Aver imposto all’uomo di pensare e scrivere in maniera tale che la macchina potesse processare i testi come dati ha fatto sì che la creatività umana si sia ingolfata in una comunicazione uomo-macchina non orientata a rafforzare quella uomo-uomo. Oggi, più che mai, abbiamo bisogno di ripensare un’idea diversa di scrittura sociale, prima ancora che alfabetica. Bisogna ridefinire il concetto stesso di scrittura come strumento funzionale a rispondere alle necessità dell’intera società, dell’economia, della cultura, ponendosi davanti a domande per le quali non ha risposte già date.

L’area di intervento del Content Publishing riguarda la ricerca empirica sull’editoria di nuova generazione, ed è profondamente intrecciata con istanze di comunicazione formativa, con l’obiettivo di generare knowledge nei contesti d’uso più diversi. Si tratta di una storia di sperimentazioni editoriali e di knowledge publishing che parte da lontano: ad iniziare dalla fondazione, nel 1992, del Centro Ricerche e Applicazioni dell’Informatica all’Analisi dei Testi (CRAIAT), costituitosi presso il CESIT (oggi SIAF) dell’Università di Firenze, dove vennero realizzati prototipi editoriali innovativi a livello internazionale.

Un Content Publishing per mettere in relazione contenuti, autori, contesti e pubblici differenti

La ricerca sul Content Publishing, che il CfGC ha attivato dal mese di giugno del 2017, si ricollega a questo filone di sperimentazione basata sulla costruzione di trame sinergiche fra: contenuti provenienti da aree tematiche e disciplinari differenti, diversi strumenti di comunicazione contesti d’uso anche questi ben distinti e vari. In particolare si cerca di collaudare forme di costruzione di conoscenza che ridefiniscano il rapporto fra chi è considerato esperto e chi necessita delle sue conoscenze, competenze, abilità. In questa cornice il CfGC sta animando una casa editrice “altra” rispetto a quelle tradizionali, concepita per generare contenuti e gestirli in diversissime aree d’applicazione: dalla formazione alla consulenza, dalla ricerca alle più diverse agenzie sociali, economiche e culturali. Una prospettiva che obbliga a ridefinire l’uso del digitale come è stato fatto fino ad oggi.

I gruppi editoriali Pearson, RELX Group, Thomson Reuters e Bertelsmann si confermano nelle primissime posizioni della World’s 52 Largest Book Publishers.
Molto lontane, seppur in crescita rispetto al 2016, le esperienze italiane: 28esima Mondadori e 29esima De Agostini. Fonte: World’s 52 Largest Book Publishers.

Progetti correlati all’area “Content Publishing”

L’approccio del CfGC all’area “Content Publishing”

Content Publishing for community building

Il CfGC sta lavorando alla realizzazione di un esperimento editoriale di nuova generazione che abbia come obiettivo quello di ripensare le strategie di Content Publishing, nello sforzo di concepire i contenuti come strumenti di community building.

Se un’impresa editoriale vuole avere ancora una ragion d’essere deve cercare di andare oltre il consueto publishing, più o meno rivisitato con le nuove tecnologie. Deve tentare di sperimentare modalità comunicative inedite che possano metterla in condizione di costruire reti di relazioni fra conoscenze e progetti da realizzare, competenze e bisogni, abilità e necessità, in una prospettiva mirata a generare nuova comunità, socialità, politica, cultura.

Nella visione del CfGC autori e fruitori devono ritrovare un terreno comune in cui entrare in comunicazione, intendendo con ciò la necessità di dare vita ad una comunità di valori, di priorità, di intenti, di finalità. Un ambiente, quindi, di coprogettazione, di cooperazione e collaborazione.

In un’epoca come quella attuale, che è attraversata da tensioni di cambiamento radicale che necessitano dell’adozione di nuovi e più adeguati paradigmi con cui affrontare le sfide della contemporaneità, il fronte della comunicazione formativa diventa naturalmente strategico.

Prospettive fortemente sperimentali, di ricerca applicata

Il progetto Content Publishing nasce dalla convinzione che i gruppi editoriali – e non solo – continuino erroneamente ad interpretare i contenuti che rendono pubblici secondo una vision limitata e limitante, proprio perché condizionata dal paradigma comunicativo oggi dominante basato su dinamiche unicamente trasmissive. Il che, se applicato alla conoscenza, non può portare innovazione. O solo in maniera settoriale, quindi di modesto respiro.

Lavorando sulla conoscenza bisogna tenere ben presente che:

  • La conoscenza è espressione sempre e comunque di scelte valoriali prima e progettuali poi, su scala macro e micro, mondiale e locale. Non fosse altro in termini di priorità di ricerca e di condivisione. La conoscenza va intesa quindi come evento culturale, effetto e causa al tempo stesso di processi di community building storicamente ben definiti e caratterizzati.
  • È pericoloso, certamente controproducente, parlarne facendo ricorso a metafore economico-finanziarie come “capitale” da “valorizzare”, “patrimonio”, “bene”, “giacimento”, “spendibilità”, “petrolio” etc. Così facendo si ignora la sua dimensione umana, relegandola in un universalismo pseudoscientifico, falsamente neutrale, oggettivo.

In questa prospettiva il progetto Content Publishing è stato concepito per sperimentare l’attività di una comunicazione editoriale di nuova generazione che sia accreditata e attendibile e che, al tempo stesso, voglia tentare la strada di nuove relazioni fra esperti di contenuti e situazioni in cui questi contenuti sono fruiti.

Mettere in comunicazione queste due dimensioni della conoscenza – esperti e fruitori – significa lavorare nella direzione della Terza Missione dell’Università, solo recentemente formalizzata e in maniera ancora insufficiente, se non contraddittoria, dall’Agenzia Nazionale di Valutazione del sistema Universitario e della Ricerca (ANVUR). Una missione che è interpretata dal CfGC non tanto come meccanico, unidirezionale “trasferimento delle conoscenze”, ma come necessità di creare una comunicazione stabile e strutturata fra Università e Società, favorendo un’interazione diretta nella rigorosa distinzione dei diritti e dei doveri, delle competenze e dei bisogni, in direzione di un community building funzionale ad una società basata sulla conoscenza.

