Al CfGC siamo convinti che l’obiettivo di chi svolge ricerca pubblica sia quello di aumentare la consapevolezza di cittadini e organizzazioni rispetto ai processi d’automazione, precondizione ad un agire libero, critico, innovativo.
Anche attraverso l’Osservatorio, il CfGC persegue questo obiettivo.

Automatismi quotidiani

Perché studiare gli automatismi

La vita contemporanea è basata su una quantità inimmaginabile di automatismi. Nessuna delle nostre attività quotidiane – movimentare il nostro conto corrente, prendere il treno e l’aereo, farsi delle analisi mediche… – sarebbe possibile così come la conosciamo senza ricorrere ai sistemi automatizzati.

Tutti questi automatismi, che possono essere digitali, ma anche sociali o intrapsichici, hanno un fondamentale punto in comune: condizionano il nostro modo di comportarci e di relazionarci con il mondo, con gli altri e con noi stessi. E i sistemi d’automazione digitali, che hanno un ruolo sempre più onnipresente nelle nostre società e nelle singole organizzazioni, lo fanno in modo sempre più intenso e mirato. Alcune volte ne siamo consapevoli, altre, è il caso più eclatante, purtroppo, non ce ne accorgiamo.

…i sistemi d’automazione giocano un ruolo sempre più intenso e mirato

Per questo motivo, contemporaneamente alla sua nascita, nel gennaio del 2017, il Center for Generative Communication ha attivato l’Osservatorio il cui obiettivo è quello di applicare alle imprese e alle organizzazioni con cui il CfGC collabora i risultati delle più avanzate ricerche e indagini a livello nazionale e internazionale e al tempo stesso arricchire la base di conoscenza e far avanzare la ricerca grazie alle evidenze empiriche ricavate dai progetti.

Questo perché siamo convinti che non sia possibile, in tutti i campi e soprattutto parlando di nuove tecnologie, pensare ad una conoscenza isolata dalla sua applicazione, ad un sapere privo di saper fare, ad una scientia che non si confronti incessantemente con l’usus.

L’azione delle nuove tecnologie

Le nuove tecnologie e i processi d’automazione – non necessariamente legati al digitale – hanno la capacità di modificare sempre più efficacemente la struttura della realtà e conseguentemente il nostro modo di relazionarci con essa. Gli impatti sono già oggi evidenti, e saranno sempre più dirompenti nel prossimo futuro.

Chi progetta le nuove tecnologie? Chi ha la responsabilità di governare i sistemi e processi d’automazione (tecnologica, sociale, economica) che si strutturano all’interno di una comunità, di un’organizzazione, di una società? Le risposte a queste domande – soprattutto per quanto riguarda il ruolo dei cittadini, degli utenti, dei dipendenti – definiscono il tipo di comunità, di impresa e di società che stiamo costruendo.

La tecnologia, infatti, da sempre trasforma la vita dell’uomo, ma le nuove tecnologie del digitale, se rispondono ad istanze riferite ad un modello di comunicazione gerarchico, trasmissivo ed emulativo, finiranno per rafforzare quello stesso modello, a discapito della libertà e della creatività degli individui e delle organizzazioni.

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L’approccio del CfGC al Knowledge analytics: il cuore dell’Osservatorio

Il Knowledge analytics: un'osservazione consapevole, responsabile e sistemica

Il knowledge analytics che dà vita all’Osservatorio rappresenta un arricchimento dei “data analytics” già in essere in molte organizzazioni. È una logica di analisi che va ad incidere sull’uso che si fa dei sistemi d’automazione in differenti realtà fortemente contestualizzato e orientato a valorizzare la strategia di sviluppo perseguita. A differenza dei modelli di data analytics contemporanei, che vedono nella grande quantità di dati ricavati, spesso inconsapevolmente, dai dispositivi di migliaia/milioni/miliardi di utenti (big data) la materia prima da raffinare mediante algoritmi ermeneutici e da rivendere sul mercato, il knowledge analytics ha come obiettivo ambizioso quello di emancipare un tipo di osservazione che sia consapevole, responsabile e sistemica del soggetto analizzato:
  • Consapevole del fatto che osservare è già influenzare la realtà osservata;
  • Responsabile perché comporta la trasformazione della realtà in oggetto;
  • Sistemica perché l’analisi effettuata su un elemento della realtà osservata trasforma sempre l’intero sistema.
Grazie al Knowledge analytics, il CfGC ripensa le fondamentali relazioni fra conoscenza e fare, analisi e progetto, ricerca e sviluppo, quantità e qualità, rendendo disponibili risorse altrimenti non attivabili, nemmeno immaginabili.

