Una storia lunga trent’anni

Il Center for Generative Communication nasce nel 2017, raccogliendo una trentennale esperienza derivante da attività di ricerca svolte dal C.R.A.I.A.T. (Centro Ricerche e Applicazione dell’Informatica all’Analisi dei Testi) prima e dal Communication Strategies Lab (CSL) dopo.

Il CRAIAT

Nel 1991 Luca Toschi inaugurò, novità per l’Italia, la prima cattedra di Letteratura italiana e informatica nel Dipartimento di Magistero dell’Università di Firenze, con il forte sostegno dell’allora preside di facoltà Sergio Givone e di Paolo Blasi, rettore dell’Ateneo.

Esattamente un anno dopo, nel 1992, ci fu un altro passaggio fondamentale per comprendere le attività, la nascita e lo sviluppo del modello comunicativo utilizzato dal CSL prima e dal CfGC poi: la fondazione del CRAIAT – il Centro Ricerche e Applicazione dell’Informatica all’Analisi dei Testi – un centro di ricerca fondato sempre da Luca Toschi all’interno dell’Università di Firenze.

La mission

I progetti del CRAIAT nascono da un modo di intendere la ricerca scientifica che ha come caratteristica principale quella di andare ad incidere direttamente e concretamente all’interno del tessuto sociale e imprenditoriale del territorio; una ricerca, dunque, che prima di tutto si configura come sperimentale e applicata a tutti i contesti della realtà che ci circonda.

Questo modo di intendere la terza missione dell’università, nasce sotto la direzione di Luca Toschi già alla fine negli anni ’70 in un’area d’intervento, però, ben definita: le Digital Humanities. Il percorso che poi ha portato alla nascita del CfGC, infatti, vede tra le prime e principali tappe la formazione della prima cattedra di Letteratura italiana e informatica in Italia all’inizio degli anni ’90 e la fondazione del CRAIAT, attivo presso il Centro di calcolo dell’ateneo di Firenze (allora CeSIT), nel 1992.

La ricerca

Grazie anche ai contributi e al sostegno iniziale della Fondazione IBM-Italia e dell‘IBM-SEMEA, in circa 10 anni di attività, il CRAIAT ha portato avanti numerosi progetti con diversi partner pubblici e privati – sia a livello nazionale che internazionale – trasversali a diverse aree di ricerca che ritroviamo anche oggi molto attive all’interno del Centro:

editoria digitale | cooperazione internazionale | cultura cooperativa

linguaggi multimediali | sanità | sviluppo di learning objects | digital humanities

Tutti prevedevano l’ideazione, la definizione e la realizzazione di un testo digitale, inteso nell’accezione di testualità in grado di dare maggiore capacità comunicativa ai diversi contenuti, che rimettesse al centro di tutto il processo creativo l’autorialità della scrittura e della progettazione; un testo digitale, dunque, attento prima – e soprattutto – alla dimensione autoriale e solo successivamente tecnologica.

Queste prime innovative sperimentazioni hanno permesso all’Università di Firenze di essere tra i primi atenei a studiare e sfruttare le caratteristiche e le peculiarità del digitale nei diversi ambiti scientifici e disciplinari.

Si delinea, allora, un’idea di digitale fortemente collegato e interconnesso con una testualità sociale più ampia; un digitale che è prima di tutto naturale e poi informatico, in cui assume un’importanza fondamentale e imprescindibile la progettualità e la capacità di fare rete/sistema che portano l’individuo naturalmente a collegare e scollegare le singole unità. Un soggetto/scrittore di relazioni che si caratterizza sempre di più come un artigiano della comunicazione che crea e genera continuamente prodotti nuovi che cercano di rispondere, in vario modo, alle esigenze e alle reali necessità della società. Dunque un testo digitale, in estrema sintesi, che si caratterizza sempre di più come testo sociale.

I progetti

I progetti a livello regionale: l’incontro con la cooperazione e lo sviluppo dei linguaggi multimediali

Il progetto giovani

Nel gennaio 1994 il CRAIAT collabora con il Comune di San Miniato (PI) per creare e dirigere un laboratorio multimediale che aveva l’obiettivo di avviare i giovani, compresi quelli che già lavoravano e non frequentavano l’Università, all’uso dei nuovi linguaggi. L’attività consisteva nella creazione di multimedia legati alla realtà turistica e produttiva del luogo.