Una comunicazione capace, quindi, di generare progresso sociale, culturale, economico, nelle situazioni quotidianamente concrete, e al tempo stesso di stimolare la ricerca e la formazione perché agiscano in questa precisa direzione.

Il progetto Content Publishing del CfGC, che compare con il marchio editoriale “Generative Communication”, vuole proporsi come un contributo di ricerca e di sperimentazione concreta rispetto a questo lungo percorso strategico.

Un progetto che viene da lontano

Attraverso il progetto Content Publishing, dunque, il CfGC guarda ai bisogni di numerose aree di intervento: dal patrimonio culturale alla formazione, dall’agricoltura alla sanità, dalla mobilità e dalle infrastrutture al welfare, dal diritto alla salute all’ambiente, all’organizzazione del lavoro, alle risorse umane, al turismo, allo sport.

Una linea di sperimentazione che continua ininterrottamente dai primi anni ‘90, quando il CfGC, allora CRAIAT, iniziò a realizzare progetti di ricerca che avrebbero visto coinvolti, nei decenni a seguire, Editori (Marsilio Editore, Edizioni Cultura della Pace, Gruppo Rizzoli, Laterza Editore, Einaudi, Giunti Editore, Gruppo De Agostini, Pearson, RAI, Brepols-University of California, IGI Global, Apogeo-Feltrinelli, Apogeo-Maggioli etc.), Ministeri (Ministero per i beni artistici e culturali, Ministero degli Esteri, Ministero della Sanità, Ministero della Pubblica Istruzione poi MIUR), Istituti e Centri di ricerca (Istituto Nazionale di Documentazione, Innovazione e Ricerca Educativa – INDIRE, ENEA, CNR, etc.), Enti locali (Regioni, Comuni, Province, Città metropolitane), Imprese pubbliche e private (dalla Philips alla Kodak, dal Gruppo Bassilichi alla IBM, dall’AOU Careggi  alla COOP, dal Cecchi Gori Group a Google, a Telecom oggi TIM etc.), Associazioni (dall’UISP – Unione Italiana Sport Per tutti – alla Lega contro i Tumori, dalle associazioni e organizzazioni di rappresentanza al Cesvot etc. etc.).

150 Digit - l’Italia delle scuole

Area di intervento: Content Publishing

Scheda del progetto

  • Anno di attivazione: 2011
  • Conduzione a cura di: CSL
  • In collaborazione con: Comitato Italia 150, INDIRE, Virtual Reality & Multi Media Park, Centro Interdipartimentale per la Ricerca sul Multimedia e l’Audiovisivo, MIUR

CfGC

Coinvolgere insegnanti e studenti di tutte le scuole del Paese attraverso l’impiego delle nuove tecnologie della comunicazione.

Il progetto per i 150 anni dell’Unità d’Italia

Il progetto si inseriva nell’ambito delle celebrazioni per i 150 anni dell’Unità d’Italia andando ad affiancare le mostre che si sono tenute a Torino nel 2011, alla Reggia di Venaria e all’Officina Grandi Riparazioni.

Si è trattato di un progetto in cui il gruppo di ricerca ha coinvolto insegnanti e studenti di tutte le scuole del Paese attraverso l’impiego delle nuove tecnologie della comunicazione, alle quali era dedicato un ambiente di produzione dei contenuti e di formazione ai nuovi linguaggi.

Raccontare l’Italia delle scuole

In questa cornice l’azione più significativa è consistita nella produzione, documentazione e pubblicazione di come gli studenti delle scuole “vedevano” e vivevano il territorio. L’obiettivo era quello di ottenere un racconto interattivo non sull’Italia, ma sulle tante possibili visioni dell'Italia.

Come risultato sono stati prodotti, dalle scuole di tutto il territorio nazionale, una serie di elaborati che, come recita il sottotitolo del progetto, hanno permesso di raccontare l’Italia delle scuole. Le Mostre delle Officina Grandi Riparazioni hanno infatti previsto spazi appositamente dedicati alla pubblicazione di tali contenuti.

Comunicazione generativa per l’archivio Locchi

Area di intervento: Content Publishing

Scheda del progetto

CfGC

Una proposta di storytelling fotografico geolocalizzato per valorizzare l'Archivio Locchi.

Nuove strategie di archiviazione, digitalizzazione e pubblicazione

Il progetto ha visto la collaborazione del gruppo di ricerca con il Gruppo Cecchi Gori e l’Archivio fotografico “Locchi” per sperimentare inedite strategie di archiviazione, digitalizzazione e pubblicazione dell’immenso patrimonio fotografico della famiglia Locchi (oltre 5 milioni di pezzi).

Una proposta di storytelling fotografico

In tal senso, dopo aver sperimentato l’uso integrato di media per potenziare la comunicazione multimediale, il gruppo di ricerca ha elaborato una proposta di storytelling fotografico geolocalizzato. Si prenda ad esempio il caso delle foto che documentano la visita di Hitler a Firenze del 9 maggio 1938: queste sono state selezionate, associate al luogo ritratto e ricombinate secondo un format comunicativo che avrebbe permesso di “rivedere” l’evento e dare nuova attualità al patrimonio dell’Archivio e ai contenuti di cui era espressione (in collaborazione con Kodak).

Per ulteriori informazioni sul progetto, si veda Luca Toschi, Il multimedia d’autore. Un linguaggio per la memoria del futuro?, in “Memoria e Ricerca”, 3, gennaio-giugno 1999).

Riprogettazione della comunicazione di ICEA

Area di intervento: Content Publishing

Scheda del progetto

  • Anno di attivazione: 2015
  • Conduzione a cura di: CSL
  • In collaborazione con: ICEA

CfGC

Il sito web come Oggetto Comunicativo Matrice per formare al comportamento comunicativo.

