Buona è quella governance che comunica, mette cioè in comunicazione il maggior numero di stakeholder, consapevoli e inconsapevoli, governando il confronto fra le conflittualità e favorendo la generazione di scelte di fondo, strategiche e fortemente situazionate nella vita di tutti i giorni, partecipate, condivise, responsabili.

Una progressiva perdita di fiducia nelle istituzioni

Gli ultimi dati dell’Istituto Demos sulla fiducia nelle istituzioni da parte degli italiani (Gli Italiani e lo Stato, XX edizione) ci mostrano uno scenario da cui non si può prescindere se si vuole intervenire non solo sulla comunicazione istituzionale, ma, in generale, sulla comunicazione intesa come struttura portante della società, dell’economia, della cultura. Tutti i soggetti istituzionali hanno registrato un calo di fiducia rilevante. La fiducia nell’Unione Europea, per citare l’esempio più eclatante, è calata di ben il 18%. In chiaroscuro sono le tendenze più recenti (2016-2017): se i comuni cedono 6 punti percentuali (dal 39% al 33%), i sindacati sono in deciso recupero (CGIL +8%, CISL e UIL +6%). Meno rilevanti sono le fluttuazioni che riguardano le altre istituzioni. Analizzando questi dati una cosa è chiara. Al di là delle normali fluttuazioni annuali, tutte le istituzioni sono chiamate alla sfida di riattivare dinamiche di relazione basate sul rafforzamento della fiducia e sullo sviluppo del capitale sociale, elementi che storicamente sono alla base della qualità della vita nel nostro paese, ma che dobbiamo al più presto sviluppare in una prospettiva tutta orientata al  futuro.

Una comunicazione per costruire processi partecipativi nuovi

Il CFGC applica il modello della comunicazione generativa per analizzare, progettare e realizzare processi partecipativi, processi decisionali inclusivi per le istituzioni. E non solo: basti pensare al mondo della cooperazione e ai bisogni che in questa direzione sorgono sempre più urgenti nel mondo delle imprese, delle organizzazioni.

Per affrontare il diffuso problema della partecipazione bisogna avere consapevolezza che esso va ben oltre la dimensione istituzionale, e coinvolge le imprese, le associazioni, le organizzazioni con le più diverse missioni, i singoli cittadini. Ovunque, nella società, si sta registrando un crescente bisogno di tecniche che sostengano la costruzione di relazioni, di processi di dialogo, di cooperazione e collaborazione, nella prospettiva di  offrire precise proposte operative.

L’Istituto Demos all’interno del XX report Gli Italiani e lo Stato registra una progressiva perdita di fiducia nelle istituzioni da parte dei cittadini

Progetti correlati all’area “Governance e partecipazione”

L’approccio del CfGC all’area “Governance e partecipazione”

Né top-down né bottom-up

Il CfGC si occupa da anni (da quando fu fondato il CRAIAT) di governance e partecipazione, ricercando e sperimentando in numerosi progetti un’alternativa sia alle classiche strategie top-down sia a quelle bottom-up. Secondo il paradigma generativo della comunicazione, infatti, occuparsi di governance e partecipazione inclusiva significa superare l’apparente dicotomia tra quelle due impostazioni per

costruire un’organizzazione della comunicazione […] in grado di far divergere e poi convergere i soggetti coinvolti nella vita di un ente, secondo un movimento pulsante che va dal centro alla periferia (politica d’indirizzo) e poi dalla periferia al centro (partecipazione), rafforzando la centralità della mission, dell’identità e della visione di quella comunità, e favorendo la generazione di conoscenza. (Toschi)

Il CfGC si occupa di governance e partecipazione a scale diverse, portando avanti progetti sia a livello di singoli enti, imprese, associazioni, sia a livello territoriale, regionale, nazionale, internazionale.

In quest’ottica si pongono gli sforzi teorici e pratici messi in atto per ricostruire e ridefinire, in tanti contesti diversi, la comunicazione spesso logora che lega coloro che hanno la delega a governare e coloro che li hanno delegati. Un obiettivo che ha come scopo strategico quello di ridefinire radicalmente il concetto stesso di rappresentanza.

Si tratta di un processo che, lungi dal voler indebolire le responsabilità connesse alla rappresentatività, mira, al contrario, a rafforzarle e a legittimarle, proprio perché attuate in un ambiente comunicativo radicalmente diverso dal passato: e cioè inclusivo rispetto ai rappresentati.

Questo principio è stato applicato a innumerevoli situazioni di governance. Si va dalle imprese della cooperazione, attraverso il rilancio del rapporto tra i dirigenti e la base sociale, alle istituzioni, naturalmente, alle agenzie pubbliche, mediante percorsi partecipativi di co-progettazione che hanno coinvolto tutti gli stakeholder, creando una comunicazione inedita per la partecipazione inclusiva, con cui far dialogare le aspettative e i bisogni, per esempio, della cittadinanza con le competenze e le conoscenze tecniche degli amministratori.

