I sistemi d’automazione e i relativi processi hanno caratterizzato da sempre la storia degli esseri umani, assumendo nelle quattro rivoluzioni industriali un ruolo fondamentale. In particolare durante il XX secolo, con una impressionante accelerazione negli ultimi decenni, i sistemi di automazione si sono imposti diventando determinanti in tutti gli aspetti della nostra vita quotidiana sia sul fronte della vita pubblica, professionale, che su quello privato, familiare.

Questo ci ha posto davanti a problemi che mai l’uomo aveva dovuto affrontare prima: problemi sia più propriamente tecnici, relativi alla produzione di sistemi d’automazione ancor più potenti, sia culturali, con forti ricadute sul piano sociale ed economico; ma anche esistenziale, nel senso di significato profondo della condizione umana.

La necessità di tavoli di lavori transdisciplinari nella fase di ideazione e di progettazione dell’automazione

Grazie alle innovazioni tecnologiche legate alle scienze dell’automazione, la nostra società ha sviluppato una fittissima e imprescindibile trama tecnologica, tanto che oggi appare difficile non solo distinguere ciò che è naturale da ciò che non lo è, ma soprattutto comprendere e valutare la visione della vita, la missione pubblica e privata, gli obiettivi personali e collettivi che queste tecnologie sostengono e favoriscono.

Il problema va affrontato non solo analizzando gli effetti di questa rivoluzione sociale (e quindi politica, economica e soprattutto culturale) ma avviando profondi cambiamenti nella fase di ideazione e di progettazione dell’automazione. Il tavolo di lavoro va rivisto; le conoscenze, le competenze da coinvolgere fin dall’inizio ridefinite.

E questo proprio perché i sistemi di automazione si pongono sempre più come intermediari tra noi e le cose, tra noi e gli altri soggetti, e la loro presenza sta diventando tanto pervasiva da rendere sempre più pressante la necessità di ripensare la definizione stessa di robot.

Il robot

Il robot è la commodity per eccellenza: un servitore fedele, instancabile e soprattutto non umano ma in grado di simulare (almeno in parte) l’umano. Per queste sue caratteristiche il robot si immagina come una sorta di collage di qualità appartenenti al mondo degli oggetti e al mondo organico, così da risultare, in base alla selezione effettuata, lo strumento più adatto nei diversi contesti: il lavoratore più preciso, più rapido e più instancabile; l’assistente più accorto e puntiglioso; il badante più discreto ed affidabile; ecc.

Per molti motivi il robot è un prodotto (presente e futuro) in cui riporre speranza, candidato perciò ad essere un bene irrinunciabile, quasi di prima necessità. Un bene, in tutte le sue declinazioni, che punta ad un mercato molto ampio tanto da rendere difficile l’individuazione di contesti in cui non possa trovare una qualche applicazione. Per la capillarità che il fenomeno avrà diventa, quindi, necessario prefigurare, mediante approfonditi percorsi d’analisi, l’impatto sociale che questa nuova tecnologia potrà avere, identificandone le potenzialità e i principali rischi in modo da riorientare la progettazione in corso.

Verso una sociologia dei robot e dei processi d’automazione

Il Center for Generative Communication ha attivato un programma di ricerca che, facendo riferimento ai più innovativi studi e alle ultimissime sperimentazioni che interessano da vicino i processi di automazione e le sue innumerevoli applicazioni, si pone l’obiettivo di far emergere le principali criticità in termini di impatto sociale di simili tecnologie.

Il focus principale della ricerca si concentra intorno alla relazione che i processi di automazione intessono costantemente con l’uomo, il territorio e la società con l’obiettivo di comprendere quali siano le grammatiche che guidano la progettazione delle tecnologie vecchie, nuove, nuovissime e futuribili.

Gli obiettivi e le domande che guidano la ricerca del CfGC

Il CfGC, che recepisce l’esperienza trentennale del Centro Ricerche e Applicazione dell’Informatica all’Analisi dei Testi (CRAIAT) e del CSL, si pone come obiettivo quello di: monitorare e interpretare le strategie culturali, economiche, imprenditoriali e politiche che guidano le scelte tecnologiche e il relativo mercato mondiale e gli effetti sociali, economici e politici delle nuove tecnologie e dei ro-bot.