Certificare per promuovere un modello economico sostenibile, etico e solidale

Il progetto Analisi, riprogettazione e sperimentazione della comunicazione (interna ed esterna) di ICEA nasce nel 2015 dalla collaborazione con l’Istituto per la Certificazione Etica e Ambientale. La peculiare natura dell’Istituto ha orientato il progetto fin dalle prime battute: ICEA è un consorzio dalla spiccata impostazione valoriale, con sedi in tutta Italia e nel mondo, che controlla e certifica migliaia di aziende, stimolandole a svolgere le proprie attività nel rispetto dell’uomo e dell’ambiente, tutelando la dignità dei lavoratori e i diritti degli utenti, secondo un modello di economia sostenibile e solidale.

Formare il personale ad un comportamento comunicativo differente

Servendosi del sito web come Oggetto Comunicativo Matrice, i ricercatori hanno avviato un processo di formazione al comportamento comunicativo del personale ICEA. Attraverso la realizzazione di appositi oggetti comunicativi (disciplinari e vademecum) è stato possibile trattare argomenti chiave come quello del digital writing per la comunicazione organizzativa.

Per quanto riguarda l’argomento di questa area di intervento è opportuno sottolineare come la conduzione del processo abbia avviato un processo di community building interno all’Istituto.

Utilizzare il sito web per portare i contenuti direttamente agli stakeholder dell’Istituto

Più nel dettaglio la sceneggiatura del nuovo sito web ha previsto anche la progettazione di un ambiente di Content Publishing orientato agli stakeholder di ICEA: attraverso una serie di rubriche online (Una finestra su ICEA, NEWS, ) i contenuti di ICEA sono stati portati presso gli specifici portatori di interesse, con i quali è stato attivato anche il flusso opposto, che permetteva ai tecnici ICEA di avanzare istanze (rubrica L’esperto risponde, ICEA chiama) alla redazione del sito.

La dimensione scientifica come contenuto intorno al quale aggregare risorse

Il progetto ha previsto un ulteriore momento di Content Publishing in occasione dell’organizzazione del Convegno Quale certificazione per il biologico. Giornata di studio su sostenibilità, identità, qualità e sicurezza (Firenze, 22 giugno 2016). Il gruppo di ricerca del CfGC ha allestito un corner per raccogliere video-dichiarazioni dei relatori del Convegno, provvedendo poi ad estrarne oggetti comunicativi destinati al sito web.

I contenuti del Convegno sono stati inoltre ripresi e sottoposti ad un adeguato trattamento comunicativo (abstract e sviluppo dei nodi di maggiore interesse) che ha permesso al CfGC di curare un volume attualmente in corso di pubblicazione.

Atlante geografico della letteratura italiana (1789-1918)

Area di intervento: Content Publishing

Scheda del progetto

  • Anno di attivazione: 2000
  • Conduzione a cura di: CRAIAT
  • In collaborazione con: Laterza

CfGC

Un altante geografico; una mappa della creatività e dell'espressività.

Narrare i luoghi del vissuto degli autori

Il gruppo di ricerca ha realizzato un Atlante geografico della letteratura italiana insieme alla casa editrice Laterza con l’obiettivo di creare un ambiente di confronto fra i luoghi narrati e i luoghi realmente vissuti dagli autori: lo spazio della storia letteraria italiana dal 1789 al 1918.

Si trattava di un’opera multimediale (un cd-rom con un volume d’accompagnamento e spazi interattivi online) che, avvalendosi di testo scritto, immagini e musica, cercava di raccontare la storia della letteratura italiana da una prospettiva non tanto temporale, quanto geografico-spaziale.

Una mappa della creatività e dell’espressività: il prototipo embrionale di una Realtà Aumentata ancora inesplorata

Nella presentazione dell’opera si leggeva:

Castelli, piazze, povere case, palazzi, campi di battaglia, campi di grano, vigneti, uliveti, capannoni bui di fabbriche disumane, stanze e chincaglierie, giardini all’inglese, giardini che con palmizi d’incerta origine vorrebbero ricordare l’Africa, paesaggi visti dalla cime delle montagne, paesaggi in movimento proiettati sul finestrino di un treno luciferino. Città osservate dalla vetta di campanili medievali, città notturne scrutate dal mare profondo. Strade, mercati, armadi mai aperti, cassetti che racchiudono ricordi di campagne luminose e perse, cancellate. Spazi vissuti, spazi raccontati dalla memoria; spazi mai visti, immaginati. Spazi aperti, spazi chiusi, l’infinitamente grande, l’infinitamente piccolo. Luoghi che si toccano, che si mangiano, che si annusano, che si ascoltano. Lo spazio che non c’è.

La letteratura scritta nello studio, la letteratura scritta al caffè; su un palcoscenico, in trincea. Le parole scritte e lette su un tram, al mare, in montagna, ma sempre spazio.

Finestre socchiuse, da cui le donne spiano la vita per la strada. Bambini che osservano dal fondo di corridoi; bambini che agitano strade e piazze. Muri che si trasformano in paesaggi finalmente possibili; scrivanie su cui corrono treni fumanti inchiostri neri come le nubi. Orologi scarni, essenziali, che vorrebbero far dimenticare i campi esplosi, mossi come le onde del mare, della prima guerra mondiale. Case con cineserie colorate che hanno sullo sfondo il tendone bianco del cinema, spazi che si ascoltano che vengono da mondi lontani. La radio. Facciate di finestre con panni colorati. Il mondo visto dalla prima mongolfiera, poi dall’aeroplano.

La “mappa” della creatività e dell’espressività che l’Atlante geografico della letteratura italiana andava a creare, costituiva un territorio digitale strettamente intrecciato a quello reale, attivando una forte relazione tra i luoghi della scrittura, la vita degli autori e le opere stesse.

In termini di content publishing l’idea alla base dell’Atlante costituisce il prototipo embrionale di una realtà aumentata che, oggi, deve ritrovare la capacità di inserirsi all’interno dei luoghi di cui racconta la storia. Come si legge nel volume Realtà aumentate. Esperienze, strategie e contenuti per l'Augmented Reality (a cura del Communication Strategies Lab, Milano, Apogeo 2012):

Fino ad oggi, infatti, l'informazione si collocava altrove rispetto ai luoghi e ai tempi in cui effettivamente era necessaria. Con le nuove tecnologie dell'Augmented Reality diventa possibile attivare strategie di comunicazione in grado di portare i contenuti giusti nel posto giusto e al momento giusto.

