“Musica in forma” è un’opera adattiva che integra arte, scienza e musica.
Allestita all’interno del Museo dell’Ara Pacis, la mostra è in realtà un’installazione sonora che, per produrre musica appunto, ha bisogno della partecipazione attiva del pubblico.
“Musica in forma” è, infatti, in grado di elaborare i suoni emessi in base al contesto che la circonda e di in terpretare la presenza e gli spostamenti del pubblico, le variazioni di luce e le azioni tattili effettuate su di essa.
Parlando di superfici interattive vi presento il Kaossilator, acquistato in questi giorni a scopi ludico musicali. Fa parte della famiglia dei touch pad musicali, nati con le batterie elettroniche negli anni 80′ e sviluppatisi negli anni successivi anche nella direzione della modulazione fisica dei suoni.
In questo senso il kaossilator è emblematico.
È un “Dynamic phrase synthesizer”, in parole povere un sintetizzatore (che non prevede generazione di suono ma utilizza suoni già esistenti al suo interno) che permette di salvare frasi dinamiche (ogni volta differenti), cioè tracce musicali composte dalla sovrapposizione dei suoni interni emessi e modulati attraverso, appunto, il touch pad.
Suddetto pad viene quindi usato sia per inviare segnale di play al suono scelto per l’occasione, sia per modulare quest’ultimo secondo 2 vettori (ascissa/ordinata).
Un vettore viene utilizzato per la frequenza (cambiare nota al suono, con la possibilità i decidere gli intervalli fra le note cambiando la scala) l’altro viene utilizzato per l’ampiezza dell’onda sonora (intensità del suono).
Per farvi un’idea guardate questo video.