Dalla comunicazione DEL alla comunicazione NEL prodotto/servizio

Ciò che accomuna tutte le esperienze del CfGC è la centralità del ruolo della conoscenza. Quella stessa conoscenza che è una risorsa incredibile e particolare perché, a differenza di molte altre, non diminuisce quando è condivisa: al contrario aumenta. Aumenta se la si usa, se se ne verifica il valore applicandola ai bisogni.

Incorporare la conoscenza all’interno dei comportamenti di tutti, e quindi anche dei processi di produzione – da intendersi in questo contesto in senso estremamente ampio, comprendente, ad esempio, anche il processo di produzione di uno statuto comunale o di un bando per l’assegnazione di fondi pubblici – è il modo migliore per passare dalla comunicazione DEL prodotto, caratteristica del paradigma comunicativo OGGI IN CRISI (gerarchico, trasmissivo, emulativo), alla comunicazione NEL prodotto, che contraddistingue il paradigma generativo della comunicazione.

La comunicazione DEL prodotto lavora su elementi predefiniti, secondo una visione tipica del montaggio lineare. Questi elementi devono essere semplicemente aggregati e, una volta terminato il processo di produzione, trasmessi, con tecniche più o meno persuasive, al target previsto fin dall’inizio. Questo tipo di comunicazione, quindi, tende per sua natura ad una frammentazione riduttiva degli elementi che la costituiscono e conseguentemente degli obiettivi, secondo una visione solo quantitativa dei risultati.
La comunicazione NEL prodotto, al contrario, lavora per aggregare risorse diverse, secondo una trama che si definisce con il procedere della produzione, facendo del prodotto da realizzare (e quindi da usare) uno strumento comunicativo che sia in grado di mettere in relazione tra loro soggetti e aree d’interesse le più diverse, anche tradizionalmente distanti. Così facendo questa forza d’aggregazione finisce con il favorire una produzione qualitativamente sempre maggiore, più forte, e, su questo presupposto, quantitativamente vincente.

Nei processi decisionali quest’ultima impostazione, della comunicazione NEL prodotto, si configura come una scelta strategica fondamentale. Non ci si deve limitare a comunicare i prodotti della governance: la governance deve porsi come ambiente fortemente comunicativo, inclusivo, per definire gli obiettivi della governance stessa, che così risulteranno progressivamente sempre più qualitativamente rilevanti.

Ripensare il senso e il valore dei corpi intermedi

La crisi della governance e della partecipazione è strettamente collegata all’attuale fase di profonda trasformazione che sta attraversando la società tutta e, conseguentemente, anche i corpi intermedi: associazioni di categoria, sindacati, partiti politici, rappresentanze industriali e commerciali etc, con i quali il CfGC collabora da tempo per progetti di ricerca a livello regionale, nazionale e internazionale.

Essi sono stati chiamati a svolgere importanti funzioni di comunicazione nelle società democratiche. L’evidente processo di indebolimento e delegittimazione che da diversi decenni essi stanno attraversando è dovuto al fatto che non sono stati in grado di riposizionarsi rispetto alla profonda metamorfosi che, dagli anni Settanta in poi, si è venuta a creare nelle nostre società. Il modello di comunicazione trasmissivo, gerarchico ed emulativo si è imposto, e i corpi intermedi l’hanno subito per sopravvivere a istanze culturali e politiche molto forti e pervasive. Una strategia, quest’ultima, basata sul cambiare tutto – la rivoluzione digitale – per cambiare in realtà assai poco, se non nel senso di rafforzare la strategia della persuasione di sempre.

Uno degli impegni del CfGC è quello di ribadire tanto l’irrinunciabile ruolo di corpi intermedi, quanto la necessità di una ridefinizione degli stessi nell’ottica di un abbandono del vecchio paradigma comunicativo, incoraggiandoli ad assumere una prospettiva basata sulla costruzione di ambienti di comunicazione e di mediazione tra bisogni, percepiti e non, della base e le linee di indirizzo strategiche che provengono dai vertici operativi.

Una prospettiva quest’ultima che li vede non più come gatekeeper fra i decisori e coloro i quali sono chiamati ad adeguarsi a quelle decisioni, ma come gestori, appunto, di ambienti di comunicazione che, favorendo la conoscenza delle tante prospettive degli stakeholder coinvolti, favoriscono processi di governance partecipata.

Comunico

Area di intervento: Governance e partecipazione

Scheda del progetto

CfGC

Ridefinire il rapporto tra Istituzioni e cittadinanza attraverso la comunicazione.