Gli Ipertesti su Verga e Pirandello: sperimentazioni sul modello enciclopedico

Area di intervento: Content Publishing

Scheda del progetto

CfGC

Due sperimentazioni per rileggere la storia della letteratura.

Effetti di un sogno interrotto. Pirandello e un film da fare

Dalla collaborazione del gruppo di ricerca con l’azienda informatica Bassilichi nascono le due sperimentazioni di editoria multimediale, entrambe del 1997.

Effetti di un sogno interrotto. Pirandello e un film da fare (cronologia di Marzia Pieri; volume, CDrom e ambiente online) narra il quotidiano, duro conflitto fra Pirandello e i suoi personaggi - narrativi, teatrali, cinematografici - da lui vissuti come antagonisti e a volte come veri e propri doppi di sé.

Centrale in questa ricostruzione è la storia dei Sei personaggi in cerca d'autore. Rielaborati in due diverse stesure, sono stati tradotti in regia con la compagnia del Teatro d'Arte, infine ripensati in forma di sceneggiatura per un film lungamente vagheggiato e mai realizzato, dove l'autore avrebbe dovuto recitare se stesso, consegnando al futuro l'interpretazione definitiva del suo rivoluzionario capolavoro, finalmente oltre l'effimero della rappresentazione teatrale.

Letteratura e mercato: la scoperta dell’immagine. Verga

Letteratura e mercato: la scoperta dell’immagine. Verga (cronologia di Paolo Archi; volume, CDrom e ambiente online) racconta la storia umana e artistica di  Verga, caratterizzata da uno stretto legame fra creatività e condizione economica.

Sperimentalismo espressivo (emblematico il disprezzo iniziale per la fotografia, trasformatosi poi in un grande amore) ed esigenze economiche appaiono così strettamente intrecciate in questa figura d'intellettuale la quale per tanti, tantissimi aspetti anticipa i problemi che hanno agitato questo nostro passaggio di millennio, dove creatività e professionalità sono chiamate a confrontarsi con le leggi del mercato e con linguaggi totalmente nuovi come la stessa multimedialità.

Un differente modello di autorialità

Tramite questi ipertesti, precorritori dello sviluppo del testo digitale e multimediale, emerge un nuovo concetto di autorialità e una rivisitazione delle strategie tradizionali di Content Publishing.

Innanzitutto, oltre all’autore dell’opera letteraria, assumono componenti autoriali anche il lettore finale e l’autore dell’ipertesto. Questo perché la progettazione e fruizione delle relazioni che si vanno a costruire all’interno dell’ipertesto non sono delegate alla macchina.

MM | Manzoni Multimedia

Area di intervento: Content Publishing

Scheda del progetto

CfGC

Una sceneggiatura multimediale alla base del romanzo di Manzoni.

La sceneggiatura multimediale dietro al romanzo di Manzoni

Il progetto, realizzato assieme al Centro Studi Manzoniani “Casa del Manzoni”, faceva parte dell’Edizione Nazionale ed Europea delle Opere di Alessandro Manzoni, e consiste in un dvd in cui si recupera (e valorizza) l’impianto multimediale ante litteram dei I promessi sposi. Manzoni, da grande appassionato di lanterne magiche, lontane parenti del cinema, aveva infatti pensato ad un romanzo che si potesse fruire in maniera del tutto nuova.

Fra le carte manzoniane, infatti, conservate presso la Biblioteca Braidense di Milano, c’è una raccolta di fogli finora riduttivamente interpretati come istruzioni per gli illustratori dell’edizione del 1840. In realtà si tratta di una sceneggiatura vera e propria che ha avuto un ruolo fondamentale nel progetto editoriale manzoniano. Tale sceneggiatura si caratterizza come strumento per riscrivere il rapporto tra parole e immagini dando a quest'ultimo il ruolo di vere e proprie unità di contenuto che permettono all'opera di svilupparsi; suggerisce indicazioni di regia agli illustratori, indica ai compositori dove far iniziare e terminare ogni singola pagina del volume, coordina il vasto gruppo di lavoro che lo scrittore aveva raccolto a casa sua, trasformata in una casa editrice di nuova generazione.

Un prototipo filmico per I promessi sposi

Nel contesto del progetto, oltre all’ipertesto, è stato realizzato anche un prototipo filmico per la realizzazione di un prodotto che avesse la capacità di raccontare I promessi sposi valorizzando le chiavi di raccordo tra testo alfabetico e illustrazioni, permettendo al lettore di fruirne la dimensione “multimediale”.

Dieta mediale e dieta alimentare

Area di intervento: Content publishing

Scheda del progetto

  • Anno di attivazione: 2016
  • Conduzione a cura di: CSL

CfGC

Una sperimentazione di Content publishing per riscrivere abitudini alimentari e stili di vita.

Abitudini alimentari sempre più influenzate dai contenuti multimediali che 'fruiamo' attraverso i canali digitali

Il gruppo di lavoro ha attivato nel 2016 un progetto di ricerca attento a studiare la relazione tra la fruizione di contenuti multimediali (specialmente audiovideo) e le abitudini alimentari dei giovani nella fascia d'età 6-14 anni.
Tale ricerca nasce da un bisogno di conoscenza riscontrato dai ricercatori che, lavorando in diversi progetti inerenti all'ambito dell'agricoltura, del cultural heritage e della sanità, hanno riscontrato una grande mancanza: la quasi totale assenza di studi attenti ad analizzare la correlazione tra 'dieta mediale' e 'dieta alimentare'.

Un pericoloso neocolonialismo mediatico sta riscrivendo le nostre abitudini alimentari

I primi risultati della ricerca hanno evidenziato come i contenuti mediali, siano essi audiovisivi, immagini o altro, influenzano sensibilmente l’immaginario dei giovani, spingendoli ad adottare precisi comportamenti anche quando si parla di dieta alimentare. Ci troviamo di fronte ad un neocolonialismo mediatico ancora poco studiato che, con sempre maggiore incidenza, sta avendo forti ripercussioni anche sul mercato alimentare.

