Content analysis

La content analysis è una tecnica di rilevazione sociale che, riprendendo il lavoro di Fred N. Kerlinger (1986), si può definire come un metodo di studio e di analisi dei messaggi della comunicazione sistematico, oggettivo e quantitativo che ha lo scopo di misurare alcune variabili.

Questa tecnica è nata negli Stati Uniti negli anni Venti del Novecento con le ricerche di Harold D. Laswell ed è stata applicata per la prima volta con l’obiettivo di analizzare i messaggi veicolati dalla propaganda politica della Seconda guerra mondiale. Terminato il conflitto, numerosi studiosi di comunicazione, Bernard Berelson (1952) su tutti, iniziarono ad usare la content analysis per esaminare la propaganda diffusa attraverso radio e giornali.

La content analysis in chiave generativa: un esercizio di filologia e critica testuale

La content Analysis è utilizzata dal CfGC su un numero limitato di oggetti comunicativi da analizzare perché più che sulle modalità di lettura automatizzata dei dati viene posta molta attenzione sull’analisi approfondita delle relazioni sottese ai contenuti esplicitati: il Centro mette in atto un tipo indagine qualitativa attenta a valorizzare la relazione tra “filologia” e “critica”, ovvero il rapporto tra i dati che emergono dalla lettura e l’interpretazione avanzata dai ricercatori nel momento in cui vanno a rileggere, analizzare e contestualizzare tali dati all’interno di un panorama scientifico ben definito, inquadrato dalle domande di ricerca del progetto e, soprattutto, dalla prima ipotesi di risposta.

I due momenti (filologia e critica), seppur affrontati in tempi successivi, in realtà hanno una compresenza a variabilità di peso. È fuori dubbio, infatti, che se in un primo momento la parte maggiormente “filologica” emerge con più forza, è vero anche che la parte “critica” inizia già a definirsi in maniera chiara e a mettere in discussione (e qui ha origine il processo generativo vero e proprio) il tipo di raccolta di dati messo in atto, la selezione delle informazioni e, di conseguenza, le stesse domande di ricerca che sono alla base del progetto. Viceversa, nel secondo momento dell’analisi, seppur maggiormente concentrato sull’interpretazione “critica” dei dati, il meccanismo generativo porta spesso ad un intervento massiccio sia nella ridefinizione delle domande di ricerca, che nel tipo di campionatura dei dati adottato nella parte filologica.

I progetti in cui abbiamo usato questa tecnica

Unicoop Firenze | Job Placement (Università di Firenze)| Narrative Inquiry (in collaborazione con l’Università di Salamanca)

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