50 anni – Coop Toscana Lazio. Un’idea giovane di cinquant’anni

In occasione dei cinquant’anni nel 1995 della Coop Toscana Lazio, oggi all’interno di Unicoop Tirreno, il CRAIAT realizza il cd-rom: Un’idea giovane di cinquant’anni, pubblicato dalle Edizioni Cultura della Pace di Firenze. Sempre collaborando con la Coop, nel 1997 viene organizzato a Roma un convegno su “Sulla lavagna si accende il computer”. In quella occasione venne presentato il Laboratorio di Comunicazione MultiMediale, con sede a Vignale Riotorto (Li).

La collaborazione con la Biblioteca di Greve nel Chianti

Nel 1996 inizia la collaborazione con la Biblioteca di Greve in Chianti (FI). Nel maggio del 1997 viene istituito un Osservatorio permanente (OSLEM) per lo studio di tutto quanto viene realizzato e pubblicato nell’ambito della scrittura multimediale. L’Osservatorio è stato presentato nell’ambito del convegno “Lezioni di gioco”, promosso dal Comune di Greve in Chianti, dalla Regione Toscana e dallo stesso CRAIAT.

La collaborazione con la Fondazione Mario Cecchi Gori

Nel 1997 il CRAIAT collabora con la Fondazione Mario Cecchi Gori su un progetto per approfondire la natura del linguaggio multimediale.

La collaborazione con la MediaTeca regionale Toscana

Nel 1998 il CRAIAT e la MediaTeca Toscana organizzano il convegno “ABC Media. Ipertesto e multimedialità nella didattica.” Si tratta del primo censimento e archiviazione dei multimedia realizzati dalle scuole toscane con relativa premiazione.

L’archiviazione dei prodotti multimediali del Festival di MediARTech

Nel 1998 viene affidata al CRAIAT l’archiviazione dei prodotti multimediali del Festival di MediARTech, la rassegna internazionale delle opere multimediali promossa da CEVSIT-Rete Alta Tecnologia e Regione Toscana.

I progetti a livello nazionale: la lettura ipertestuale dei classici della letteratura italiana e l’attenzione verso la sanità

La collaborazione con la Bassilichi Sviluppo di Firenze

Tra il 1993 e il 1995 il CRAIAT collabora con l’azienda informatica Bassilichi Sviluppo per produrre i primi ipertesti letterari in Italia. Da questa esperienza nascono i due ipertesti “Effetti di un sogno interrotto. Pirandello e un film da fare” e “Letteratura e mercato: la scoperta dell’immagine. Verga” entrambi editi nel 1997 dalla Marsilio.

Presentazione dei cd-rom su Pirandello e Verga.

L’ipertesto d’autore, la famiglia dell’antiquario di Carlo Goldoni

Nel 1996 esce, presso la casa editrice Marsilio di Venezia, l’ipertesto di Goldoni; è il primo tentativo di restituire con la scrittura elettronica un complicato caso di filologia drammaturgica. La ricerca è stata possibile grazie alla collaborazione della Fondazione IBM-Italia e dell’IBM-SEMEA.

Presentazione del cd-rom “L’ipertesto d’autore. La famiglia dell’antiquario di Carlo Goldoni”

MMm – Manzoni Multimedia

Rilettura della quarantana dell’opera di Alessandro Manzoni che sottolineava la multimedialità intrinseca nelle dinamiche dei Promessi Sposi.

Presentazione del cd-rom “MMm – Manzoni Multimedia”

Atlante geografico della letteratura italiana 1789-1918

Era in atto la progettazione e la lavorazione di un atlante geografico della letteratura con la casa editrice Laterza che poi, per motivi legati al numero elevato di diritti d’autore da gestire, non ha visto la luce.

Collaborazione con la “Lega contro i tumori”

Inizia nel 1997 una collaborazione tra CRAIAT e “Lega contro i tumori” per approfondire l’uso dei nuovi media nell’ambito della prevenzione.

