I soggetti, individuali o collettivi, sono le reali risorse dell’azienda, ed è su di essi che va impostato un’efficace community building. Tale impostazione prende nettamente le distanze da un approccio meccanicistico e tayloristico della comunicazione, e mira a valorizzare le potenzialità umane e le relazioni che, attivandosi fra queste, portano l’organizzazione stessa a crescere e a innovarsi in maniera strutturale.

Oggi il problema più evidente a livello di comunicazione all’interno di imprese, istituzioni ed enti, è la sempre maggiore separatezza fra comunicazione interna legata alla produzione e comunicazione esterna focalizzata sull’offrire i prodotti (beni o servizi che siano) agli utenti finali. Per l’organizzazione, una soluzione che possa essere definita “smart”, anche tecnologicamente avanzata, presenta un valore aggiunto significativo solo se riesce a incidere su questo grave problema.
Nella maggior parte dei casi in cui la comunicazione è in crisi, infatti, si registra una debolezza, se non una totale assenza, di comunicazione e relativa organizzazione tesa a favorire l’interazione fra le conoscenze, le pratiche, le necessità legate alla produzione e quelle che caratterizzano l’uso dei prodotti, i bisogni consapevoli o inconsapevoli che emergono dai pubblici cui sono diretti.

Quali tecnologie dell’informazione per una smart organization?

Il ricorso alle tecnologie spesso non dà i risultati che promette perché le tecnologie dell’informazione sono viste come una soluzione in sé, a prescindere da un’analisi della vision e mission strategica che si vuole dare ad un’impresa, un’istituzione. Un’innovazione, quindi, fatta cadere nella realtà quotidiana dall’alto, frutto di una visione provvidenzialistica della tecnologia, lungi da essere di sistema, se si esclude quello meccanicisticamente automatizzato. Ecco perché questo uso indifferenziato delle soluzioni causa spesso l’effetto opposto, e cioè quello di accentuare le criticità comunicative: perché l’architettura delle IT raramente è inserita in un ente per valorizzare le sue specificità, e ancor più difficilmente mira a coglierne l’originalità o ad esaltarne le peculiarità. L’effetto semmai è contrario, con un forte rischio di uniformità, appiattimento, di standardizzazione. Il paradigma generativo della comunicazione, utilizzato dal CfGC, interpretando le organizzazioni come organismi viventi, pone la massima attenzione a rafforzare l’interazione fra flussi comunicativi interni ed esterni e, parallelamente, il ruolo, la funzione e la centralità dei singoli soggetti che compongono, e quindi caratterizzano, l’organizzazione stessa.

The knowledge creating company: how Japanese companies create the dynamics of innovation

Nel 1995 Ikujiro Nonaka e Hirotaka Takeuchi formalizzarono e pubblicarono un modello di spirale della gestione della conoscenza denominato ‘SECI’. L’importanza di questo lavoro risiede soprattutto nel fatto che mette in luce le relazioni fra conoscenza tacita ed esplicita, illustrando come la conoscenza venga estesa attraverso un processo di conversione della conoscenza tacita in esplicita e viceversa. In questo modo viene incoraggiata l’interazione fra le conoscenze e le pratiche legate alla produzione e quelle che caratterizzano l’uso dei prodotti. Fonte: Nonaka, I.; Takeuchi, H. (1995), The knowledge creating company: how Japanese companies create the dynamics of innovation, Oxford University Press, New York

Progetti correlati all’area “Communication and Smart organizations”

L’approccio del CfGC all’area “Communication and Smart organizations”

Oltre l’idea di una comunicazione trasmissiva, gerarchica ed emulativa

Il paradigma comunicativo oggi vincente propone un modello di ‘cattiva’ comunicazione, ovvero una comunicazione che, attraverso logiche e dinamiche gerarchiche, trasmissive ed emulative, tende a interpretare la comunicazione come lo strumento principale per tutelare e rafforzare un sistema che isola sempre di più l’individuo, lo omologa e lo uniforma non valorizzando le sue peculiarità. Un sistema che azzera e mette al bando le diversità dei singoli e li rende inconsapevoli delle logiche che sottendono il sistema sociale, economico e politico in cui quotidianamente si muovono. Un sistema, quindi, che mette al bando una visione sistemica delle cose.

