L’antropomorfismo (ridotto alla sua componente di base, ovvero la distinzione tra testa e corpo) non è una caratteristica accidentale di un qualche tipo di organizzazione o di alcuni oggetti, ma è il principio primo dal quale si stabiliscono gerarchie nel vivente e nel non-vivente.
Introduzione

Cosa intendiamo quando parliamo di “antropomorfico”?

L’antropomorfismo può essere ricondotto alla semplice distinzione tra testa e corpo, in cui vengono distinti ruoli e stabilite gerarchie.

Esiste un dualismo che caratterizza una macro-visione umana riguardante l’organizzazione del vivente e del non-vivente. Questo è strettamente correlato alla concezione mai superata del corpo umano diviso in parte pensante e parte agente (la divisione tra hardware e software, tra AI e robot, tra cloud e device, ad esempio, ne sono testimonianza).

La ricerca del Centro

L’uomo, la macchina, la società: breve storia del modello “testa-corpo”

La divisione testa-corpo come costante antropologica ancestrale

I reperti confermano l’esistenza della divisione testa-corpo già nel paleolitico, prima che l’uomo fosse “sapiens sapiens”. Questa distinzione nelle prime civiltà ha dato forma ad un tipo di organizzazione sociale e ad un tipo di sviluppo tecnologico e di concezione della macchina.

Read more >>

Il modello meccanicistico come modello organicistico dalla testa occultata

Con l’avvento della rivoluzione scientifica e soprattutto della guerra civile inglese si afferma una nuova concezione dell’uomo e della società, entrambi orientati sul modello della macchina. L’ipotesi di base di questo periodo è che si possa organizzare e far funzionare la società come un meccanismo perfetto, e con essa l’uomo.

Read more >>

Computer e robot: la conservazione della distinzione “testa-corpo” nel dopoguerra

Una problematica che riemerge più forte di prima con lo sviluppo delle tecnologie computerizzate, nuovo strumento di potere a partire dalla seconda metà del Novecento. Anche qui l’idea di un dualismo perfetto tra testa e corpo, nel computer come nel robot, è tutt’altro che superata ed è alla base della pseudo-neutralità delle tecnologie.

Read more >>

La comunicazione è negli organismi

Comprendere come la comunicazione sia negli organismi prima ancora che degli organismi è la base per ripensare sia la società che le tecnologie. Di fatto la biologia e le neuroscienze stanno progressivamente sconfessando il dualismo testa e corpo, facendo emergere le forti relazioni interne ed esterne all’organismo.

Read more >>



Un paradigma comunicativo per andare oltre il dualismo testa-corpo

È necessario dunque introdurre un nuovo paradigma che si opponga al conservatorismo del modello dualistico, politicamente ancora in piedi ma del tutto sconfessato scientificamente. Il paradigma generativo porta ad un ripensamento della società e della tecnologia, come del resto dell’uomo, che è trasversale alle diverse concezioni: costituisce cioè una nuova cultura di base in grado di informare ogni disciplina.
Serve introdurre un terzo elemento nella modellizzazione, ovvero la relazione, che consente di recuperare una prospettiva temporale evidentemente nemica del conservatorismo, per cui ogni sistema inserito all’interno di un processo ha origine e fine, generando o meno altri sistemi da sé. La conclusione è l’approfondimento di un concetto già presente in Comunicazione generativa ma non del tutto definito e sviluppato: la comunicazione generativa tra soggetto e oggetto (Toschi 2011, pp. 285-6).

Read more

La ricerca al Centro dell’Osservatorio

A forma d’uomo: dalla preistoria al robot domestico

I, robot è tratto da un romanzo di Asimov che reintepreta il tema della rivolta dei robot

La progettazione dei robot segue e prosegue pedissequamente una grammatica sociale che affonda le proprie radici nella storia: la proiezione della divisione testa-corpo sul reale così da renderlo leggibile.

Read more

Intervista ad Asada

Come cambierà la società quando i robot affiancheranno quotidianamente i loro “proprietari” umani? Che ne sarà di dimensioni come l’intelligenza o la creatività, da sempre appannaggio esclusivo dell’uomo?

Read more