Monitorare la fruizione mediale delle giovani generazioni

Tali considerazioni sono il frutto di una sperimentazione di Content publishing, ancora in corso, sviluppata dai ricercatori del CfGC. Il progetto si articola su due piani. Il primo prevede l'individuazione sia dei principali canali che dei contenuti multimediali fruiti dal campione di giovani selezionato per osservare da vicino, attraverso un'analisi mediale, quali tipi di informazioni su cibo e stile di vita vengono veicolati. Il secondo prevede invece che il gruppo di lavoro ascolti e intervisti i giovani che hanno preso parte al progetto di ricerca per confrontare i dati emersi dall'analisi mediale con le loro esperienze di fruizione degli stessi contenuti.

Progettazione del sito web del Museo di Storia Naturale

Area di intervento: Content Publishing

Scheda del progetto

CfGC

Il sito web del Museo come hub per raccogliere e valorizzare il knowledge d'Ateneo.

Una sceneggiatura multimediale come Oggetto Comunicativo Matrice del Museo di Storia Naturale

Il gruppo di ricercatori ha lavorato a stretto contatto con i collaboratori delle diverse aree del Museo di Storia Naturale (MSN) dell’Università di Firenze nella realizzazione della sceneggiatura del nuovo website del museo.
Lo scopo principale del progetto era soprattutto quello di individuare, recuperare e in molti casi creare ex novo il knowledge del museo dell’Ateneo fiorentino per organizzarlo in nuove collezioni che potessero dare maggiore visibilità alle risorse del MSN e alle ricerche dell'intero Ateneo.

Il sito del Museo come hub per presentare ai diversi portatori d'interesse il knowledge d'Ateneo

Il progetto, che ha previsto come output la sceneggiatura del nuovo website del Museo di Storia Naturale (MSN) dell’Università di Firenze, si è caratterizzato come un passaggio fondamentale per approfondire una sperimentazione sulle pratiche di Content Publishing.
Avviato e sviluppato in stretta collaborazione con i responsabili della diverse aree di ricerca dell’MSN, il progetto aveva l’obiettivo di ridefinire le collezioni del Museo di Storia Naturale concependo il sito web come uno hub per introdurre i portatori d’interesse al knowledge passato e presente dell’intero Ateneo.
In tal senso, secondo quanto previsto dal progetto (costituire una redazione web in grado di mettersi in ascolto e comunicare con tutte le aree di ricerca dell’Università), il sito web del MSN diventava un ambiente di Content Publishing mirato alla valorizzazione e alla dissemination dei contenuti della ricerca accademica contemporanea.

Immagine del progetto con la Regione Toscana

La comunicazione generativa per il PSR 2014-2020

Area di intervento: Content Publishing

Scheda del progetto

  • Anno di attivazione: 2014
  • Conduzione a cura di: CSL
  • In collaborazione con: Assessorato all’Agricoltura della Regione Toscana

CfGC

Un ambiente di partecipazione per comunicare le opportunità del PSR ai diversi portatori di interesse.

Oltre i paradigmi top-down e bottom-up della comunicazione

Nel progetto di ricerca condotto con la Regione Toscana per l’introduzione della comunicazione generativa nel Programma di Sviluppo Rurale 2014-2020, il gruppo di lavoro ha mediato tra i decisori politici, le associazioni di categoria e i destinatari dei bandi, organizzando flussi di comunicazione e processi di condivisione della conoscenza che superassero la tradizionale divisione tra top-down e bottom-up, ristabilendo una comunicazione efficace tra chi ha la delega al governo del territorio e chi, invece, sul territorio opera quotidianamente come imprenditore.

La progettazione del sito web del PSR

In tal senso, il sito web dedicato al PSR della Toscana (Speciale “Programma di Sviluppo rurale 2014-2020”) è stato progettato e sviluppato come ambiente di Content Publishing, a partire dal quale i contenuti del PSR possono raggiungere i destinatari (si vedano a tal proposito le schede dedicate ai bandi) e questi ultimi, a loro volta, dialogare con i decisori politici avanzando istanze e ponendo domande attraverso un ambiente di partecipazione dedicato. Come si legge a pagina 12 del documento che formalizza Strategia di comunicazione, informazione e pubblicità del programma di sviluppo rurale (PSR) FEASR della Regione Toscana 2014-2020:

Sul nuovo sito web dedicato al PSR 2014-2020, oltre a quanto sopra, il visitatore avrà anche la possibilità di dialogare con la Regione Toscana in modo partecipativo e collaborativo. In queste pagine infatti è stato creato un “ambiente di partecipazione”, concepito secondo il modello della “comunicazione generativa” (elaborato nel volume omonimo: Toschi 2011), che ha come obiettivo quello di mettere a sistema tutte le conoscenze, le competenze e le necessità dei soggetti coinvolti nel PSR. (consulta in pdf)

L’ipertesto d’autore: la famiglia dell’antiquario di Carlo Goldoni

Area di intervento: Content Publishing

Scheda del progetto

CfGC

Il primo prodotto editoriale nel suo genere, risultato di un’accurata ricerca critica e filologica.

L’incontro tra letteratura e ipertesto

Il progetto ha avuto come output la pubblicazione su cd-rom di uno studio critico-filologico del La Famiglia dell’antiquario di Carlo Goldoni in versione ipertestuale.

È il primo prodotto editoriale nel suo genere, risultato di un’accurata ricerca filologica sostenuta dalle opportunità inedite della forma ipertestuale: le tre edizioni della commedia di Goldoni (Bettinelli, Paperini e Pasquali) sono messe a disposizione dell’utente che, grazie all'interfaccia, può effettuare comparazioni, confronti incrociati, approfondimenti e studi critici.

Una nuova forma di autorialità nella pubblicazione dei contenuti

Il progetto esplora le opportunità di impiego della forma ipertestuale a supporto della valorizzazione dei contenuti artistico-letterari, cercando di andare oltre una visione meramente documentale (database).

In tal senso, la “traduzione” dell’opera in forma ipertestuale permette di ripensare il contributo autoriale (da cui il titolo ipertesto d’autore), da parte dello studioso che compone l’ipertesto e nello stesso tempo da parte dell’utente/destinatario che lo consulta attivando diversi percorsi di lettura.

