilliaca (un’oasi di pace e salute in un mondo sempre più tecnologicamente ed economicamente disumanizzante) ora pericolosa (la minaccia rappresentata dalle pratiche vivaistiche per l’ambiente, dall’acqua all’aria). Ne consegue che non si ha una visione reale di questa importantissima attività produttiva (si pensi alla presenza di tecnologie avanzatissime) che, viceversa, rappresenta per il nostro export e per l’immagine dell’Italia all’estero un elemento chiave. Tutt’altro che valorizzato.

E questo mentre la sua leadership mondiale viene attaccata dai media esteri senza tregua. Esemplare, a questo proposito, è il risultato della content analysis portata avanti dal CfGC sulle notizie relative al caso Xylella.

Il vivaismo come driver d’innovazione

In quest’ambito il CfGC è impegnato a valorizzare il ruolo di Terza Missione dell’Università, tessendo una trama comunicativa fra bisogni percepiti e reali del settore e i risultati più avanzati della ricerca e della formazione ottenuti dall’Ateneo fiorentino.

Comunicazione generativa per la Cooperazione Internazionale

Area di intervento: Agricoltura e sviluppo rurale

Scheda del progetto

  • Anno di attivazione: 2015
  • Conduzione a cura di: CSL
  • In collaborazione con: IAO, AICS

CfGC

Una riflessione sull'agricoltura come motore di sviluppo sistemico, e sul ruolo della comunicazione in questo processo.

Community building per la cooperazione italiana

Il gruppo di lavoro ha affiancato i dirigenti e il personale dell'Istituto Agronomico per l’Oltremare (IAO) e, dal momento della sua nascita all’inizio del 2016, dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS), nell’elaborazione di strategie di comunicazione orientate alla costruzione di comunità.

L’agricoltura al centro dello sviluppo sostenibile

Per lavorare con efficacia a supporto dei paesi in via di sviluppo occorre fare sistema, e in questo sistema l’agricoltura è in grado di giocare un ruolo determinante, rendendosi motore di sviluppo sostenibile.

L’agricoltura sostenibile è solo e sempre una risorsa. E non tanto per la qualità dei prodotti e dei beni che ci offre, ma per i problemi che essa solleva; per il fatto di essere la sentinella della salute del nostro mondo. Una salute non solo fisica, naturalmente.

Una comunicazione che fa sistema

Per questo quella che il CfGC propone non è una comunicazione che parla di sostenibilità, dispersa e frammentata su diversi fronti, ma una comunicazione che, dando un valore di sistema alla sostenibilità, riesce a creare e a rafforzare relazioni tra il mondo della politica, della ricerca, delle imprese e dei cittadini, per ricomporre le fratture di un sistema sempre meno resiliente.

L’identità mediale di Unicoop Firenze

Area di intervento: Agricoltura e sviluppo rurale

Scheda del progetto

  • Anno di attivazione: 2015
  • Conduzione a cura di: CSL
  • In collaborazione con: Unicoop Firenze

CfGC

Una strategia di comunicazione per far emergere il sistema di valori di cui la cooperativa è espressione.

L’obiettivo: una strategia di comunicazione identitaria

Il progetto di analisi e ridefinizione dell’identità mediale di Unicoop Firenze ha indagato la relazione tra l’identità della cooperativa, la sua comunicazione interna e lo sviluppo della comunicazione esterna. Obiettivo del progetto è stato quello di sviluppare proposte per una strategia di comunicazione veramente identitaria ed efficace per un’organizzazione che individua nell’impegno sociale sul territorio un elemento distintivo che incide sulla gestione del core business dell’impresa.

Una comunicazione per riscrivere il territorio

All’interno del progetto, i nostri ricercatori hanno potuto osservare da vicino il modo in cui il movimento cooperativo contribuisce a riscrivere il rapporto tra città e campagna, a partire dai punti vendita come luoghi in cui promuovere i prodotti agroalimentari a filiera corta, facendo emergere il sistema di valori e l’attenzione della cooperativa per il benessere del socio inteso non solo dal punto di vista alimentare, ma anche culturale.

Prodotti e risultati

Tra i prodotti che sono stati realizzati nell’ambito del progetto:

La content analysis per l'Informatore di Unicoop Firenze


Per analizzare la relazione tra l'organizzazione e la comunicazione prodotta dall'impresa, i ricercatori hanno realizzato numerose content analysis sui differenti canali di comunicazione interna ed esterna di Unicoop Firenze. In particolare il gruppo di ricerca si è concentrato sull'analisi dei contenuti dell'Informatore, il mensile di Unicoop Firenze, individuando in essi la relazione tra comunicazione commerciale e comunicazione valoriale. L'impianto valoriale di Unicoop è infatti il fondamento della cooperativa ed è oltremodo importante determinarne le strategie di comunicazione.

