Il presente progetto di ricerca nasce, quindi, dalla volontà di dare risposta a un evidente e documentato bisogno di innovation development di ambito europeo che, secondo il paradigma della comunicazione generativa, non può che svilupparsi nell’ambito di strategie di comunicazione basate su processi di community building, quindi di coinvolgimento e di engagement di portatori d’interesse in tutte le fasi della progettazione.


Lo scenario di riferimento

All’inizio del nuovo millennio, l’Unione Europea si è trovata dinanzi alla necessità di far fronte alle diverse sfide poste dalla globalizzazione. A tal proposito la conferenza di Lisbona del 2000, fra le altre cose, ha fissato per l’Europa l’ambizioso obiettivo di diventare “l’economia basata sulla conoscenza più competitiva e dinamica del mondo, in grado di realizzare una crescita economica sostenibile con nuovi e migliori posti di lavoro e una maggiore coesione sociale“, attraverso:

  1. la realizzazione di uno Spazio europeo della ricerca;
  2. la diffusione e la valorizzazione dei risultati delle attività in materia di ricerca (si veda a tal proposito la volontà del Settimo Programma Quadro di condividere e divulgare obbligatoriamente tali dati ai diversi portatori d’interesse per supportare le politiche europee e le decisioni nei diversi settori);
  3. l’attivazione di percorsi di formazione dei giovani ricercatori a livello universitario e postuniversitario per i ricercatori europei;
  4. l’incentivazione della mobilità dei ricercatori nella Comunità europea;
  5. la creazione di reti di laboratori pubblici e privati per realizzare hub tematici di ricerca;
  6. la definizione e promozione della Strategia Europa 2020, del Settimo Programma Quadro e la conseguente nascita dei Partenariati europei per l’innovazione (PEI), un vasto network a livello europeo creato per supportare le attività di comunicazione, il partenariato e la disseminazione di conoscenza nei progetti e programmi presenti e futuri.

Le domande di ricerca

Dati gli elementi di conoscenza appena delineati, la presente attività di ricerca mira principalmente a trovare una risposta alla domanda seguente.

Quale modello e quale strategia di comunicazione professa e mette in pratica l’Unione europea nel momento in cui è chiamata a promuovere e incentivare processi d’innovazione e di trasferimento tecnologico?

L’attenzione del Center for Generative Communication si concentra, in special modo, sull’individuazione di quelle caratteristiche tipiche del modello generativo che potrebbero inaugurare e incentivare un processo innovativo che ascolti e tenga realmente conto dei bisogni, delle esigenze e delle aspettative dei diversi stakeholder di volta in volta coinvolti e della società civile stessa.

Nel dettaglio, la ricerca si articola intorno ad una serie di sottodomande maggiormente specifiche che sono presentate e approfondite di seguito.


Domanda di ricerca 1

Il modello di comunicazione e di disseminazione della ricerca e dell’innovazione dell’Unione Europea prevede, dinamiche che tengano realmente conto delle esigenze dei diversi stakeholder a cui si rivolge?

Analizzando da vicino i 7 Programmi di Ricerca Quadro che caratterizzano tutte le attività che hanno a che fare con l’innovazione e il trasferimento tecnologico dell’Unione Europea, emerge a chiare lettere la necessità di definire e, successivamente rafforzare, una politica di ricerca e di sviluppo che riesca a far fronte ai problemi sociali individuati sul territorio europeo, attraverso la cooperazione tra imprese, istituzioni e mondo della ricerca.

La criticità maggiore però si evidenzia soprattutto, e molto esemplificativa è l’attenzione posta su questo elemento dalla Europe 2020 Strategy e da Horizon 2020, nel momento in cui non vengono presentate e definite strategie e strumenti per coinvolgere e far partecipare i diversi stakeholder (associazioni, istituzioni, PMI, società civile) al processo che porta all’individuazione delle reali problematiche e dei bisogni del tessuto culturale, sociale, e imprenditoriale.

Traspare, dunque, un modello di comunicazione prettamente top-down in cui gli stakeholder sono visti solo come utenti e fruitori finali di servizi e prodotti che non sempre traggono origine e cercano di rispondere alle loro reali esigenze.

Domanda di ricerca 2

Che ruolo hanno gli stakeholder nei programmi di ricerca, sviluppo e trasferimento tecnologico promossi dall’Unione Europea?

Uno dei principali obiettivi dell’Unione europea è quello di incoraggiare la partecipazione delle Piccole e Medie Imprese nei programmi comunitari. L’elemento di criticità però emerge nel momento in cui vengono definite le modalità di partecipazione delle stesse PMI. Queste, infatti, vengono considerate solo come ambiti di produzione in cui applicare e sperimentare innovazioni tecnologiche sviluppate altrove; non si fa nessun reale riferimento alla possibilità di coinvolgerle come partner effettivi nell’individuazione e definizione di quelle innovazioni che sentono come necessarie per rispondere alle esigenze che caratterizzano il loro operato sul breve e medio-lungo periodo.

Domanda di ricerca 3

Quali sono gli strumenti che l’Unione Europea adotta per formare i ricercatori alla valorizzazione dei risultati della ricerca?