Una buona comunicazione è quella che crea sistema

Il paradigma generativo della comunicazione si prefigge, invece, l’obiettivo di valorizzare i singoli soggetti e di rimettere al centro della progettazione di nuovi modelli sociali ed economici, i loro bisogni, le loro conoscenze, le loro reali esigenze in una prospettiva di community building. Ci troviamo di fronte ad un paradigma comunicativo attento a generare una conoscenza condivisa e cooperativa che riconosce ai singoli soggetti una funzione attiva, creativa e quindi generativa di nuove risorse.
Una ‘buona’ comunicazione infatti si allontana radicalmente dal mero trasferimento di informazioni a target più o meno definiti, e professa un’idea di comunicazione proattiva e interattiva in cui tutti i soggetti sono chiamati a partecipare, lavorando non sulla semplice trasmissione di informazioni e contenuti, ma sulle relazioni tra i diversi portatori d’interesse in maniera da creare sempre maggiori conoscenze, competenze, abilità.

L’organizzazione, un organismo vivente

Il paradigma generativo della comunicazione promuove un approccio che interpreta le organizzazioni come veri e propri organismi viventi che attivano costantemente sistemi di relazioni formali e informali nei confronti dell’ambiente con il quale sono chiamate ad interagire.
L’obiettivo principale del paradigma generativo è quello di rimettere al centro di ogni sistema, di ogni strategia e di ogni azione, il singolo individuo con le sue peculiarità e, soprattutto, con la sua creatività per fornire un contributo realmente utile e funzionale allo sviluppo dell’organizzazione stessa.

A tal proposito, la metafora dell’organismo presenta numerose potenzialità: centralità del rapporto tra organizzazioni, in quanto sistemi aperti, e ambiente circostante; miglioramento della gestione dell’organizzazione partendo proprio dai bisogni dei singoli e dell’organizzazione stessa che entra costantemente in contatto con l’esterno attraverso processi interattivi; apertura continua ai processi innovativi che mettono in discussione l’intera struttura dell’organizzazione.

Dalla comunicazione del alla comunicazione nel prodotto

Passare da una comunicazione del ad una comunicazione nel prodotto significa spostare l’attenzione sulla necessità di creare tavoli di lavoro inter e transdisciplinari che analizzino i bisogni dei diversi portatori d’interesse, che conoscano le caratteristiche del territorio di riferimento, che portino ad una progettazione co-partecipata e cooperativa in cui venga valorizzata in special modo la creatività di tutti i soggetti coinvolti nel processo comunicativo.

Solo in questo modo sarà possibile creare prodotti che rispondano alle reali necessità di tutti gli stakeholder chiamati direttamente e indirettamente in causa (imprenditori, associazioni, istituzioni, organizzazioni, privati cittadini etc.) a tutto vantaggio di un rafforzamento economico, sociale.

Immagine del progetto sull'agricoltura di precisione

Studio sull’impatto sociale dell’Agricoltura di precisione

Area di intervento: Communication and Smart organizations

Scheda del progetto

  • Anno di attivazione: 2017
  • Conduzione a cura di: CfGC
  • In collaborazione con: Coldiretti

CfGC

Fare comunità per mettere insieme imprese e innovazione.

Un’indagine sull’impatto sociale dell’Agricoltura di precisione sulle PMI agricole

L’indagine nasce nell’ambito della collaborazione del CfGC alla Proposta di Gruppo Operativo TINIA: Agricoltura di precisione per le PMI cerealicole.

L’indagine svolta è stata l’occasione sia per misurare il grado di consapevolezza e l’atteggiamento dei cerealicoltori toscani rispetto alle forme d’innovazione tecnologica più avanzate, sia per verificare le possibilità di una “via italiana” all’Agricoltura di precisione.

Lo studio sull’impatto sociale dell’Agricoltura di precisione per un’innovazione di sistema

La ricerca, oltre a confermare la difficoltà di progettare e sviluppare un’innovazione di sistema, ha contribuito a sottolineare l’importanza di una comunicazione capace di creare una rete di collaborazioni e sinergie fra i diversi portatori d’interesse del mondo agricolo, mettendo le potenzialità della persona e i suoi bisogni al centro dell’attività imprenditoriale ma anche della ricerca.

Ricreare un terreno comune fra imprese e corpi intermedi

In quest'ottica, uno degli obiettivi del progetto era quello di osservare da vicino il rapporto tra i corpi intermedi e le imprese associate in modo da progettare insieme una comunicazione partecipativa capace di far dialogare le problematiche delle imprese con le innovative soluzioni tecnologiche, unendo, così, bisogni e risorse.