I progetti internazionali: il testo digitale a supporto di una diffusione e condivisione della cultura

Project 170: Nouvelles techniques de traitement de l’information

Il CRAIAT ha operato significativamente anche a livello internazionale con la partecipazione al Project 170: Nouvelles techniques de traitement de l’information nel Programma Med-Campus finanziato dalla CEE. Il progetto prevedeva la scrittura di un multimedia relativo alle favole del bacino culturale del Mediterraneo in collaborazione con le Università di Alessandria, Algeri, Barcellona, Costantinopoli, Il Cairo, Montpellier, Salonicco.

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Il Communication Strategies Lab

Il Communication Strategies Lab (CSL), fondato e diretto da Luca Toschi, nasce nel 2006 all’interno del Dipartimento di Scienze dell’Educazione e dei Processi Culturali e Formativi dell’Università di Firenze, in continuità diretta con le attività del CRAIAT (Centro Ricerche e Applicazione dell’Informatica all’Analisi dei Testi).

Nel 2013, a seguito della riorganizzazione dei Dipartimenti universitari, il CSL è confluito nel Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali dell’Ateneo fiorentino, conservando la sua sede nell’edificio di via Laura 48 a Firenze.

Nel gennaio 2017 il CSL ha chiuso una fase della sua storia, dando vita al Center for Generative Communication.

La mission

Fin dalla sua nascita, il CSL si è impegnato a realizzare progetti di ricerca che rispondessero ai bisogni del territorio al fine di favorirne lo sviluppo socio-economico. Il CSL ha sostenuto istituzioni, imprese e organizzazioni nell’ideazione e nella progettazione di strategie di comunicazione organizzativa interna ed esterna, attraverso l’applicazione del paradigma generativo della comunicazione, ideato da Luca Toschi.

Avvalendosi di strumenti e tecniche appositamente perfezionate negli anni e delle tecnologie più avanzate, il CSL ha contribuito al miglioramento della produzione di servizi e di beni degli Enti con cui ha collaborato nella sua storia decennale e, contemporaneamente, ha rafforzato il modello generativo raggiungendo collaborazioni sempre più importanti a livello nazionale e internazionale.

Il CSL, infatti, ha dedicato anche particolare attenzione alla formazione e alla didattica, fornendo agli studenti un luogo dove studiare, esercitarsi ed incontrarsi per sperimentare un modello di formazione – teorico e pratico al tempo stesso – a contatto con una comunità di ricercatori di diversa provenienza ed età.

Migliaia di studentesse e studenti – sia dei corsi di studi triennali che magistrali nell’area umanistica e della formazione ma anche nell’area delle scienze agrarie – hanno collaborato con il CSL attraverso attività di stage, di tirocini svolgendo, nella maggior parte dei casi, tesi altamente sperimentali.

La ricerca

La ricerca praticata all’interno del CSL si è distinta per la sua vocazione interdisciplinare, interdipartimentale e sperimentale.
La sinergia di competenze diverse e i risultati raggiunti attraverso progetti realizzati con gli attori del territorio, sono la dimostrazione della scientificità di un modello di ricerca – quello generativo – che è riuscito a portare l’Università a confrontarsi con i problemi reali della società.

Il modello economico

Un’altra caratteristica del CSL è stata la capacità di autofinanziarsi totalmente. La risorsa primaria del CSL sono sempre state le persone che lo hanno composto e le loro conoscenze. Grazie all’allargamento della comunità di ricerca e all’attivazione di continue collaborazioni, infatti, il CSL ha avuto a disposizione notevoli competenze che hanno permesso di accrescere la mole di progetti e la loro produttività in termini scientifici.

Tutti i progetti del CSL, infatti,  sono stati attivati per la loro forte attinenza con gli obiettivi di ricerca e gli scopi formativi del Laboratorio.

Dal CSL al CfGC

Il CSL è stato, quindi, un ambiente dove studio, ricerca e lavoro sono state vissute e praticate come aree fortemente interattive e interdipendenti. Negli anni di attività del CSL si sono succeduti studenti e studentesse, ricercatori, docenti e professionisti che hanno collaborato a vario titolo e hanno contribuito a rafforzare il modello generativo.

Questa forte, variegata e multidisciplinare energia che ha animato quotidianamente i locali del CSL è stata la principale peculiarità del laboratorio e la più grande risorsa che esso ha portato in dote al Center for Generative Communication.

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