All’interno dei diversi Programmi Quadro, l’Unione Europea pone l’accento sulla necessità di diffondere e valorizzare i risultati delle attività in materia di ricerca. I ricercatori della “comunità scientifica europea”, devono quindi necessariamente prevedere e provvedere (obbligatoriamente dal Settimo Programma Quadro) anche alle attività di comunicazione e disseminazione dei risultati.

La criticità principale non è legata tanto ai tools necessari per condurre tali azioni, quanto all’idea stessa di comunicazione professata dall’Unione europea. Questa, infatti, non viene vista come uno strumento di progettazione stessa dell’intervento per individuare i bisogni, costruire intorno a questi un gruppo di ricerca e condividere i risultati raggiunti con tutti i cittadini europei. La comunicazione, al contrario, viene relegata solo ad una serie di canali e mezzi da padroneggiare per rendere pubblici dei dati, così da giustificare il finanziamento della ricerca con fondi pubblici (quindi per valutare l’impatto a livello europeo delle ricerche svolte attraverso i soldi dei contribuenti).

Domanda di ricerca 4

Quale modello di comunicazione promuove l’Europa per uno sviluppo tecnologico che valorizzi le caratteristiche specifiche e l’identità di un territorio?

L’innovazione tecnologica in ambito agricolo da parte dell’Unione europea è portata avanti dal partenariato PEI-AGRI che invita al dialogo i differenti soggetti coinvolti nel processo di innovazione. Quest’ultima deve essere condivisa da università e centri di ricerca, agricoltori e associazioni di categoria in modo da sviluppare un modello che risponda ai bisogni degli imprenditori: il multi-actors approach. Il ruolo dell’Innovation broker è quello di favorire il dialogo tra stakeholder differenti, ma molto spesso il modello comunicativo non riesce a trasformare quelle che sono le esigenze del territorio in una vera e propria innovazione di sistema. Si assiste, quindi, a esempi virtuosi, da una parte, e speranze disattese dall’altra. Quale comunicazione favorisce lo sviluppo di una innovazione in questo settore capace di mettere valorizzare le conoscenze emergenti dalla ricerca scientifica e da quella umanistica? Come valorizzare le conoscenze che emergono dalla cultura locale di un territorio specifico? E soprattutto, come costruire una comunità che metta assieme i differenti livelli di conoscenza che emergono dalla ricerca (sia essa tecnico-scientifica, umanistica o locale/popolare)?

Compito della comunicazione è quello di favorire il dialogo tra chi progetta e chi utilizza le tecnologie in modo da progettare automatismi e macchine che valorizzano la dimensione specifica di un territorio.

Ambiti di sperimentazione”

Per quanto riguarda la Sperimentazione del paradigma generativo della comunicazione nel contesto del trasferimento tecnologico di ambito agricolo, i principali ambiti di sperimentazione sono i seguenti:

Gruppi Operativi

GO Ollimpolli – Proposta di misura 16.1 del PRS 2014-2020 ammessa a finanziamento e approvato per la misura 16.2.. Focus del GO: impollinazione dell’olivo.

GO Tinia – Proposta di misura 16.1 del PRS 2014-2020 ammessa a finanziamento. Focus del GO: adozione dell’Agricoltura di Precisione in ambito cerealicolo.

GO Card – Proposta di misura 16.1 del PRS 2014-2020 ammessa a finanziamento e approvato per la misura 16.2. Focus del GO: implementazione della cultura del cardo in terreni marginali

GO Ioconciv – Proposta di misura 16.1 del PRS 2014-2020 ammessa a finanziamento. Focus del GO: contrasto delle infestanti nel vigneto con metodi naturali.

Go Autofitoviv – Proposta approvata di misura 16.2 del PRS 2014-2020.Focus del GO: autocontrollo fitosanitario.


Per quanto riguarda la Sperimentazione del paradigma generativo nel contesto della progettazione europea, i principali ambiti di sperimentazione sono i seguenti:

Olivi-cultura

Progetto H2020, bando collaborative approaches to cultural heritage for social cohesion. Focus del progetto: come la cultura dell’olivo, considerata come patrimonio culturale mediterraneo, può funzionare come strumento di aggregazione e community building

AVAILABLE e MEDLEY

Progetti proposti per il bando PRIMA4MED. Focus del progetto: migliorare le conoscenze scientifiche sui sistemi di allevamento e sviluppare sistemi agricoli in grado di generare reddito.

Progetto AGRAIM

Progetto proposto per il bando AMIF. Focus del progetto: realizzazione di una campagna di comunicazione per il contrasto all’emigrazione dai paesi del Nord-Africa attraverso il community building orientato alla condivisione di modelli e tecniche site-specific per l’agricoltura.

Gli output di ricerca

l principale output della ricerca è un volume dal titolo (provvisorio): Generative Communication for Innovation Development. Towards a new communication paradigm for an EU research driven innovation.

La ricerca, inoltre, sarà trattata e approfondita all’interno di 3 lavori di Dottorato:

  1. Matteo Coppi, Quale ruolo per la comunicazione generativa nella relazione tra sviluppo tecnologico e sviluppo rurale
  2. Viola Davini, Terza missione, sostenibilità, agricoltura. Generative communication design per una nuova idea di marketing territoriale tra Università e imprese
  3. Ilaria Marchionne, Il paradigma generativo della comunicazione per ridefinire la centralità delle Piccole e Media Imprese all’interno dei processi produttivi e comunicativi