Immagine del progetto Ateneo sostenibile

Ateneo sostenibile

Area di intervento: Communication and Smart organizations

Scheda del progetto

  • Anno di attivazione: 2016
  • Conduzione a cura di: CSL-CfGC
  • In collaborazione con: Università di Firenze

CfGC

Una comunicazione sostenibile per valorizzare la costruzione di una comunità di pratiche.

Non soltanto un sito web

Ateneo Sostenibile è un gruppo di lavoro transdisciplinare dell’Università di Firenze, coordinato dal Delegato del Rettore alla sostenibilità e alla tutela dell'ambiente Ugo Bardi, che si occupa di promuovere e sostenere tutte le ricerche, i progetti, le attività e le iniziative attive all’interno dell’Ateneo nell’ambito della sostenibilità.

Ateneo Sostenibile è anche un ambiente progettuale in grado di attivare iniziative inedite per rendere sempre più sostenibile il nostro Ateneo.

Community building per la sostenibilità

Il CfGC, in questo contesto, si occupa di gestire la comunicazione interna e quella esterna al gruppo, rivolta sia alla comunità universitaria che alla cittadinanza in generale.

Grazie a questa attività di community building attiva ormai da due anni, è stato possibile individuare e generare all’interno dell’Ateneo risorse prima inimmaginabili, coinvolgendo nella progettazione di iniziative di vario genere studenti, ricercatori, professori e personale interno.

L’approccio sistemico alla comunicazione della sostenibilità

Al centro di questo progetto c’è un sito web - Ateneo Sostenibile - che è un vero e proprio hub della conoscenza e delle competenze presenti all’interno dell’Università in merito alla sostenibilità. In questo senso, oltre che essere uno strumento centrale nelle strategie di comunicazione sia interna sia esterna, il sito è un importante strumento per mettere a sistema i progetti e le ricerche individuati e per metterli in relazione con i bisogni del territorio di riferimento.

L’Università come comunità di pratiche

Il CfGC ha ottenuto questi risultati superando l’alternativa tra le impostazioni top-down o bottom-up, e andando ad agire sulle relazioni che le legano per generare circoli virtuosi di impegno, partecipazione e responsabilità a favore della sostenibilità.

In altre parole, l’intervento del CfGC nel progetto Ateneo Sostenibile è stato fin dall’inizio finalizzato alla creazione di una vera e propria comunità di pratiche funzionale alla diffusione interna ed esterna delle conoscenze e delle pratiche relative alla sostenibilità.

Prodotti e risultati

Tra i prodotti che sono stati realizzati nell’ambito del progetto:

La ricerca che fa sistema: la sostenibilità come ambito transdisciplinare


Uno degli obiettivi dell’iniziativa Ateneo sostenibile è la creazione di una comunità di pratiche capace di affrontare i temi della sostenibilità da un punto di vista transdisciplinare. Per questo il CfGC ha iniziato a dare voce ai professori e ai ricercatori impegnati nell'ambito della sostenibilità, impiegando, tra le altre cose, il linguaggio audiovisivo, non in un'ottica esclusivamente promozionale ma soprattutto come strumento per la ricerca sociale. Raccogliendo le testimonianze nelle playlist Youtube dedicate al progetto, il CfGC ha avviato il processo di dissemination già dalle prime fasi dell'iniziativa, aggregando stakeholder e coinvolgendoli attivamente nella realizzazione del programma.

La playlist di Youtube dedicata al progetto Ateneo sostenibile

Ateneo sostenibile
Playlist del canale Youtube

Sii-Mobility

Area di intervento: Communication and Smart organizations

Scheda del progetto

  • Anno di attivazione: 2016
  • Conduzione a cura di: CSL-CfGC
  • In collaborazione con: MIUR, oltre 20 partner industriali e di ricerca

CfGC

Come possono le nuove tecnologie favorire la riscrittura delle abitudini di mobilità della cittadinanza?

Un progetto di Smart mobility

Sii-Mobility (Supporto all’interoperabilità integrata per i servizi ai cittadini e alla pubblica amministrazione) è un progetto di Smart City coordinato dal prof. Paolo Nesi e finanziato dal MIUR in quanto vincitore del bando “Smart Cities and Communities and Social Innovation”.

