Nel referendum del 21 e 22 aprile 2013, con percentuali superiori al 70%, i cittadini di Figline Valdarno e Incisa in Val d’Arno si sono espressi a favore della fusione in un comune unico. Il risultato è il frutto di un percorso durato più di un anno con le due amministrazioni comunali e con un consistente numero di cittadini e attori sociali del territorio. Un processo partecipativo attento prima di tutto a rileggere i complessi orizzonti generati dalla relazione tra territorio e governance, mettendo i cittadini, le loro esperienze e problematiche, e le loro scelte al centro di un processo condiviso di ri-scrittura dell’identità e della partecipazione politica diretta nelle decisioni circa il proprio territorio.


  • anno di attivazione: 2012-2013
  • in collaborazione con: Comune di Figline Valdarno e Comune di Incisa in Val d’Arno

La cittadinanza al centro

Attraverso 64 interviste semi-strutturate e 3 focus group a cittadini e soggetti individuati in collaborazione con le amministrazioni sono stati raccolti e organizzati gli elementi di conoscenza per la progettazione di un percorso partecipativo che fosse realmente funzionale e coerente con le caratteristiche del contesto, della comunità e più in generale degli attori sociali coinvolti.
Grazie a questi risultati sono stati selezionati gli argomenti oggetto dei tre laboratori partecipativi, a cui hanno partecipato più di cento persone, in larga parte cittadini comuni che non avrebbero altrimenti partecipato alla politica attiva. Particolare attenzione è stata prestata al coinvolgimento delle categorie che tendono ad autoescludersi dai processi partecipativi e dalla vita sociale della comunità: i giovani, gli stranieri e i portatori di handicap. In aggiunta al percorso partecipativo strutturato, si è poi tastato il polso della cittadinanza effettuando interviste a comuni cittadini incontrati nei mercati di Figline e di Incisa. Infine, attraverso la tecnica dei focus group sono stati coinvolti anche i rappresentanti del mondo della scuola.
Le idee progettuali affrontate nei laboratori partecipativi sono state:

  1. il nuovo Statuto comunale;
  2. la comunicazione dei servizi;
  3. gli spazi di partecipazione.

La partecipazione attiva dei cittadini è stata fondamentale perché, oltre all’intervento diretto nel referendum, ha contribuito a far nascere uno scambio funzionale ad evidenziare le maggiori criticità che riguardavano questa unione, definendo anche chiare soluzioni da intraprendere. Nei laboratori partecipativi, infatti, sono state elaborate e formulate da parte dei partecipanti numerose proposte concrete di cui le amministrazioni hanno tenuto conto nella definizione della nuova struttura del futuro comune.


Il nuovo Statuto comunale
Nel laboratorio partecipativo sullo Statuto comunale, dopo aver indicato e descritto le caratteristiche che ha e che deve avere uno Statuto comunale, sono state individuate alcune aree specifiche da tutelare, rafforzare e inserire all’interno del nuovo Statuto del Comune Unico: la trasparenza, alcuni specifici principi generali, il rapporto con l’associazionismo, la rappresentanza delle minoranze e, soprattutto, la necessità di qualificare il nascente processo partecipativo con innovative procedure decisionali che definissero una nuova identità comunitaria.

La comunicazione dei servizi
Il laboratorio sulla comunicazione dei servizi aveva l’obiettivo di far emergere, attraverso la voce dei cittadini, le caratteristiche del territorio, per poter poi arrivare a progettare oggetti comunicativi focalizzati nello specifico sui servizi di cui tener conto nelle linee guida generali della futura amministrazione. Dopo aver individuato i servizi più importanti, infatti, i cittadini si sono concentrati sugli strumenti e sulle modalità con cui questi potevano essere comunicati.

Gli spazi di partecipazione
Il laboratorio sugli spazi di partecipazione si è concentrato sugli spazi, sugli strumenti e sui metodi di partecipazione. Nello specifico, i circa 40 cittadini che hanno partecipato hanno fatto emergere i problemi principali presenti nelle due amministrazioni, individuando precise tematiche di discussione: povertà e arretratezza di spazi di partecipazione che i cittadini hanno a loro disposizione; necessità di nuovi luoghi d’incontro, di aggregazione e di comunicazione, auspicando la presenza di ulteriori centri sociali, piazze, mercatini.


La partecipazione che genera partecipazione

I laboratori partecipativi hanno rappresentato l’occasione per sperimentare l’intervento della comunicazione generativa in un sistema complesso teso alla ridefinizione dell’idea di governance e di territorio.

Oltre agli incontri in presenza, durati tre settimane, i laboratori hanno avuto un’interfaccia digitale grazie agli ambienti di condivisione della conoscenza creati ad hoc dall’allora CSL.

Uno dei risultati più soddisfacenti dei laboratori è rappresentato dalla nascita, ad opera di un gruppo di cittadini avvicinatisi alla partecipazione civica proprio grazie agli stessi laboratori, del Comitato per il sì al Comune Unico, diventato poi Comitato Lab-Unico, nato proprio per rendere stabile il processo di partecipazione dei cittadini alla gestione della res publica originato dai laboratori partecipativi.


Le aree di intervento interessate

Sanità, salute, well-being


La mobilità che riscrive i territori


Governance e partecipazione


Smart People and Communities


Persuasione generativa