Il Communication Strategies Lab si occupa, da ormai molti anni, di progetti di ricerca che intervengono nel settore dell’agricoltura. Se la comunicazione generativa lavora per mettere a sistema conoscenze e competenze diverse per creare soluzioni sempre innovative in risposta ai bisogni della società, il settore agricolo è un terreno ideale per mettere alla prova la metodologia. Nell’agricoltura, infatti, confluiscono interessi e bisogni diversi che vanno da quelli economici a quelli culturali, e interessa aspetti estremamente complessi quali, ad esempio, la salute degli individui e la tutela dell’ambiente.

Nelle ricerche in corso, dal progetto con Regione Toscana per la comunicazione del Programma di Sviluppo Rurale (PSR) 2014-2020, al progetto con l’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS), dalla collaborazione con l’Accademia dei Georgofili fino alla riprogettazione della comunicazione dell’Istituto per la Certificazione Etica ed Ambientale (ICEA), il CSL sta focalizzando l’attenzione su alcuni temi specifici.

Tra questi emerge con forza l’attenzione al biologico e ai processi produttivi rispettosi dell’uomo e dell’ambiente, la relazione tra agricoltura e sostenibilità declinata nelle sue principali accezioni (ambientale, sociale ed economica), ed il ruolo che una ‘buona comunicazione’ può avere nel trasferimento tecnologico tra il mondo della ricerca ed il mondo rurale.

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Il CSL in Puglia: si allarga il raggio della ricerca

Il laboratorio, parallelamente allo studio teorico, si muove alla ricerca di dati empirici per pianificare azioni di intervento in cui la ricerca realmente risponda ai bisogni e alle necessità del tessuto socio-economico del territorio. Nel settore del biologico, questo ha significato entrare in contatto con le aziende, conoscere da vicino gli imprenditori e le loro realtà produttive.

Il laboratorio si interroga sul ruolo che può svolgere l’università nel supportare le imprese e cerca di capire, là dove la relazione tra la dimensione scientifica e quella imprenditoriale è attiva e proficua, come sia possibile costruire un modello di scambio in cui il trasferimento tecnologico università-impresa, la cosiddetta ‘terza missione’ dell’Università, funzioni e riporti la ricerca alla sua dimensione più empirica. In questo contesto, si inserisce la missione di Luca Toschi in Puglia: in questi giorni il direttore del CSL sta incontrando gli imprenditori di quelle aziende biologiche del Salento che eccellono in termini di innovazione tecnologica e che hanno avviato proficue relazioni con i centri di ricerca del territorio.

Azienda Agricola San Demetrio - particolare #1

L’opificio erboristico Sandemetrio è una delle aziende agricole biologiche attive nel cuore del Salento che verranno visitate da Luca Toschi

Il passo successivo sarà quello di analizzare i dati raccolti durante le visite alle aziende, per cercare di capire quali sono i bisogni percepiti dagli imprenditori in termini di innovazione e di ricerca applicata. I dati sulla situazione pugliese saranno successivamente comparati con quelli relativi alla aziende in Toscana, raccolti dal CSL attraverso i progetti sui giovani imprenditori toscani e sul comparto del vivaismo pistoiese.

 

Biologico e sostenibilità: un binomio da indagare

I metodi di produzione biologica promuovono la sostenibilità in quanto incentivano un approccio – sia da parte di chi coltiva la terra che di chi ne consuma i frutti – che pone molta attenzione alla scelta di prodotti stagionali, sani e sicuri perché legati al territorio e coltivati limitando l’uso di sostanze pericolose per la salute e per il suolo.
Affrontare il tema della sostenibilità in relazione all’agricoltura biologica si presta anche ad esplorare in maniera esaustiva le tre condizioni di sostenibilità ambientale, economica e sociale che, secondo l’evoluzione del concetto stesso di sostenibilità, partecipano alla definizione di benessere e progresso per la società.
L’agricoltura biologica è un’attività che assume caratteristiche di sistema: coltivare in maniera naturale significa produrre alimenti sani e legati al territorio,  mantenere la terra fertile e – riducendo l’emissione di inquinanti – salubre, prevenire l’abbandono ed il dissesto idrogeologico, ri-attivare il tessuto sociale attraverso il lavoro, garantire la bellezza delle nostre campagne, dei nostri paesaggi e più in generale del nostro territorio,  promuovere un turismo più consapevole e sostenibile, risparmiare energia.
L’agricoltura in generale, e nello specifico quella biologica, è un organismo complesso che necessita di supporto, di azioni mirate, di valorizzazione e di strategie accurate di relazione, per non parlare del dialogo con il mondo della ricerca, fondamentale requisito per avviare processi di innovazione (di processo, di prodotto o tecnologica fa poca differenza) in cui la comunicazione si pone come strumento di relazione per rafforzare il trasferimento tecnologico.

L’agricoltura e le politiche di sviluppo rurale si rivelano il terreno d’elezione per mettere alla prova l’efficacia della metodologia generativa, su cui deve basarsi ogni comunicazione che intenda essere autenticamente sostenibile.

Verso l’idea di comunicazione sostenibile

Con la pubblicazione di prossima uscita curata da Luca Toschi, dal titolo “La comunicazione sostenibile per lo sviluppo rurale. Socialità, innovazione, paesaggio”, la comunicazione generativa viene applicata e studiata in relazione alla sua sostenibilità.

La comunicazione sostenibile per lo sviluppo rurale. Socialità, Innovazione e paesaggio.

La comunicazione sostenibile per lo sviluppo rurale. Socialità, Innovazione e paesaggio.

La comunicazione dà il meglio di sé quando è parte attiva fin dalla fase progettuale nella realizzazione di prodotti, beni o servizi che siano. Quando riesce, cioè, a riqualificare/rilanciare la partecipazione dei già riconosciuti portatori d’interesse e a individuarne di nuovi. Una comunicazione, quindi, che cambia, trasformandosi da comunicazione di prodotto a comunità in cui chi produce e si avvale di quanto prodotto riesce a trovare ragioni di cooperazione nuove.

Lo sviluppo dei territori rurali è un settore strategico non solo per lo sviluppo del nostro paese, ma anche per il ruolo che assume a livello europeo e mondiale, vista la centralità della produzione agroalimentare, l’importanza dei settori ad essa connessi e le dinamiche economiche, scientifiche, sociali e ambientali che riesce ad avviare. Scienza, Politica, Impresa e Società trovano nei grandi temi legati all’alimentazione e alla nutrizione un ambiente di progettazione che proietta le previsioni e le scelte nei prossimi decenni.

Qui la comunicazione può avere un ruolo fondamentale, sia a livello di costruzione di un immaginario collettivo di qualità – vedi mercato e non solo sia di modalità organizzative a sostegno delle attività produttive e d’uso dei prodotti stessi.
Come si fa, dunque, a trasformare la comunicazione da problema a risorsa?

È questa la lezione di fondo su cui da anni si interroga la comunicazione generativa: un paradigma comunicativo radicalmente differente che in questo libro viene indagato, analizzato e sviluppato dagli autori per spiegarne le implicazioni teoriche e le applicazioni pratiche.