La strada verso il referendum

Nel 2012 il gruppo di lavoro ha affiancato la cittadinanza e le amministrazioni dei comuni di Figline Valdarno e di Incisa in Val d’Arno nel processo di fusione che si è concluso con successo grazie ad un’ampia maggioranza ottenuta nel referendum del 21 e 22 aprile 2013 (oltre il 70%) .

Né top-down né bottom-up

All'interno del progetto sono stati realizzati tre laboratori partecipativi. Il loro obiettivo era quello di ridefinire il rapporto tra amministratori e cittadinanza e a far sì che il progetto di fusione (che inizialmente era stato proposto dalle istituzioni e, quindi, sarebbe stato di tipo top-down) fosse interpretato come un’occasione per dare spazio e cercare di trovare risposte ai bisogni e alle aspirazioni dei cittadini. Si è trattato di un progetto gestito né esclusivamente secondo dinamiche top-down, né bottom-up: gli amministratori hanno partecipato attivamente ai laboratori, ricavandone fondamentali elementi di conoscenza, e si sono fatti carico della responsabilità loro attribuita di trasformare in azioni amministrative i risultati emersi.

I bambini lo avevano capito per primi

Il risultato: un processo che inizialmente riscuoteva uno scarso consenso si è trasformato in un plebiscito per il sì al referendum che ha sancito la nascita del comune unico.
Un’ultima notazione: la fusione anticipata delle squadre giovanili di calcio ha svolto un ruolo decisivo nel cambiamento di opinione all’interno della comunità. I bambini sono stati dei precursori e hanno capito immediatamente i vantaggi della fusione: “se insieme siamo più forti, perché no?!”

Prodotti e risultati

Tra i prodotti che sono stati realizzati nell’ambito del progetto:

I laboratori partecipativi del progetto ComUnico


All'interno del progetto ComUnico, un campione statisticamente rappresentativo della comunità ha preso parte al percorso partecipativo strutturato dal gruppo di lavoro al fine di rendere la fusione tra i comuni di Incisa e Figline Valdarno un'occasione per far emergere i bisogni della cittadinanza. Grazie al coinvolgimento preliminare dei cittadini e di differenti stakeholder mediante interviste e focus group è emersa la necessità di organizzare tre laboratori, tagliati rispettivamente sullo statuto comunale, sui servizi e sugli spazi di partecipazione .

https://youtu.be/2nKFwcc4Fy0

Comunico
Il laboratorio che il CSL ha organizzato per definire strategie per la partecipazione attiva dei cittadini alla fusione dei due comuni.

Comunicazione generativa per la Cooperazione Internazionale

Area di intervento: Governance e partecipazione

Scheda del progetto

  • Anno di attivazione: 2015
  • Conduzione a cura di: CSL
  • In collaborazione con: IAO, AICS

CfGC

Un percorso partecipativo per progettare la vision e l'identità comunicativa dell'Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo.

Progettare l’identità comunicativa dell’AICS

Il progetto ha visto il gruppo di lavoro affiancare la dirigenza e i dipendenti della neonata Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS) nell’organizzazione di un percorso di ascolto e community building finalizzato alla progettazione partecipata della vision e dell’identità comunicativa della neonata Agenzia.

Comunicare (nel)la cooperazione

Il progetto era finalizzato a creare le condizioni per strutturare una comunicazione che avesse come obiettivo quello di salvaguardare la specificità degli interventi, la grande adattabilità delle tante azioni internazionali alle infinite variabili che i vari contesti richiedevano e, al tempo stesso, fosse in grado di comunicare una coerenza e un’unitarietà di visione e di missione dell’Agenzia. Questa necessità emergeva dall’ampio ventaglio di provenienze e di competenze che caratterizzava il personale dell’AICS e dalla stessa organizzazione, che oltre alla sede centrale a Roma ne prevede una a Firenze e 18 all’estero, nei paesi partner.

Un percorso di community building

Attraverso un percorso di community building – basato su azioni di ascolto e progettazione condivisa dell’identità comunicativa della neonata Agenzia – il CfGC ha messo a sistema tra loro:

  • i bisogni della nuova dirigenza, insediatasi nel gennaio del 2016, mossi dall’ambizione di allineare l’Italia ai principali partner europei e internazionali nell’impegno per lo sviluppo;
  • la straordinaria varietà di interventi che fino ad allora avevano caratterizzato l’azione del governo italiano nel mondo;
  • l’eterogeneità e la varietà di punti di vista sull’idea stessa di cooperazione allo sviluppo, di vision e di mission dell’Agenzia espresse dal personale.