Una vera e propria strategia di Content Publishing che prevede l’incontro tra l’autore dell’opera, l’autore dell’ipertesto e il lettore, tutti parimente attivi nel processo di co-costruzione della conoscenza.

Memorie cooperative

Area di intervento: Content Publishing

Scheda del progetto

  • Anno di attivazione: 2009
  • Conduzione a cura di: CSL
  • In collaborazione con: Unicoop Tirreno

CfGC

Strategie di comunicazione per "tradurre" i materiali dell’Archivio Storico in contenuti informativi, promozionali e formativi.

La comunicazione generativa per valorizzare il patrimonio culturale della cooperativa

Memorie cooperative è un progetto che si è protratto negli anni e che ha visto la collaborazione dei ricercatori con Coop Toscana-Lazio (oggi Unicoop Tirreno), con l’Archivio Storico di Unicoop Tirreno (ASUT) e in seguito con la neonata Fondazione Memorie Cooperative.

La strategia di comunicazione elaborata per valorizzare il patrimonio culturale di cui è depositario l’Archivio Storico era articolata in diversi step basati sul paradigma generativo della comunicazione in chiave formativa e di sviluppo di iniziative editoriali.

Il blog memoriecooperative.it

Nel 2010 viene lanciato il blog Memorie cooperative con cui si avvia una strategia di Content Publishing dei materiali dell’Archivio Storico per “tradurli” in contenuti informativi, promozionali e formativi. Il risultato è un sito di discussione culturale centrato sulla memoria al futuro, nonché sulla comunicazione della cooperazione e sull’identità cooperativa.

I soci raccontano e la valorizzazione del patrimonio documentale

In questo contesto sono sviluppati contenuti scientifici di approfondimento e oggetti comunicativi più agili, ma non meno rilevanti ai fini del progetto. Sono interventi orientati alla valorizzazione delle fonti documentali dell’Archivio Storico e una serie piuttosto considerevole di video-interviste ai soci che hanno fatto la storia della cooperativa e che sono confluite nella sezione I soci raccontano.

La redazione web e l’enciclopedia della cultura cooperativa

In seguito agli interventi precedenti, il blog assume la fisionomia di un organo di comunicazione generativa della Fondazione Memorie Cooperative. I ricercatori hanno progettato e realizzato format comunicativi, fra cui particolarmente rilevante è la scrittura dell’Enciclopedia della cultura cooperativa, e lo speciale Focus. In quest’ambito di ricerca e approfondimento della cultura cooperativa, si sono sperimentati codici e linguaggi innovativi.

Monitoraggio dell’uso dei dispositivi mobile

Area di intervento: Content Publishing

Scheda del progetto

CfGC

Concepire i dispositivi mobile come dispositivi di Content Publishing.

Un monitoraggio dell’uso degli smartphone da parte dei giovani

Il gruppo di lavoro ha condotto nel 2011 e nel 2012 due monitoraggi sulle competenze digitali dei giovani in collaborazione con il Comitato Regionale per le Comunicazioni (Corecom) della Toscana prima e con l’Ufficio Scolastico Regionale (USR) della Toscana poi.

Il focus della ricerca ha riguardato l’utilizzo fatto da giovani e adolescenti delle nuove tecnologie, e in particolare degli smartphone e dei tablet e il loro livello di digital literacy. Il progetto è consistito infatti in un monitoraggio delle modalità in cui i giovani di diverse fasce di età utilizzano gli smartphone sia come uno strumento di socializzazione che di formazione ed educazione.

Scarsa creatività e difficoltà nel riconoscere le fonti autorevoli

È emersa con decisione una profonda debolezza da parte dei giovani per quanto riguarda l’uso “creativo” dei nuovi linguaggi attraverso gli smartphone. Altrettanto chiaramente è emersa la necessità di concepire i dispositivi mobile come altrettanti dispositivi di Content Publishing (ovvero come porte di accesso agli ambienti in cui si creano, transitano e si raccolgono contenuti mediali) al fine di far fronte al diffuso atteggiamento di superficialità, da parte dei giovani, ma non solo, nei confronti dell’affidabilità delle fonti dei contenuti, delle notizie e delle nozioni raccolte in rete.

San Casciano Smart Place

Area di intervento: Content Publishing

Scheda del progetto

CfGC

Una buona comunicazione per ridefinire strategie di marketing turistico in chiave di sistema.

L’app in Realtà aumentata

Lo sviluppo del progetto è stato reso possibile grazie alla realizzazione di un’applicazione mobile in Realtà aumentata, concepita per animare una comunità di portatori di interesse nei confronti del territorio di San Casciano Val di Pesa e dell’area del Chianti tutta.

Attraverso forme di storytelling territorializzato, il progetto ha fornito l’occasione per verificare come una buona comunicazione possa contribuire a ridefinire le strategie di marketing turistico in chiave di sistema.

L’ambiente di Content Publishing interattivo

A tal fine, il progetto ha allestito un ambiente di Content Publishing al cui interno è stato possibile far interagire, in chiave creativa, ma anche in chiave formativa, soggetti molto diversi tra loro, dai conduttori delle realtà produttive del territorio ai turisti di passaggio fino ad arrivare alle giovani generazioni che più di tutti si sono mostrati sensibili ai nuovi linguaggi della Realtà aumentata. In questo contesto, i contenuti prodotti trovano visibilità attraverso un’app mobile che li geolocalizza sul territorio: una preziosa occasione per sperimentare l’impiego delle tecnologie dell’Augmented Reality come strategia di storytelling.

Come si legge nel volume Realtà aumentate. Esperienze, strategie e contenuti per l'Augmented Reality (a cura del Communication Strategies Lab, Milano, Apogeo, 2012):

Fino ad oggi, infatti, l'informazione si collocava altrove rispetto ai luoghi e ai tempi in cui effettivamente era necessaria. Con le nuove tecnologie dell'Augmented Reality diventa possibile attivare strategie di comunicazione in grado di portare i contenuti giusti nel posto giusto e al momento giusto.