Le nuove tecnologie e i big data stanno riscrivendo radicalmente le nostre abitudini di mobilità e, di conseguenza, gli spazi urbani ed extra-urbani e i paesaggi, oltre che il nostro modo di fruirli. Proprio per questo, tutti gli applicativi previsti dal progetto (app, totem e piattaforma online) sono stati progettati non tanto per garantire una più efficace duplicazione degli attuali modelli di mobilità quanto per idearne e praticarne di nuovi e più sostenibili.

Costruire una mobilità nuova attraverso la relazione tra tecnologie e utenti

Usando le nuove tecnologie i cittadini potranno non soltanto rendere più veloci, economici e sostenibili i propri spostamenti, ma potranno instaurare nuove relazioni con gli elementi presenti nello spazio urbano (cosa visitare, come arrivarci, quando andarci e soprattutto perché). Questo vale a tutti i livelli, dal quotidiano tragitto casa-lavoro alla possibilità di dedicare un pomeriggio alla scoperta di attività culturali.

In questo senso il progetto Sii-Mobility è a tutti gli effetti un ambiente di progettazione condivisa basata sulle reali pratiche degli utenti, delle strategie future di mobilità urbana ed extra-urbana.

Un’esemplificazione di quanto detto è data dalla possibilità di monitorare in tempo reale i flussi di mobilità cittadini (ad esempio tramite gli spostamenti dei nostri smartphone), offrendo ai gestori della mobilità una rappresentazione puntuale del reale utilizzo dello spazio urbano e quindi le informazioni indispensabili per progettarne lo sviluppo futuro.

Identità mediale di Unicoop Firenze

Area di intervento: Communication and Smart organizations

Scheda del progetto

  • Anno di attivazione: 2015
  • Conduzione a cura di: CSL
  • In collaborazione con: Unicoop Firenze

CfGC

Una strategia di comunicazione per rafforzare i valori identitari di un'impresa.

Una comunicazione per valorizzare l’identità dell’impresa

Il progetto di analisi e ridefinizione dell’identità mediale di Unicoop Firenze ha indagato la relazione tra l’identità della cooperativa, la sua comunicazione interna e lo sviluppo della comunicazione esterna.

Obiettivo del progetto è stato quello di sviluppare proposte per una strategia di comunicazione veramente identitaria ed efficace per un’organizzazione che individua nell’impegno sociale sul territorio un elemento distintivo che incide sulla gestione del core business dell’impresa.

Collaborando con una tra le realtà più importanti del mondo delle cooperative di consumatori, un retailer fra i più forti a livello nazionale con oltre un milione di soci, la domanda che ha guidato le attività di ricerca è stata: come deve comunicare un’impresa con un forte impianto valoriale per stare sul mercato?

Un’automazione che rafforza la dimensione umana

Uno degli aspetti centrali del progetto ha riguardato la relazione tra i processi d’automazione - con i quali uno dei principali player italiani della GDO non può non misurarsi - e l’aspetto valoriale, che è fondante nella mission di Unicoop Firenze. L’innovazione tecnologica è fondamentale - soprattuto nell'ambito della comunicazione - ma deve essere progettata per valorizzare, rafforzare, innovare e condividere i valori che sono alla base dell’operato della cooperativa, e conseguentemente la sua identità comunicativa.

Di fronte a questo studio, il gruppo di lavoro ha delineato una strategia di comunicazione finalizzata al miglioramento del rapporto fra mission identitaria, gestione della comunicazione e core business dell’impresa mostrando operativamente, attraverso lo svolgersi del progetto stesso e il coinvolgimento e la valorizzazione del personale, in quale direzione potrebbe essere trasformata la comunicazione secondo una visione di condivisione centrata sui valori stessi della cooperazione.