Verso un modello italiano di cooperazione allo sviluppo

In questo contesto è emersa anche la proposta di posizionare l’Agenzia al centro di una fitta rete di player pubblici e privati impegnati nel campo della cooperazione internazionale, affidandole il ruolo di coordinare e rafforzare un modello tutto italiano di cooperazione, frutto di una riorganizzazione della governance operata dall’entrata in vigore il primo gennaio 2016 della legge 125 del 2014 (Disciplina generale sulla cooperazione internazionale per lo sviluppo).

San Casciano Smart Place

Area di intervento: Governance e partecipazione

Scheda del progetto

CfGC

Le nuove tecnologie per ridefinire il rapporto tra governance, promozione del territorio e patrimonio culturale.

Fruire il territorio in modo innovativo

San Casciano Smart Place è un progetto condotto in collaborazione con il comune di San Casciano Val di Pesa, nato in occasione delle celebrazioni per il cinquecentenario dalla scrittura del Principe di Niccolò Machiavelli e finalizzato a ridefinire il rapporto tra governance, promozione del territorio e patrimonio culturale. L’Oggetto Comunicativo Matrice individuato, per l’avvio e lo sviluppo del progetto, è stato la realizzazione di un'applicazione mobile in Realtà Aumentata (San Casciano Smart Place), concepita per animare una comunità di portatori di interesse e fornire ai turisti e ai cittadini modalità inedite di fruizione del territorio.

Una creazione di contenuti condivisa

La realizzazione dell’app ha permesso di implementare un ambiente di comunicazione capace di far interagire, in una prospettiva di progetto condiviso, gli aspetti sociali con quelli economici e quelli culturali.

I contenuti da veicolare attraverso l’app per promuovere il territorio di San Casciano sono infatti stati individuati mediante la partecipazione attiva del tessuto istituzionale, economico, sociale e culturale del territorio, oltre che di singoli cittadini, e hanno fornito agli amministratori elementi imprescindibili per valorizzare il patrimonio proveniente dal passato nell’ideazione delle strategie di sviluppo futuro del territorio chiantigiano.

L’identità mediale di Unicoop Firenze

Area di intervento: Governance e partecipazione

Scheda del progetto

  • Anno di attivazione: 2015
  • Conduzione a cura di: CSL
  • In collaborazione con: Unicoop Firenze

CfGC

Un intervento sulla comunicazione esterna per far emergere il sistema di valori della cooperativa.

Quale relazione tra mission e comunicazione

Il progetto ha indagato la relazione tra l’identità e la mission della cooperativa, la sua comunicazione interna e lo sviluppo della comunicazione esterna.

In particolare, l’obiettivo trasversale ai numerosi progetti avviati con Unicoop Firenze, è stato lo studio della relazione che si va ad instaurare tra la dimensione commerciale e quella valoriale della cooperativa, ponendo attenzione allo sviluppo della missione e alla riprogettazione della comunicazione dell’impresa in relazione al sistema territoriale di riferimento.

Avvicinare governance e base sociale attraverso la comunicazione

Attraverso l’ascolto e l’analisi delle relazioni interne (dai vertici della cooperativa fino ai dipendenti nei punti vendita) ed esterne (in special modo con la base sociale di Unicoop Firenze), è stata progettata una strategia di comunicazione con l’obiettivo di avvicinare la governance alla base sociale. Obiettivo finale: rafforzare l’identità e la partecipazione dei soci alla vita della cooperativa.

Per questo, dopo una content analysis focalizzata all’individuazione dei contenuti veicolati dagli strumenti di comunicazione della cooperativa (web e cartacei), il gruppo di lavoro è stato chiamato a lavorare alla definizione di linee guida per il Piano Editoriale Annuale dell’Informatore, la rivista mensile di Unicoop Firenze. Attraverso questo strumento, è stato possibile elaborare una modalità di comunicazione e di costruzione dei contenuti che, oltre al reperimento delle informazioni, fosse in grado di rafforzare il legame tra l’impresa e i soci.

Prodotti e risultati

Tra i prodotti che sono stati realizzati nell’ambito del progetto:

Una nuova identità mediale per l'Informatore


Dopo la content analysis che il gruppo di ricerca ha realizzato sull'Informatore e su tutti gli altri strumenti di comunicazione interna ed esterna dell'impresa cooperativa, è stato realizzato un questionario con l'obiettivo di ripensare l'identità mediale del mensile di Unicoop Firenze. I risultati del questionario sono serviti come base per sviluppare un Piano Redazionale Annuale realmente partecipato per l'Informatore.