Nell'esempio mostrato si osserva come sono presentati sia dal punto di vista commerciale che giornalistico i contenuti relativi ad uno dei prodotti venduti dalla cooperativa.

Il report di Content analysis dell'Informatore di Unicoop Firenze

L’identità mediale di Unicoop Firenze
La content analysis dell’Informatore di Unicoop Firenze

150 Digit - l’Italia delle scuole

Area di intervento: Agricoltura e sviluppo rurale

Scheda del progetto

  • Anno di attivazione: 2011
  • Conduzione a cura di: CSL
  • In collaborazione con: Comitato Italia 150, INDIRE, Virtual Reality, Multi Media Park, Centro Interdipartimentale per la Ricerca sul Multimedia e l’Audiovisivo, MIUR

CfGC

Una serie di iniziative orientate a raccontare l'Italia che emerge dalle storie raccolte dalle scuole distribuite sul territorio.

Un progetto innovativo per le scuole italiane

150 Digit – l’Italia delle scuole è un progetto nato nel 2011 nel contesto delle celebrazioni per i 150 anni dell’Unità d’Italia, affiancando le grandi mostre organizzate alla Reggia di Venaria e alle Officine Grandi Riparazioni di Torino.

Il progetto è stato ideato da Luca Toschi e approvato dal Comitato Italia 150, ed è stato capace di aggregare la collaborazione di numerosi soggetti, tra cui il MIUR, INDIRE, Virtual Reality & Multi Media Park, Centro Interdipartimentale per la Ricerca sul Multimedia e l’Audiovisivo, oltre che naturalmente scuole di ogni ordine e grado.

Un’Italia coesa nella narrazione dei ragazzi

Coinvolgendo insegnanti e ragazzi delle scuole di tutta Italia, il gruppo di lavoro ha coordinato una serie di iniziative che - attraverso la formazione e l’utilizzo delle nuove tecnologie - hanno sviluppato una narrazione partecipata e diffusa del passato e del presente del nostro paese. Da essa è derivata una narrazione parallela: quella dell’Italia delle scuole.

Narrare l'Italia rurale e l'Italia delle città

Il risultato è stato sorprendente. È emerso un quadro nel quale la grande diversità che caratterizza il nostro paese non ha condotto a progetti divergenti e disgreganti ma, al contrario, ha fortificato e valorizzato un progetto comune, che ha trovato nell’immaginazione e nella creatività dei ragazzi coinvolti quel carattere sistemico necessario a tenere insieme le storie raccolte dalle scuole distribuite sul territorio.

Con tutto quanto ne consegue in termini di elementi di conoscenza sulle differenze tra dimensione cittadina e dimensione rurale, e sulla trama di relazioni che tiene insieme queste due inscindibili dimensioni del nostro Paese.

Prodotti e risultati

Tra i prodotti che sono stati realizzati nell’ambito del progetto:

La biodiversità del territorio italiano attraverso le narrazioni dei ragazzi


Il sito web di 150 Digit, oltre a raccontare il passato e il presente del nostro Paese, ha rappresentato un ambiente di content publishing messo a disposizione dei ragazzi delle scuole per narrare il territorio rurale, le città e la particolare relazione che li lega. Le narrazioni dei ragazzi hanno restituito la grande biodiversità del territorio italiano e i diversi immaginari ad essa connessi, facendo emergere però una matrice comune, una consapevolezza della ricchezza della diversità che informa il modo di leggere e riscrivere il paesaggio stesso.

https://youtu.be/fLqRGDySJeI

150 Digit
Video presentazione del progetto

Sii-Mobility

Area di intervento: Agricoltura e sviluppo rurale

Scheda del progetto

  • 2016
  • CSL-CfGC
  • In collaborazione con: MIUR, oltre 20 partner industriali e di ricerca

CfGC

Come ridefinire gli spazi urbani e gli spazi rurali attraverso le interrelazioni che si articolano tra prossimità e distanza?

Quali ricadute per le nuove tecnologie di mobilità

Sii-Mobility (Supporto all’interoperabilità integrata per i servizi ai cittadini e alla pubblica amministrazione) è un progetto coordinato dal professor Paolo Nesi e finanziato dal MIUR in quanto vincitore del bando “Smart Cities and Communities and Social Innovation”. Il suo obiettivo è quello di rendere più sostenibile la mobilità della Regione Toscana. Lo stesso progetto vede anche una serie di ricerche sul campo volte a comprendere le ricadute sociali, economiche e culturali dovute all’applicazione delle nuove tecnologie alla mobilità.

Ridefinire la relazione tra spazi urbani e rurali in termini di prossimità e di distanza

Il progetto rappresenta per il CfGC un’occasione preziosa per studiare la ridefinizione degli spazi urbani e degli spazi rurali nello loro nuove interrelazioni che si snodano tra prossimità e distanza, fra ragioni vecchie e nuove di mobilità.