Il Sistema di Documentazione Generativa

Niente è politico e strategico quanto la memorizzazione dei dati: determinare cosa sia rilevante salvare rispetto a cosa sia da obliare. Chi stabilisce le sceneggiature della memorizzazione dei dati ha di fatto il potere di riscrivere il passato e di progettare il futuro definendo categorie mentali comuni. L’Osservatorio, per le sue ricerche e consulenze, si avvale di un Sistema di Documentazione Generativa appositamente progettato per raccogliere e strutturare le conoscenze emerse dall’attività Knowledge analytics. La forza del Sistema di Documentazione del CfGC sta nello sviluppo di relazioni tra ambiti del sapere solo apparentemente distanti; o considerati e voluti tali dagli anacronistici sistemi di segmentazione del sapere che ancora prevalgono in ambito accademico e professionale. Documentare significa creare le condizioni per favorire delle risposte esaustive a precise domande; risposte che una volta ottenute sono destinate inevitabilmente a generare altre domande.

Bisogno, contesto, dati, conoscenza

Le grammatiche economiche e culturali alla base dei data analytics attuali, unitamente alla logica in due tempi con la quale è concepita la memorizzazione dei dati separata dal loro utilizzo, è il portato di una concezione della persona come soggetto passivo da monitorare al fine di tagliare la propria offerta in modo sempre più preciso. L’immensa disponibilità di dati resa possibile oggi dalle nuove tecnologie è senz’altro preziosa, a patto che la domanda per la quale i dati vengono selezionati e strutturati sia posta all’inizio del processo di analisi e sia soprattutto condivisa con tutti gli stakeholder, utenti finali compresi. Solo in questo modo si valorizza il ruolo della persona, vera e propria intelligenza attiva sul territorio, capace di produrre informazioni critiche sui bisogni della comunità di riferimento. Il Knowledge analytics, a differenza del data analytics, prevede dunque un’osservazione che sia partecipante nel vero senso della parola, maieutica: un mettersi a disposizione di enti e comunità al fine di farne emergere il potenziale, documentando contemporaneamente il processo di emersione di problematiche e bisogni.

L'analisi per le organizzazioni

L’Osservatorio del CfGC permette di analizzare e progettare i nodi relativi all’utilizzo e all’impatto delle nuove tecnologie e dei processi d’automazione secondo una prospettiva innovativa. Attraverso lo studio e l’osservazione, il CfGC applica la ricerca all’interno dei propri progetti, con l’obiettivo di aumentare la consapevolezza sull’uso che viene fatto delle nuove tecnologie nelle organizzazioni con cui collabora per attivare, se necessario, processi di riprogettazione coerenti con la mission e la vision di quella stessa organizzazione. Secondo la metodologia generativa, infatti, analisi, progettazione e sviluppo sono momenti compresenti, seppur con pesi che cambiano a seconda delle diverse fasi di progetto (compresenza a variabilità di peso). In questo senso parliamo di Knowledge analytics al servizio delle organizzazioni con cui collaboriamo. Il knowledge analytics dell'Osservatorio, infatti, non ha come obiettivo la definizione di modelli universali di descrizione della realtà e di utilizzo delle nuove tecnologie. Al contrario, il Center studia, sperimenta e implementa efficaci soluzioni di trasferimento tecnologico per le organizzazioni che intendano avvalersi della collaborazione dell’Università di Firenze. Questo presuppone un’attitudine alla transdisciplinarietà che è propria del CfGC e una strutturata rete di relazioni e di condivisione della conoscenza i cui nodi sono interni ed esterni all’Università.