Il CSL ha realizzato un questionario utile alla realizzazione del piano editoriale dell'Informatore

L’identità mediale di Unicoop Firenze
Il questionario realizzato per l'Informatore

Riprogettazione della comunicazione di ICEA

Area di intervento: Governance e partecipazione

Scheda del progetto

  • Anno di attivazione: 2015
  • Conduzione a cura di: CSL
  • In collaborazione con: ICEA

CfGC

Riprogettare la comunicazione di ICEA per avvicinare le forme di governance dell'Istituto alla sua mission.

Certificare per promuovere un modello economico sostenibile, etico e solidale

Il progetto Analisi, riprogettazione e sperimentazione della comunicazione (interna ed esterna) di ICEA nasce nel 2015 dalla collaborazione con l’Istituto per la Certificazione Etica e Ambientale. La peculiare natura dell’Istituto ha orientato il progetto fin dalle prime battute: ICEA è un consorzio dalla spiccata impostazione valoriale, con sedi in tutta Italia e nel mondo, che controlla e certifica migliaia di aziende, stimolandole a svolgere le proprie attività nel rispetto dell’uomo e dell’ambiente, tutelando la dignità dei lavoratori e i diritti degli utenti, secondo un modello di economia sostenibile e solidale.

L’Oggetto Comunicativo Matrice per avvicinare la governance alla mission

Il gruppo di ricerca ha analizzato i flussi e i contenuti della comunicazione per verificare la corrispondenza tra la mission dell’Istituto, la sua organizzazione interna e la comunicazione esterna, in modo da riprogettare l’identità di ICEA e la sua identità comunicativa.

Il progetto si è sviluppato intorno ad un Oggetto Comunicativo Matrice rappresentato dall’area news del sito web di ICEA. In questo modo è stato possibile coniugare sia la riorganizzazione della comunicazione interna, che la riprogettazione della comunicazione esterna.

Tramite questo processo di avvicinamento tra la mission e le forme di governance dell’Istituto e la riprogettazione dei flussi di comunicazione, il progetto ha avuto il merito di ricostruire una cultura della partecipazione che abilita sia ICEA che le aziende certificate a costruire una comunità e un confronto che generi incessantemente nuova conoscenza.

Il tecnico controllore come intelligenza sul territorio

Nodi centrali di questa comunità sono i tecnici controllori, che rappresentano da una parte il primo - e più importante - strumento di comunicazione con le migliaia di aziende controllate e dall’altra un sensore intelligente capace di assorbire e mediare i rapporti tra l’organizzazione interna all’Istituto e la rete di relazioni in cui è inserito.

Prodotti e risultati

Tra i prodotti che sono stati realizzati nell’ambito del progetto:

Il trattamento comunicativo dell'identità mediale di ICEA


Mediante la ridefinizione dei contenuti e della grafica del sito di ICEA, il gruppo di ricerca ha attivato una profonda riprogettazione dei flussi e delle pratiche comunicative del personale dell'Istituto. L'identità mediale di ICEA è stata ripensata sin dal logo: una trasformazione che, anziché stravolgere, aveva come obiettivo la valorizzazione dell'immaginario tradizionale che ammanta l'istituto e che lo permea. La discontinuità nel sito è stata ottenuta rafforzando quelle caratteristiche identitarie che erano già presenti a livello di organizzazione e di contenuti.

Il logo dei ICEA è stato trattato comunicativamente nell'ambito della riprogettazione della comunicazione dell'Istituto

Riprogettazione della comunicazione di ICEA
Restyling del logo dell'Istituto

150 Digit - l'Italia delle scuole

Area di intervento: Governance e partecipazione

Scheda del progetto

  • Anno di attivazione: 2011
  • Conduzione a cura di: CSL
  • In collaborazione con: Comitato Italia 150, INDIRE, Virtual Reality & Multi Media Park, Centro Interdipartimentale per la Ricerca sul Multimedia e l’Audiovisivo, MIUR

CfGC

Una narrazione partecipata dell'Italia delle scuole, realizzata in occasione dei 150 anni dall'Unità d'Italia.

Un progetto innovativo per le scuole italiane

150 Digit – l’Italia delle scuole è un progetto nato nel 2011 nel contesto delle celebrazioni per i 150 anni dell’Unità d’Italia, affiancando le grandi mostre organizzate alla Reggia di Venaria e alle Officine Grandi Riparazioni di Torino.

Il progetto è stato ideato da Luca Toschi e approvato dal Comitato Italia 150, ed è stato capace di aggregare la collaborazione di numerosi soggetti, tra cui il MIUR, INDIRE, Virtual Reality & Multi Media Park, Centro Interdipartimentale per la Ricerca sul Multimedia e l’Audiovisivo, oltre che naturalmente scuole di ogni ordine e grado.

