Agricoltura e sviluppo rurale

In questa area gli interventi del CfGC sono molti. E vanno dalle politiche agricole al sistema della comunicazione istituzionale, dalla sostenibilità ai sistemi d’automazione. L’efficacia di queste azioni è dovuta, dal punto di vista produttivo, al sostegno che la comunicazione riesce a dare a strategie di sviluppo intersettoriale; dal punto di vista dell’innovazione, alla possibilità di mettere in condivisione tra soggetti diversi risorse scientificamente interdisciplinari.

Questo ha significato lavorare sulle potenzialità delle nuove tecnologie (dalla social media strategy all’analisi dell’impatto socio-economico dell’agricoltura di precisione), sulla salute delle persone (certificazione e sistema del biologico), sulla qualità della vita (rapporto tra piccoli centri a vocazione agricola e grandi città) e sul ricambio generazionale (rinnovato interesse da parte dei giovani per il settore agricoltura).

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Le politiche agricole, gli interventi istituzionali, la comunità da valorizzare

Sul fronte istituzionale delle politiche agricole il CfGC ha avuto modo di affiancare i decisori impegnati nel governo delle risorse pubbliche (vedi progetto Comunicazione Generativa per il PSR 2014-2020 della Regione Toscana). Queste attività hanno permesso di raccogliere, fra gli operatori e i vari stakeholder, elementi di conoscenza sulle reali condizioni in cui essi operano, che si sono rivelati molto utili per migliorare la comunicazione fra chi ha la delega a governare e chi lavora, o vorrebbe lavorare, nel settore.

Quale è la concreta condizione di chi è impegnato nel comparto agricolo, forestale, agroalimentare e della pesca? Quali le problematiche che incontra? Che relazioni esistono tra amministrazione pubblica, politica, e la vita quotidiana di chi opera nelle varie attività economiche?

E soprattutto: quale strategia di comunicazione bisogna realizzare fra amministrazione pubblica e imprese piccole, medie ma anche grandi, private e pubbliche, per rafforzare quella Community che troppe volte è più dichiarata che praticata? Senza una comunicazione che dia vita, che rinsaldi questa comunità, come può rafforzarsi uno sviluppo economico e sociale?

La dimensione sostenibile dell’agricoltura

Il CfGC ha attivato un filone di ricerca incentrato sulla dimensione sostenibile del settore agricolo, che ha fatto riscontrare evidenze scientifiche circa il fatto che l’agricoltura si pone come motore di sostenibilità solo se riesce a creare sistema tra moltissime realtà che la animano e che traggono giovamento dalla sua esistenza.

Ancora una volta è un problema di comunicazione: la sostenibilità dell’agricoltura dipende dalla sua capacità di costruire attorno alle proprie attività, a livello locale ma anche a livello regionale, nazionale ed europeo, una comunità dinamica e collaborativa di interessi e di competenze tale da affermarsi sul piano economico e sociale.

Sostenibilità di sistema quindi, alla cui creazione la comunicazione può dare un contributo insostituibile: dalla sanità al turismo, dall’industria manifatturiera 4.0 all’artigianato, dall’industria dei servizi, dal patrimonio culturale e paesaggistico a tutto l’indotto che ne scaturisce.

Il racconto mediale dell’agricoltura

È in questo senso che si delinea un terzo fronte di ricerca, quello dedicato al racconto mediale dell’agricoltura. Non c’è dubbio infatti che il futuro del settore, potenzialità comprese, sia profondamente intrecciato al livello di conoscenza che riesce a diffondere nel tessuto sociale. I nostri ricercatori sono intervenuti in relazione al sistema dell’informazione, fornendo spunti di riflessione e raccogliendo i contenuti più adatti a generare attenzione e coinvolgimento. In una parola: a raccogliere i portatori di interesse in una comunità attiva in grado di costituire una rete di sostegno che permetta non solo di far fronte alla crisi, ma di rispondere giocando d’anticipo. Perché nella società della conoscenza l’informazione può rappresentare il patrimonio più prezioso, ma occorre alimentarla attraverso il coinvolgimento del mondo della ricerca.

Terza missione: comunicazione e ricerca

In quanto unità di ricerca di ambito universitario, i ricercatori del CfGC si interrogano sulla più corretta interpretazione della Terza Missione dell’Università in relazione al settore agricoltura. L’obiettivo è mettere in grado i ricercatori di valorizzare ciò che l’agricoltura rappresenta per il territorio di riferimento: per questo motivo il CfGC sta sviluppando, in collaborazione con importanti player e con alcune associazioni di settore, un modello di trasferimento dell’innovazione che sia specifico per il settore.