Prodotti e risultati

Tra i prodotti che sono stati realizzati nell’ambito del progetto:

Innovazione e cooperazione: il caso dei punti vendita di Unicoop Firenze


L'introduzione di tecnologie innovative all'interno dei punti vendita di una cooperativa quale Unicoop Firenze è necessariamente un processo che deve coinvolgere attivamente soci e dipendenti, in quanto la sua ragion d'essere è quella di rispondere a bisogni emersi dal territorio, dai soci. La tecnologia, inoltre, deve rispondere a quell'impianto valoriale che connatura la cooperativa ed anzi deve contribuire a rafforzarlo, perciò l'innovazione non può che originare dall'interno, impattando direttamente sulla progettazione e la realizzazione degli strumenti.


https://youtu.be/cfdlFmNLIn8

Identità mediale di Unicoop Firenze
Intervista a Luca Toschi e Francesco Bruscoli sulle nuove tecnologie applicate alla grande distribuzione organizzata

Il sito web del Museo di Storia Naturale

Area di intervento: Communication and Smart organizations

Scheda del progetto

CfGC

Ridefinire il ruolo delle istituzioni culturali come hub di conoscenze per il territorio di riferimento.

Una maggiore visibilità per le risorse del Museo di Storia Naturale

Il gruppo di ricercatori ha lavorato a stretto contatto con i collaboratori delle diverse aree del Museo di Storia Naturale (MSN) dell’Università di Firenze nella realizzazione della sceneggiatura del nuovo website del museo.
Lo scopo principale del progetto era soprattutto quello di individuare, recuperare e, in molti casi, creare ex novo il knowledge del museo dell’Ateneo fiorentino per organizzarlo in nuove collezioni che potessero dare maggiore visibilità alle risorse del MSN e alle ricerche dell'intero Ateneo.

Il museo: un’istituzione culturale come hub di conoscenza per tutto il territorio

Dal punto di vista prettamente scientifico, il progetto - avviato e sviluppato in stretta collaborazione con i responsabili della diverse aree del MSN - aveva l’obiettivo di evidenziare il ruolo centrale che svolgono le istituzioni culturali come musei, archivi e biblioteche nel tutelare e nel promuovere la cultura e l'identità del territorio stesso.
Il fine ultimo, infatti, era quello di rileggere il Museo di Storia Naturale non semplicemente come luogo di conservazione e di consultazione di documenti e risorse, ma come uno hub del knowledge dell’intero Ateneo e, allo stesso tempo, come uno strumento di valorizzazione e comunicazione della ricerca accademica.

Riorganizzare i flussi di lavoro grazie all’intervento sul sito web

La progettazione e la sceneggiatura del nuovo website del Museo di Storia Naturale segnano il punto di partenza per mettere in discussione – ma con l’obiettivo di rafforzarle – la mission, la vision e l’identità del Museo, incidendo profondamente sull’organizzazione dei flussi di lavoro e, in questo caso specifico, delle aree di ricerca e delle collezioni esposte.

Prodotti e risultati

Tra i prodotti che sono stati realizzati nell’ambito del progetto:

La riprogettazione dello sviluppo e della gestione dei contenuti per il sito web del Museo di Storia Naturale di Firenze


Per riorganizzare i flussi di lavoro della redazione per la produzione dei contenuti comunicativi del Museo di Storia Naturale di Firenze il gruppo di ricerca ha utilizzato il sito internet come Oggetto Comunicativo Matrice. Questo, infatti, ha tutti gli elementi per essere un punto di contatto privilegiato tra comunicazione interna e comunicazione esterna. Per questo motivo il sito web può rappresentare uno strumento strategicamente rilevante per la ridefinizione del ruolo sociale di un'istituzione quale il museo. Il nuovo flusso redazionale ha permesso di dare rilevanza ai contenuti autoriali, sviluppando una comunicazione allo stesso tempo efficace ed efficiente.

Mappa dell'organizzazione della comunicazione interna del website del museo di storia naturale

Il sito web del Museo di Storia Naturale
Riprogettazione del flusso redazionale per la realizzazione dei contenuti per il sito web del Museo

ComUnico

Area di intervento: Communication and Smart organizations

Scheda del progetto

CfGC

La fusione dei comuni di Figline Valdarno e di Incisa Val d'Arno come occasione di community building.

La strada verso il referendum

Nel 2012 il gruppo di lavoro ha affiancato la cittadinanza e le amministrazioni dei comuni di Figline Valdarno e di Incisa in Val d’Arno nel processo di fusione, che si è concluso con successo grazie ad un’ampia maggioranza ottenuta nel referendum del 21 e 22 aprile 2013 (oltre il 70%).