Un’Italia coesa nella narrazione dei ragazzi

Coinvolgendo insegnanti e ragazzi delle scuole di tutta Italia, il gruppo di lavoro ha coordinato una serie di iniziative che - attraverso la formazione e l’utilizzo delle nuove tecnologie - hanno sviluppato una narrazione partecipata e diffusa del passato e del presente del nostro paese. Da essa è derivata una narrazione parallela: quella dell’Italia delle scuole.

Il risultato è stato sorprendente. È emerso un quadro in cui la grande diversità che caratterizza il nostro paese non conduce a progetti divergenti e disgreganti ma, al contrario, fortifica e valorizza un progetto comune, quello italiano, che ha trovato nell’immaginazione e nella creatività dei ragazzi coinvolti la sua linfa vitale.

Prodotti e risultati

Tra i prodotti che sono stati realizzati nell’ambito del progetto:

Il sito web del progetto 150Digit come Oggetto Comunicativo Matrice capace di  innescare dinamiche di community building


Il sito web realizzato per il progetto 150 Digit aveva l'obiettivo di raccogliere le testimonianze emerse dalle scuole e farle convergere all'interno di un unico ambiente digitale che potesse avvicinare realtà apparentemente distanti. In questo caso, il sito web ha svolto la funzione di Oggetto Comunicativo Matrice per innescare dinamiche di community building.

Il sito web del progetto 150digit

150Digit
Il sito web del progetto 150 Digit

Immagine del progetto con la Regione Toscana

La comunicazione generativa per il PSR 2014-2020

Area di intervento: Governance e partecipazione

Scheda del progetto

  • Anno di attivazione: 2014
  • Conduzione a cura di: CSL
  • In collaborazione con: Assessorato all’Agricoltura della Regione Toscana

CfGC

Il PSR come attivatore di processi generativi nell’ambito delle politiche di sviluppo rurale.

Il PSR come ambiente di progettazione del territorio

Il gruppo di lavoro ha affiancato la Regione Toscana nella progettazione della comunicazione del Programma di Sviluppo Rurale 2014-2020.

Una comunicazione che non consiste soltanto nel fare arrivare le notizie dei bandi ai potenziali destinatari ma che impatta sulla progettazione a lungo termine dei nostri paesaggi e territori, delle loro economie e delle loro società. In questo senso il PSR è stato interpretato come un vero e proprio ambiente di progettazione e implementazione delle politiche regionali di sviluppo rurale.

Sensori sul territorio per una buona comunicazione

Il gruppo di lavoro ha impostato il progetto di comunicazione generativa del Programma di Sviluppo Rurale 2014-2020 della Regione Toscana individuando alcune decine di giovani agricoltori (under 40) provenienti da tutto il territorio regionale che hanno svolto il ruolo di sensori attivi – portatori di conoscenze e intelligenze fondamentali – dell’implementazione delle politiche regionali e dei progetti d’innovazione di sistema nell’ambito dello sviluppo rurale.

Una buona comunicazione lavora sulle relazioni

Questo intervento ha permesso di ridefinire la relazione in atto – e, quindi, il modello di governance - tra chi è chiamato a stabilire le politiche di sviluppo regionale attraverso l’assunzione di precise scelte circa le modalità di attribuzione dei fondi europei (la regione e l’Unione Europea), chi può fruire di questi finanziamenti (gli imprenditori) e chi media tra queste due istanze (le associazioni di categoria).

Non più, quindi, un processo comunicativo unidirezionale che va dall’alto al basso (top-down), né un semplice canale di diffusione delle istanze provenienti dal basso (bottom-up), ma un complesso ambiente di comunicazione in grado di attivare un processo generativo tra istanze, conoscenze, e competenze diverse ma complementari, all’insegna di un comune progetto di sviluppo.

Prodotti e risultati

Tra i prodotti che sono stati realizzati nell’ambito del progetto:

Sviluppo rurale e comunicazione: il workshop organizzato in collaborazione con la Regione Toscana


I ricercatori, in collaborazione con la regione Toscana, hanno realizzato un workshop per riflettere sulle potenzialità e i limiti dei diversi strumenti di comunicazione per il Programma di Sviluppo Rurale 2014/2020.
I differenti panel organizzati avevano l'obiettivo di riflettere sulle migliori pratiche di comunicazione dell’agricoltura e dello sviluppo rurale ad opera delle istituzioni, delle associazioni di categoria, delle agenzie di comunicazione e dei singoli agricoltori, per presentare gli strumenti utilizzati, le esperienze raccolte e i risultati ottenuti dall'esperienza del PSR.