Focus on


Progetti correlati all’area di intervento “Agricoltura e sviluppo rurale”


Analisi, riprogettazione e sperimentazione della comunicazione (interna ed esterna) di ICEA

  • anni di attivazione: 2015-2016
  • in collaborazione con: ICEA

Il progetto è consistito nel realizzare la nuova comunicazione di ICEA, l’Istituto per la Certificazione Etica e Ambientale attivo soprattutto nell’ambito dell’agricoltura biologica. L’intervento è stato realizzato correggendo quella che il CfGC riscontra essere la causa principale delle problematiche oggi più difficili da risolvere nel campo della comunicazione: e cioè l’attuale separazione, l’“assenza di comunicazione”, in moltissime aziende, imprese e istituzioni, fra la comunicazione esterna (comunicazione istituzionale e comunicazione per il Marketing) e la comunicazione interna che regola i processi produttivi e gestionali.

Nella fondamentale distinzione di obiettivi e modalità operative che distinguono la comunicazione interna da quella esterna, il CfGC ha cercato di creare un comune orizzonte di senso che facilitasse il coordinamento e la cooperazione fra le attività orientate all’interno dell’impresa e quelle indirizzate verso l’esterno.
Per sviluppare coordinamento e collaborazione fra queste due aree si è proceduto lavorando sulla comunicazione organizzativa, una visione e una pratica della comunicazione, trasversale a tutta l’attività dell’azienda, sotto la cui direzione strategica va collocata ogni azione.


Agricoltura scomunicata

  • anno di attivazione: 2016
  • in collaborazione con: Accademia dei Georgofili

Un’iniziativa che ha visto i ricercatori del CfGC impegnati in un’operazione di sensibilizzazione dei maggiori organi di comunicazione del settore agricolo (stampa e operatori dei media in genere).
Per riflettere sulla portata e sui limiti dell’autorevolezza delle fonti di informazione (caso xylella), per progettare un’adeguata formazione al giornalismo agricolo ed enogastronomico e con un focus particolare sul concetto di comunicazione per l’innovazione, non fosse altro per ripensare la figura dell’innovation broker.


Comunicazione generativa per il PSR 2014-2020 della Regione Toscana

  • anni  d’attivazione: 2015-2016
  • in collaborazione con: Assessorato all’Agricoltura della Regione Toscana

Un progetto per comunicare le opportunità offerte dal Programma di Sviluppo Rurale attraverso l’adozione della metodologia della comunicazione generativa, in cui tutti i portatori di interesse hanno costituito una comunità di sensori distribuiti sul territorio.
L’obiettivo è stato quello di affiancare le associazioni di categoria e tutti i corpi intermedi nella prospettiva di costruire una nuova comunità di esperienze e di interessi condivisi e partecipati che andasse da chi lavora nel settore come imprenditore o come lavoratore fino ai vertici della dirigenza del PSR toscano, degli organi di governo dell’UE a Bruxelles.
Una strategia basata sul rilancio del valore sociale, economico e culturale dell’agricoltura rispetto a tutte le altre aree socio-economiche, sulle quali un’agricoltura forte ha una ricaduta fenomenale.


Dieta mediale e dieta alimentare

  • anno di attivazione: 2016

Una ricerca per comprendere a fondo il rapporto che collega il ‘consumo’ – soprattutto audiovisivo – di narrazioni alle abitudini alimentari dei giovani. Perché siamo davvero quello che mangiamo, e ci nutriamo a partire dalla dimensione immaginaria.
Quale è il rapporto fra industria dell’immaginario audiovisivo e l’industria agroalimentare? Quale il nesso fra la cultura del cibo rappresentata dalla produzione audiovisiva d’importazione e il nostro patrimonio culturale e industriale legato all’alimentazione?
E che rapporto c’è fra modalità di comunicare e modalità di nutrirsi? Fra cultura alimentare e cultura mediale?


