Il knowledge analytics che dà vita all’Osservatorio rappresenta un arricchimento dei “data analytics” già in essere in molte organizzazioni. È una logica di analisi che va ad incidere sull’uso che si fa dei sistemi d’automazione in differenti realtà fortemente contestualizzato e orientato a valorizzare la strategia di sviluppo perseguita.

L’Osservatorio sull’azione sociale dei sistemi e dei processi d’automazione

La logica del Knowledge analytics si esprime attraverso l’Osservatorio del CfGC il cui obiettivo è quello di monitorare le grammatiche economiche, sociali, culturali, politiche che stanno dietro i sistemi e processi d’automazione e, quindi, la natura dei dati che ne ispirano le azioni.
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Il Knowledge analytics: un’osservazione consapevole, responsabile e sistemica

Il knowledge analytics che dà vita all’Osservatorio rappresenta un arricchimento dei “data analytics” già in essere in molte organizzazioni. È una logica di analisi che va ad incidere sull’uso che si fa dei sistemi d’automazione in differenti realtà fortemente contestualizzato e orientato a valorizzare la strategia di sviluppo perseguita.
A differenza dei modelli di data analytics contemporanei, che vedono nella grande quantità di dati ricavati, spesso inconsapevolmente, dai dispositivi di migliaia/milioni/miliardi di utenti (big data) la materia prima da raffinare mediante algoritmi ermeneutici e da rivendere sul mercato, il knowledge analytics ha come obiettivo ambizioso quello di emancipare un tipo di osservazione che sia consapevole, responsabile e sistemica del soggetto analizzato:

  • Consapevole del fatto che osservare è già influenzare la realtà osservata;
  • Responsabile perché comporta la trasformazione della realtà in oggetto;
  • Sistemica perché l’analisi effettuata su un elemento della realtà osservata trasforma sempre l’intero sistema.

Grazie al Knowledge analytics, il CfGC ripensa le fondamentali relazioni fra conoscenza e fare, analisi e progetto, ricerca e sviluppo, quantità e qualità, rendendo disponibili risorse altrimenti non attivabili, nemmeno immaginabili.


L’azione delle nuove tecnologie

Le nuove tecnologie e i processi d’automazione – non necessariamente legati al digitale – hanno la capacità di modificare sempre più efficacemente la struttura della realtà e conseguentemente il nostro modo di relazionarci con essa. Gli impatti sono già oggi evidenti, e saranno sempre più dirompenti nel prossimo futuro.

Chi progetta le nuove tecnologie? Chi ha la responsabilità di governare i sistemi e processi d’automazione (tecnologica, sociale, economica) che si strutturano all’interno di una comunità, di un’organizzazione, di una società? Le risposte a queste domande – soprattutto per quanto riguarda il ruolo dei cittadini, degli utenti, dei dipendenti – definiscono il tipo di comunità, di impresa e di società che stiamo costruendo.

La tecnologia, infatti, da sempre trasforma la vita dell’uomo, ma le nuove tecnologie del digitale, se rispondono ad istanze riferite ad un modello di comunicazione gerarchico, trasmissivo ed emulativo, finiranno per rafforzare quello stesso modello, a discapito della libertà e della creatività degli individui e delle organizzazioni.