Né top-down né bottom-up

All'interno del progetto sono stati organizzati tre laboratori partecipativi. Il loro obiettivo era quello di ridefinire il rapporto tra amministratori e cittadinanza e far sì che il progetto di fusione (che inizialmente era stato proposto dalle istituzioni ed era quindi di tipo top-down) fosse interpretato come un’occasione per dare spazio e cercare di trovare risposte ai bisogni e alle aspirazioni dei cittadini. Si è trattato di un progetto gestito né esclusivamente secondo dinamiche top-down, né bottom-up: gli amministratori hanno partecipato attivamente ai laboratori, ricavandone fondamentali elementi di conoscenza, e si sono fatti carico della responsabilità loro attribuita di trasformare in azioni amministrative i risultati emersi.

Un’operazione di community building per il comune unico

Il progetto, quindi, può essere interpretato a tutti gli effetti come un’operazione di community building finalizzata al rafforzamento di un’unica comunità in cui i bisogni, i timori e le aspirazioni di tutti i cittadini abbiano diritto di trovare risposte puntuali nell’operato degli amministratori.

Il risultato: un processo che inizialmente riscuoteva uno scarso consenso si è trasformato in un plebiscito per il sì al referendum che ha sancito la nascita del comune unico.

Prodotti e risultati

Tra i prodotti che sono stati realizzati nell’ambito del progetto:

Il laboratorio partecipativo sullo Statuto comunale


Oltre un centinaio di cittadini, un campione statisticamente rappresentativo dell’intera comunità, ha partecipato al percorso partecipativo strutturato dal gruppo di lavoro, che si è articolato nella realizzazione di tre laboratori partecipativi (rispettivamente sullo statuto comunale, sui servizi e sugli spazi di partecipazione).

Il laboratorio partecipativo sullo Statuto comunale organizzato dal gruppo di ricerca aveva l’obiettivo di individuare le aree identitarie da rafforzare nella stesura del nuovo Statuto del Comune Unico.


https://youtu.be/Ph6-qRNsEyg

Comunico
Il laboratorio partecipativo sullo Statuto comunale

ECLAP: comunicazione e documentazione per generare comunità

Area di intervento: Communication and Smart organizations

Scheda del progetto

  • Anno di attivazione: 2012
  • Conduzione a cura di: CSL
  • In collaborazione con: DISIT Lab (Unifi), Europeana

CfGC

L'interazione uomo-macchina per un'organizzazione che mette al centro l'individuo.

Il più ricco repository di contenuti sulle arti performative

La Biblioteca Digitale delle Arti Performative (ECLAP) è la più grande banca dati europea per quanto riguarda le arti performative, grazie al suo fondo che raccoglie più di 1.000.000 di oggetti (tra i quali si contano più di 175.000 contenuti, tra immagini, video, documenti, audio, ebook che provengono da più di 32 istituzioni europee).

La necessità di ridefinire un'interazione uomo-macchina al servizio dell'individuo

Il gruppo di ricerca ha raccolto la sfida di elaborare una strategia di comunicazione attenta a selezionare e valorizzare questo immenso patrimonio, ascoltando direttamente sia le voci di coloro che quotidianamente si servivano dei contenuti presenti su ECLAP, sia di potenziali altri interlocutori. A tal fine il gruppo di lavoro ha avviato, in coordinamento con il DISIT Lab diretto dal prof. Paolo Nesi, un'analisi orientata all'usability assessment and improvement della piattaforma ECLAP. In questo contesto, l'attenzione dei ricercatori era rivolta soprattutto ad osservare e analizzare il modo in cui i diversi utenti interagivano con la piattaforma, così da individuare gli elementi principali per ridefinire l'interfaccia della piattaforma di arti performative in modo tale da renderla responsive alle esigenze dell'utente nella scoperta di contenuti. Un'analisi, dunque, attenta sì ad osservare l'interazione uomo-macchina, ma nell'ottica di individuare i nodi su cui era necessario intervenire a livello organizzativo per ricollocare l'utente, la sua creatività e la sua curiosità all'interno del processo di apprendimento e conoscenza.

Un confronto continuo per riscrivere l'organizzazione e la fruizione del repository

L'Oggetto Comunicativo Matrice di tutto il progetto consisteva nell'organizzazione di appuntamenti di fruizione dei contenuti d'archivio nel contesto di location deputate alla loro valorizzazione. Si trattava di selezionare quei contenuti che erano in grado di dialogare con un certo territorio, facendo in modo che le comunità di riferimento fossero coinvolte con un ruolo attivo.