Santa Croce Comunica

Area di intervento: Content Publishing

Scheda del progetto

CfGC

Come cambia il comportamento dei visitatori della Basilica prima, durante e dopo la visita?

La basilica di Santa Croce e i suoi turisti

Santa Croce Comunica è un progetto di ricerca nell'ambito del quale è stato applicato il paradigma generativo della comunicazione al settore dei beni culturali. Il progetto ha interessato la basilica di Santa Croce a Firenze, la più grande basilica francescana al mondo.

Obiettivo del progetto era quello di analizzare i flussi di visita alla basilica di Santa Croce, il comportamento dei visitatori prima, durante e dopo: per questo è stato creato uno hub di Content Publishing dove l’analisi della fruizione dei contenuti storico-artistici della chiesa era affiancata ad una profilatura dei turisti (oltre un milione l’anno) sulla base dell’età e delle varie provenienze.

Un ambiente per rendere fruibili ai turisti contenuti di qualità

Alla base del progetto stava l’idea che la fruizione di un monumento simile non rappresenta un momento isolato dal resto del percorso turistico: la visita alla basilica, infatti, era influenzata dal percorso fatto per arrivarvi, da tutto ciò che i turisti avevano visitato, osservato, ascoltato, mangiato e acquistato prima di entrare in Santa Croce.

Per far questo, inoltre, è stato sviluppato, sul sito web dedicato alla basilica di Santa Croce, un ambiente di preparazione alla visita al cui interno i visitatori potevano trovare una serie di contenuti formativi.

Laboratorio di Comunicazione Multimediale

Area di intervento: Content Publishing

Scheda del progetto

  • Anno di attivazione: 1995
  • Conduzione a cura di: CRAIAT
  • In collaborazione con: Coop Toscana-Lazio

CfGC

Un social network d’altri tempi per un’interazione all’avanguardia tra la cooperativa e i soci.

Un uso diverso della rete per promuovere nuovi modelli di socialità

Nel 1995, sperimentando e analizzando un differente modello di socialità attraverso Internet e le nuove tecnologie, nasce il Laboratorio di Comunicazione Multimediale. Tra gli obiettivi principali c'era quello di rafforzare il rapporto fra i vari punti vendita della cooperativa e la realtà sociale e culturale in cui essi operavano.

In quest'ottica, il punto vendita rappresenta uno hub per l’erogazione di contenuti, ma anche un sensore per la raccolta di istanze e contributi da parte dei soci. Potendo contare sulla presenza di oltre 350.000 soci e 4.500 dipendenti, il gruppo di ricerca ha promosso, attraverso le potenzialità offerte dal Web, un’interazione all’avanguardia tra la cooperativa e i soci, in una logica di governance fortemente innovativa.

Un social network d’altri tempi

La soluzione più innovativa sviluppata era quella inerente al concept del personal website come ambiente di Content Publishing e prevedeva la realizzazione di una pagina web dedicata ad ogni socio, favorendo così sia la comunicazione fra i soci sia la comunicazione fra i soci e i dirigenti della cooperativa. Una versione ante litteram dell'idea di social network?

Identità comunicativa per il patrimonio culturale

Area di intervento: Content Publishing

Scheda del progetto

CfGC

Un progetto per mappare l’identità comunicativa della città di Firenze degli ultimi quarant’anni.

Valorizzare il patrimonio culturale toscano attraverso una differente strategia di comunicazione

La Fondazione Ente Cassa di Risparmio di Firenze ha finanziato, e finanzia da molti anni, numerosi progetti tesi a valorizzare il patrimonio artistico e storico del territorio. Per comunicare i contenuti di queste attività di promozione del Cultural heritage fiorentino, il gruppo di ricerca si è mosso su quattro piani:

  • l’analisi della tipologia degli investimenti, cercando di individuare la storia delle strategie di marketing culturale sottese alle molte iniziative, e la maggiore o minore coerenza perseguita nel tempo;
  • il monitoraggio delle attività di promozione svolte per comunicare gli investimenti realizzati, e analisi del percepito da parte degli stakeholder;
  • analisi delle notizie fornite dai media sull’attività della Fondazione e conseguente confronto con la strategia dell’ufficio comunicazione dell’Ente;
  • la progettazione di una strategia di community building per dare alle attività di promozione una logica di intervento sistemico sul territorio.

Il treno non ferma più a Firenze

Il punto fondamentale di questo progetto (finanziato dalla Fondazione) era quello di mappare l’identità comunicativa che emergeva della città di Firenze negli ultimi quarant’anni: a partire dall’alluvione del 1966, che segnò una svolta nell’identità mediale della città e nella profilatura delle attività imprenditoriali (crisi dell’artigianato e iconizzazione di Firenze).

Alcuni aspetti della storia dell’identità comunicativa di Firenze sono stati trattati nel contributo di Luca Toschi dal titolo Il treno non ferma più a Firenze. Ipotesi sull’identità comunicativa, nel volume a cura di Moravia: Firenze e il (neo-)umanesimo. Arte, cultura, comunicazione multimediale all’alba del terzo millennio, edito Le Lettere nel 2005.

Comunicare la pace

Area di intervento: Content Publishing

Scheda del progetto

CfGC

Qual è il modello di comunicazione più adatto a favorire il dialogo tra culture diverse, remote, spesso in conflitto?

Quale comunicazione per il dialogo

L’incontro con padre Ernesto Balducci, all’inizio degli anni ’90, ha portato i ricercatori ad affrontare una ricerca approfondita su quale potesse essere il modello di comunicazione più adatto a favorire il dialogo tra culture diverse, remote, spesso in conflitto. Una ricerca sulla cultura comunicativa che favorisse la nascita dell’“uomo planetario”. In questo periodo è molto stretta la collaborazione con Edgar Morin e la teologia della liberazione.

Content Publishing per dare valore alla diversità

In questo scenario la ricerca sul Content Publishing assume un indirizzo sempre più attento a dare valore alla diversità di prospettiva con cui si fruisce dei contenuti, e quindi alla dimensione generativa di nuove conoscenze che assume la comunicazione, vista non più nel suo modello gerarchico, trasmissivo ed emulativo bensì, appunto, generativo. Si elabora dunque l’idea di identità comunicativa.