Più nel dettaglio, le domande che guidano la ricerca del Centro possono essere riassunte nel seguente modo:

  • Cosa rappresenta oggi, e cosa rappresenterà nel prossimo futuro, “il robot”? Un assistente “personale”? Un’estensione del nostro pensiero?
  • Che tipo di relazione avrà l’uomo con i robot e quanto di “loro” sarà presente nell’uomo? Quali saranno dunque le conseguenze sociali derivanti da questa relazione e quali discipline dovranno intervenire nel processo di progettazione dei robot?

In questo scenario la comunicazione svolge un duplice ruolo: da un lato quello di scienza capace di dialogare con la società, indagando gli impatti e gli effetti che hanno le nuove tecnologie e riportando poi istanze, bisogni e punti di vista ai progettisti; dall’altro quello, legato all’organizzazione, che la porta a animare e coordinare tra loro i progettisti stessi, afferenti a discipline diverse e dotati di approcci, linguaggi, necessità spesso incompatibili.

La comunicazione, da questa posizione privilegiata, può così fornire ai progettisti non solo gli strumenti per verificare la corrispondenza del proprio lavoro con le richieste della committenza (sia essa politica, sociale o privata), ma anche supportare la fase di progettazione stessa, mettendo in relazione tra loro mondi apparentemente distanti o non comunicanti.

Le attività di ricerca e le sperimentazione attive

I progetti di ricerca

  • Gruppo Operativo TINIA sull’Agricoltura di Precisione
  • Sii mobility – Supporto all’interoperabilità integrata per i servizi ai cittadini e alla pubblica amministrazione
  • Unità di ricerca interdipartimentale sulla Mobilità sostenibile
  • Pedoni e  ciclisti digitali. Smartphone e nuove modalità di fruizione dello spazio urbano nella Città Metropolitana di Firenze

Pubblicazioni

Toschi, L. (in corso di stampa), La comunicazione generativa per i servizi alla carriera e per la Terza Missione dell’Università e degli Enti di ricerca, in Vanna Boffo (a cura di), Strategie per l’Employability. Dal Placement ai Career Services, Pisa, Pacini Editore

Toschi, L. (2017), L’albero, l’artificio e l’energia della complessità, in Ferrini, F., Fini, A. Amico albero. Ruoli e benefici del verde nelle nostre città (e non solo), Pisa, ETS

Toschi, L. (2015a), Cuando las nuevas tecnologías dejen de ser nuevas, ¿qué será de nosotros?, in «Hachetetepé. Revista científica de educación y comunicación», n. 11, pp. 15-28.

Toschi, L. (2015b), Il digitale che voleva cambiare il mondo, in «In-Formazione – Il digitale tra di noi. Educazione, famiglia e responsabilità sociale», anno X, n.13, pp.16-25

Eventi e convegni

2017

Indagine, La maschera e il volto. Quale immaginario e quale progetto socioeconomico dietro i Robot?, Pisa, Festival Internazionale della robotica di Pisa, 7 – 13 settembre 2017

Giornata di studio, Living with machines. Sociopolitical impact of a trans-disciplinary design for robot, Firenze, Center for Generative Communication, 9 ottobre 2017

Giornata di studio, Vivai di sociologia. Il verde ai tempi della robotica, Firenze, Piazzale delle Cascine, 20 ottobre 2017

Convegno, Il paradigma industria 4.0: applicazioni e implicazioni nel settore automotive, Pontedera (PI), Museo Piaggio, 26 – 27 ottobre 2017

Convegno, New Sciences and Actions for Complex Cities: Social and Institutional innovation in self-organising systems, Firenze, Piazza di San Marco, 14 – 15 dicembre 2017

2018

Convegno, Robo Philosophy 2018 – Envisioning Robots In Society: Politics, Power, And Public Space, Vienna, 14 – 17 Febbraio 2018