La testata della locandina del workshop organizzato dal CSL in collaborazione con la Regione Toscana

La comunicazione generativa per il PSR 2014-2020
La locandina del workshop "Sviluppo rurale e comunicazione"

Immagine del progetto Ateneo sostenibile

Ateneo sostenibile

Area di intervento: Governance e partecipazione

Scheda del progetto

  • Anno di attivazione: 2016
  • Conduzione a cura di: CSL-CfGC
  • In collaborazione con: Università di Firenze

CfGC

Un progetto per praticare un paradigma generativo, sostenibile e partecipativo di comunicazione.

Non soltanto un sito web

Ateneo Sostenibile è un gruppo di lavoro transdisciplinare dell’Università di Firenze, coordinato dal Delegato del Rettore alla sostenibilità e alla tutela dell'ambiente Ugo Bardi, che si occupa di promuovere e sostenere tutte le ricerche, i progetti, le attività e le iniziative attive all’interno dell’Ateneo nell’ambito della sostenibilità.

Ateneo Sostenibile è anche un ambiente progettuale in grado di attivare iniziative inedite per rendere sempre più sostenibile il nostro Ateneo.

Community building per la sostenibilità

Il CfGC, in questo contesto, si occupa di gestire la comunicazione interna e quella esterna al gruppo, rivolta sia alla comunità universitaria che alla cittadinanza in generale.

Grazie a questa attività di community building attiva ormai da due anni è stato possibile individuare e generare all’interno dell’Ateneo risorse prima inimmaginabili, coinvolgendo nella progettazione di iniziative e progetti di vario genere studenti, ricercatori, professori e personale.

Né top-down né bottom-up

Il CfGC ha ottenuto questi risultati superando l’alternativa tra le impostazioni top-down o bottom-up, e andando ad agire sulle relazioni che le legano per generare circoli virtuosi di impegno, partecipazione e responsabilità a favore della sostenibilità.

Per concludere, quello che stiamo praticando all’interno del progetto e che, grazie ad esso, continuiamo a studiare è a tutti gli effetti un paradigma generativo, sostenibile e partecipativo di comunicazione.

Sii-Mobility

Area di intervento: Governance e partecipazione

Scheda del progetto

  • Anno di attivazione: 2016
  • Conduzione a cura di: CSL-CfGC
  • In collaborazione con: MIUR, oltre 20 partner industriali e di ricerca

CfGC

Le nuove tecnologie per progettare – in maniera partecipativa – nuovi modelli di mobilità.

Le nuove tecnologie che favoriscono la partecipazione della cittadinanza

Sii-mobility (Supporto all’Interoperabilità Integrata per i Servizi al Cittadino e alla Pubblica Amministrazione) è un progetto tutt’ora in corso di smart city coordinato dal prof. Paolo Nesi e vincitore del bando MIUR“Smart Cities and Communities and Social Innovation”.

Le nuove tecnologie e i big data stanno riscrivendo radicalmente le nostre abitudini di mobilità e, di conseguenza, gli spazi urbani ed extra-urbani e i paesaggi, oltre che il nostro modo di fruirli. Proprio per questo, tutti gli applicativi previsti dal progetto (app, totem e piattaforma online) sono stati progettati non tanto per garantire una più efficace duplicazione degli attuali modelli di mobilità quanto per idearne e praticarne di nuovi e più sostenibili.

Un utilizzo differente delle nuove tecnologie per ridefinire le politiche di mobilità

In questo progetto, che è finalizzato a rendere più sostenibile la mobilità urbana e extra-urbana, il contributo del gruppo di ricerca consiste nella gestione degli aspetti che riguardano il rapporto – mediato dalle nuove tecnologie – tra i decisori politici e la cittadinanza. In questo senso si sta studiando e sperimentando un uso partecipativo delle nuove tecnologie, finalizzato a dare voce alle persone nella definizione delle politiche di mobilità.

Progettare nuovi modelli di mobilità

Gli applicativi previsti dal progetto (app, totem, piattaforma online) non dovranno infatti servire soltanto a rendere più efficienti in termini di tempistiche gli attuali modelli di mobilità, ma a far sì che i cittadini e i decisori politici sviluppino la consapevolezza e la volontà di adottare altri, e più sostenibili, modelli di mobilità.

Questo progetto, infine, è fondamentale per il CfGC per alimentare la ricerca attiva ormai da anni sulla ridefinizione del nostro modo di pensare e agire lo spazio urbano, declinando in modi inediti il rapporto tra mobilità e stanzialità e quello tra prossimità fisica e culturale nella definizione del territorio.

Laboratorio di comunicazione multimediale

Area di intervento: Governance e partecipazione

Scheda del progetto

  • Anno di attivazione: 1995
  • Conduzione a cura di: CRAIAT
  • In collaborazione con: Coop Toscana-Lazio

CfGC

Le nuove tecnologie per ridefinire la governance di un'impresa cooperativa.