Tra le iniziative di Content Publishing acquista un valore particolare la collaborazione tra la casa editrice Edizioni Cultura della Pace e Amnesty International: dagli annuari di Amnesty International a Liberi di essere: storie a lieto fine di Amnesty International, a cura di L. Toschi.

Immagine del progetto Ateneo sostenibile

Ateneo sostenibile

Area di intervento: Content Publishing

Scheda del progetto

  • Anno di attivazione: 2016
  • Conduzione a cura di: CSL-CfGC
  • In collaborazione con: Università di Firenze

CfGC

Un gruppo di lavoro transdisciplinare, attivo su numerosi fronti per portare al centro della discussione i contenuti.

Una comunicazione nuova per comunicare la sostenibilità

Il progetto consiste in una serie di azioni a supporto di diversi soggetti dell’Ateneo di Firenze, impegnati ad animare l’iniziativa “Ateneo Sostenibile”.

Il CfGC aiuta a coordinare un gruppo di lavoro transdisciplinare, attivo su numerosi fronti, con l’obiettivo di “alfabetizzare” a un nuovo modello di comunicazione, che sia in grado di mostrarsi autenticamente sostenibile, anche al di là dei contenuti che veicola.

Community building per costruire nuovi contenuti nell'area della sostenibilità

Il CfGC, in questo contesto, si occupa di gestire la comunicazione interna e quella esterna al gruppo, rivolta sia alla comunità universitaria che alla cittadinanza in generale.

Grazie a questa attività di community building attiva ormai da due anni, è stato possibile individuare e generare all’interno dell’Ateneo risorse prima inimmaginabili, coinvolgendo nella progettazione di iniziative di vario genere studenti, ricercatori, professori e personale interno.

Portare al centro della discussione i contenuti

In tal senso le iniziative di Unifi in chiave sostenibilità rappresentano i contenuti che il gruppo di ricerca promuove presso il pubblico dei portatori di interesse.

Si segnala a tal proposito la prima Summer Academy del Club di Roma, tenuta nel 2017 presso l’Università di Firenze, in occasione della quale il gruppo di ricerca ha lavorato sui contenuti dei relatori e degli studiosi che hanno partecipato, animando occasioni di confronto, di discussione e di dissemination (videointerviste, seminari e workshop).

ECLAP: comunicazione e documentazione per generare comunità

Area di intervento: Content Publishing

Scheda del progetto

  • Anno di attivazione: 2012
  • Conduzione a cura di: CSL
  • In collaborazione con: DISIT Lab (Unifi), Europeana

CfGC

Oltre la documentazione conservativa: strategie di comunicazione per valorizzare i contenuti degli archivi digitali.

Il più ricco repository di contenuti sulle arti performative

Con un fondo che raccoglie più di 1.000.000 di oggetti (tra i quali si contano più di 175.000 contenuti, tra immagini, video, documenti, audio, ebook che provengono da più di 32 istituzioni europee) la Biblioteca Digitale delle Arti Performative (ECLAP) è la più grande banca dati europea per quanto riguarda le arti performative.

Il gruppo di ricerca ha raccolto la sfida di elaborare una strategia di comunicazione generativa orientata a valorizzare questo immenso patrimonio.

Strategie di valorizzazione dei contenuti multimediali

A tal fine il gruppo di lavoro ha avviato, in coordinamento con il DISIT Lab diretto dal prof. Paolo Nesi, un'analisi orientata all'usability assessment and improvement in relazione alle principali funzionalità della piattaforma ECLAP.

In accordo con l'approccio sistemico del CfGC, parallelamente a questo intervento tecnico, è stata formalizzata una strategia di Content Publishing del patrimonio di ECLAP. E in tal senso la strategia più efficace per generare valore nell’ambito di un progetto di documentazione consiste nel mettere a sistema le risorse disponibili e nel creare le condizioni perché i pubblici se ne possano impossessare.

A tal fine l'Oggetto Comunicativo Matrice consisteva nell'organizzazione di appuntamenti di fruizione dei contenuti d'archivio nel contesto di location deputate alla loro valorizzazione. Si trattava di selezionare quei contenuti che erano in grado di dialogare con il territorio, facendo in modo che le comunità di riferimento fossero coinvolte con un ruolo attivo.

Trasferimento di conoscenza e valore formativo

In questo modo il progetto ritrova anche un valore di trasferimento di conoscenza dal mondo accademico al territorio: ECLAP, infatti, raccoglie anche un patrimonio di knowledge che è il risultato di ricerche condotte da studiosi, appassionati, interpreti e formatori.

Da qui a ritrovare le istanze formative delle quali i contenuti sono sempre portatori il passo è breve: animare eventi per riattivare risorse sul territorio e, al tempo stesso, per aggregare pubblici altrimenti difficilmente raggiungibili attraverso i soli canali digitali, rappresenta infatti una preziosa occasione per educare ai valori della socialità.

L'agricoltura scomunicata

Area di intervento: Content publishing

Scheda del progetto

CfGC

Quando il giornalismo agisce a sostegno dell'innovazione.

L'importanza del ruolo del giornalista

Il progetto ha visto i ricercatori impegnati in un’operazione di analisi e di sensibilizzazione dei maggiori organi di comunicazione del settore agricolo (stampa e operatori dei media in genere) in relazione ai contenuti mediali dell’agricoltura e ai rispettivi pubblici. È stato inoltre organizzato presso l’Accademia dei Georgofili un evento dedicato in cui Luca Toschi è intervenuto riportando le criticità principali del modo di fare informazione a proposito dell'agricoltura.

Nuovi media e agricoltura

Un’occasione per riflettere sulla portata e sui limiti dell’autorevolezza delle fonti di informazione (si pensi, ad esempio, al clamore suscitato dall’epidemia di xylella che ha colpito le piante di Ulivo in Puglia), per progettare un’adeguata formazione alla scrittura giornalistica con un focus particolare sul concetto di comunicazione per l’innovazione e attraverso mezzi, codici e linguaggi innovativi.