Analisi sulla percezione dell’impatto sociale dell’Agricoltura di Precisione

  • anno d’attivazione: 2017
  • in collaborazione con: Assessorato Agricoltura della Regione Toscana e Coldiretti

Il lavoro nasce nell’ambito della collaborazione del CfGC alla Proposta di Gruppo Operativo (PEI AGRI – annualità 2016) dal titolo TINIA – Agricoltura di precisione per le PMI cerealicole -, sviluppata in collaborazione con Coldiretti CAICT e Bonifiche Ferraresi, un azienda leader in Europa per la coltivazione e la commercializzazione di prodotti agricoli, all’avanguardia nell’agricoltura di Precisione.
L’indagine è stata l’occasione sia per misurare il grado di consapevolezza e l’atteggiamento dei cerealicoltori toscani rispetto alle forme d’innovazione tecnologica più avanzate, sia per verificare le possibilità di una “via italiana” all’Agricoltura di Precisione.
La ricerca, oltre a confermare la difficoltà di progettare e sviluppare un’innovazione di sistema, ha contribuito a:

  • chiarire che ci potrà essere vera innovazione solo se in questo processo gli imprenditori agricoli vorranno e potranno ricoprire un ruolo attivo, propositivo;
  • sottolineare l’importanza di una comunicazione capace di creare una rete di collaborazioni e sinergie fra i diversi portatori d’interesse del mondo agricolo, mettendo le potenzialità della persona e i suoi bisogni al centro dell’attività imprenditoriale ma anche della ricerca;
  • ribadire la centralità di interventi formativi che educhino ad una comunicazione mirata a favorire l’affermarsi, sul piano imprenditoriale e sociale, di una visione sempre più forte di community building.

San Casciano Smart Place – Augmented Reality

  • anni di attivazione: 2012-2014
  • in collaborazione con: Comune di San Casciano val di Pesa e aziende agricole del territorio

Il progetto nasce con l’obiettivo di sviluppare le potenzialità di un territorio che è ricco di imprese agricole, di storia e di cultura: il territorio di San Casciano val di Pesa, nel Chianti fiorentino.

L’oggetto matrice individuato, per l’avvio e lo sviluppo del progetto, è stato la realizzazione di un’applicazione mobile in Realtà aumentata, concepita per animare una comunità di portatori di interesse di area rurale e industriale.
Il progetto ha fornito l’occasione per verificare come una buona comunicazione possa contribuire a ridefinire le strategie di marketing turistico in chiave di sistema.

Per il CfGC migliorare la comunicazione significa, appunto, agire per “mettere in comune”, e questo nella prospettiva di rafforzamento della comunità di saperi, di esperienze, di pratiche (community building). In questo caso ha significato creare, sia fra chi opera in San Casciano sia fra i potenziali portatori d’interesse di tutto il mondo, un ambiente socio-economico che andasse ben oltre il marketing esclusivamente dedicato alle imprese agricole tradizionali, alle imprese turistiche, ai manager e al personale di strutture ristorative, alberghiere, ai tour operator, alle agenzie di viaggio, alle compagnie di trasporto, alle imprese fornitrici di servizi e attrattive universalmente diffuse.

Un ambiente di comunicazione capace di far interagire, in una prospettiva di progetto condiviso, gli aspetti sociali con quelli economici e con quelli culturali.

Questo può essere realizzabile creando una comunicazione che sia il risultato non solo di una forte concertazione tra decisori e portatori d’interesse, ma soprattutto di una progettazione partecipata da parte di tutti i soggetti interessati.


La comunicazione come strumento per rilevare bisogni d’innovazione nel vivaismo

  • anno d’attivazione: 2016
  • in collaborazione con: Associazione Vivaisti Italiani

Immagine del progetto

Il settore vivaistico soffre di una comunicazione che tende a farne, alternativamente, una realtà ora idilliaca (un’oasi di pace e salute in un mondo sempre più tecnologicamente ed economicamente disumanizzante) ora pericolosa (la minaccia rappresentata dalle pratiche vivaistiche per l’ambiente, dall’acqua all’aria).
Ne consegue che non si ha una visione reale di questa importantissima attività produttiva (si pensi alla presenza di tecnologie avanzatissime) che, viceversa, rappresenta per il nostro export e per l’immagine dell’Italia all’estero un elemento chiave. Tutt’altro che valorizzato.
E questo mentre la sua leadership mondiale viene attaccata dai media esteri senza tregua. Esemplare, a questo proposito, è il risultato della content analysis portata avanti dal CfGC sulle notizie relative al “caso Xylella”.
In quest’ambito il CfGC è impegnato a valorizzare il ruolo di Terza Missione dell’Università, tessendo una trama comunicativa fra bisogni percepiti e reali del settore e i risultati più avanzati della ricerca e della formazione ottenuti dall’Ateneo fiorentino.