Un impegno comune

Già dagli anni Novanta il gruppo di ricerca coordinato da Luca Toschi era attivo nell’area di intervento relativa a governance e partecipazione, studiando e sperimentando innovative forme di ridefinizione della governance aziendale. Quel gruppo di lavoro fu un precursore nella ricerca e nella sperimentazione delle tecnologie della comunicazione e delle loro ricadute politiche e sociali, e trovò nel movimento cooperativo un interlocutore prezioso.

Nasce il Laboratorio

Nel 1995, in collaborazione con Coop Toscana-Lazio (oggi Unicoop Tirreno), fu attivato il Laboratorio di Comunicazione Multimediale (LCM) e venne pubblicato, con le Edizioni Cultura della Pace, il cd-rom Un’idea giovane di cinquant’anni (si celebrava allora il cinquantenario della cooperativa). Un paio di anni dopo, nel 1997, si organizzò a Roma un convegno dal titolo Sulla lavagna si accende il computer, al quale parteciparono tra gli altri Tullio De Mauro, Alessandro Laterza e Roberto Maragliano.

Una nuova idea di sito web

Oltre alle pubblicazioni editoriali e all’organizzazione di importanti convegni, uno dei risultati più interessanti di quella collaborazione fu l’idea, sviluppata a seguito di un intenso percorso di ascolto nelle sezioni soci del territorio, di sviluppare un sito web della cooperativa in cui ciascun socio avesse uno spazio personale in cui esporre le proprie opinioni, condividere informazioni e dare vita a conversazioni con gli altri soci e con i dirigenti della cooperativa. In altre parole, si trattava di un social network ante litteram, finalizzato ad offrire ai soci innovativi spazi e metodi di partecipazione attiva alla governance della cooperativa.

Prodotti e risultati

Tra i prodotti che sono stati realizzati nell’ambito del progetto:

Un'idea vecchia di cinquant'anni: il CD realizzato all'interno del progetto con Coop Toscana-Lazio


Il cd-rom realizzato per i cinquant'anni della cooperativa è stato uno dei prodotti del Laboratorio di Comunicazione Multimediale. L'ipertesto è pensato come una narrazione audiovisiva in cui l'utente diventa fattivamente autore, intervenendo sulla sequenza di fruizione dei contenuti, avendo la possibilità di costruire la propria esperienza e di approfondire o tralasciare alcune sezioni. Con il prodotto multimediale si intendeva dare rilevanza alla storia e ai valori della cooperativa, ripercorrendo gli snodi nevralgici che hanno consentito ad una comunità di pochi produttori di diventare una delle realtà più importanti della grande distribuzione organizzata italiana.

La cover di un'idea vecchia di cinquant'anni: il CD realizzato per Coop Toscana-Lazio

Laboratorio di comunicazione multimediale
La cover del CD realizzato per Coop Toscana-Lazio

Immagine del progetto sull'agricoltura di precisione

Studio sull'impatto sociale dell'Agricoltura di precisione

Area di intervento: Governance e partecipazione

Scheda del progetto

  • Anno di attivazione: 2017
  • Conduzione a cura di: CfGC
  • In collaborazione con: Coldiretti

CfGC

Ricreare un terreno comune tra imprese, corpi intermedi e mondo della ricerca.

Un’indagine sull’impatto sociale dell’Agricoltura di precisione sulle PMI agricole

L’indagine nasce nell’ambito della collaborazione del CfGC alla Proposta di Gruppo Operativo TINIA: Agricoltura di precisione per le PMI cerealicole

All’interno di questo contesto il CfCG ha attivato un progetto di ricerca che mirava a indagare la percezione, misurare il grado di consapevolezza e valutare l’atteggiamento dei cerealicoltori toscani nei confronti delle forme di innovazione tecnologica proposte dall’Agricoltura di precisione.

Percorsi di partecipazione per creare una comunità di stakeholder

Il questa occasione il CfGC ha attivato un processo di partecipazione degli imprenditori agricoli, siano essi direttamente o indirettamente coinvolti nel partenariato del progetto, per conoscere la loro propensione ad accettare l’innovazione proposta dal Gruppo Operativo e per ascoltarne i bisogni e le esigenze.

La creazione di una vera e propria community di portatori d’interesse aveva dunque l’obiettivo di individuare una via italiana all’Agricoltura di precisione, in modo da rispondere alle specifiche esigenze del territorio.

Ricreare un terreno comune fra imprese e corpi intermedi

Il ruolo del CfGC è stato anche quello di avvicinare i corpi intermedi alle imprese associate in modo da avviare una comunicazione partecipativa capace di far dialogare le problematiche delle imprese con le innovative soluzioni tecnologiche, unendo, così, bisogni e risorse.