Comunicazione Generativa per la Cooperazione Internazionale

  • anni d’attivazione: 2015-2016
  • in collaborazione con: Istituto Agronomico per l’Oltremare

Immagine del progetto su cooperazione internazionale

I nostri ricercatori hanno affiancato i dirigenti dello IAO nell’elaborazione di strategie di comunicazione orientate alla costruzione di comunità.
Per lavorare con efficacia a supporto dei paesi in via di sviluppo occorre fare sistema, e in questo sistema l’agricoltura è in grado di giocare un ruolo determinante, rendendosi motore di sviluppo.


Cultura cooperativa e socialità

  • anni d’attivazione: 2015-2016
  • in collaborazione con: Unicoop Firenze

Immagine del progetto su cultura cooperativa e socialità

Un progetto di analisi e ridefinizione dell’identità mediale delle grandi cooperative di consumatori, per studiare strategie di comunicazione in grado di riportare coerenza tra vision, mission e politiche territoriali.
In questo senso i nostri ricercatori hanno potuto osservare da vicino il modo in cui il movimento cooperativo contribuisce a riscrivere il rapporto tra città e campagna, a partire dai punti vendita come luoghi in cui promuovere i prodotti agroalimentari a filiera corta.


Ateneo Sostenibile

  • anno d’attivazione: 2016
  • in collaborazione con: Università di Firenze

Immagine del progetto Ateneo sostenibile

Si tratta di un progetto che vede i nostri ricercatori occupati in una serie di azioni a supporto di diversi soggetti dell’Ateneo di Firenze, impegnati tutti in ambiti e in forme diverse, ad animare l’iniziativa “Ateneo sostenibile”.
Un gruppo di lavoro transdisciplinare, attivo su numerosi fronti, non ultimo quello agricolo, con l’obiettivo di potenziare il modello di comunicazione sostenibile.


150 Digit – l’Italia delle scuole

  • anni d’attivazione: 2011-2012
  • in collaborazione con: Comitato Italia 150, INDIRE, Virtual Reality & Multi Media Park, Centro Interdipartimentale per la Ricerca sul Multimedia e l’Audiovisivo, MIUR

Il progetto nasce nell’ambito dei festeggiamenti per i 150 anni dell’Unità d’Italia, e ha affiancato le mostre che si sono tenute a Torino nel 2011, alla Reggia di Venaria e all’Officina Grandi Riparazioni. Si è trattato di un progetto in cui i ricercatori dell’allora CSL – oggi CfGC -, hanno potuto animare con gli insegnanti e gli studenti del Paese una serie di iniziative orientate a raccontare l’altra Italia, quella che emerge dalle storie raccolte dalle scuole distribuite sul territorio.
Con tutto quanto ne consegue in termini di elementi di conoscenza sulle differenze tra dimensione cittadina e dimensione rurale, senza dimenticare di sottolineare la trama di relazioni che tiene insieme queste due inscindibili dimensioni del nostro Paese.


Sii-Mobility

  • anni d’attivazione: 2016-2018
  • in collaborazione con: MIUR e oltre 20 partner industriali e di ricerca

Un progetto in cui i ricercatori del CfGC collaborano alla realizzazione di un’App con cui rendere più sostenibile la mobilità della Regione Toscana. Lo stesso progetto vede anche una serie di ricerche sul campo volte a comprendere le ricadute sociali, economiche e culturali dovute all’applicazione delle nuove tecnologie alla mobilità.
Un’occasione preziosa per studiare la ridefinizione degli spazi urbani e degli spazi rurali nello loro nuove interrelazioni che si snodano tra prossimità e distanza, fra ragioni vecchie e nuove di mobilità.


Mobilità sostenibile

  • anno d’attivazione: 2017
  • unità interdipartimentale dell’Università di Firenze

Immagine del progetto su mobilità sostenibile

Il progetto affronta, tra le diverse attività portate avanti, anche l’impatto della mobilità sulle nuove forme di cittadinanza e sull’inedita percezione del paesaggio. Il paesaggio contemporaneo si ridefinisce come spazio di attraversamento, una prospettiva destinata a riscrivere anche il rapporto fra spazio urbano e spazio rurale.