Il Communication Strategies Lab organizza a Firenze il 13, 14 e 15 aprile 2016 un ciclo di studio sulle Digital Humanities con il fine di avviare, da un lato, un’analisi e un confronto critico su quest’area di ricerca molto complessa che vive ancora oggi una relazione molto confusa – e per questo conflittuale ma non generativa di soluzioni innovative ed efficaci – tra progettualità, autorialità e sviluppo tecnologico e, dall’altro, di creare un gruppo di ricerca internazionale che ponga la propria attenzione sullo sviluppo di un nuovo e differente modo di intendere la lettura e la scrittura digitale dove a prevalere sia più l’approccio e l’impostazione umanistica che quella informatico/scientifica.

Questa sarà la prima occasione, infatti, in cui si riunirà fisicamente a Firenze un gruppo di lavoro composto da professori, ricercatori ed esperti del settore italiani e spagnoli i quali, all’interno di incontri strutturati, andranno a presentare i loro progetti di ricerca e i loro studi inerenti la lettura e la scrittura digitale.

Il fine principale del ciclo di studi è quello di avviare un confronto sulla metodologia di lavoro adoperata dai diversi studiosi, per trovare spunti di approfondimento e nuove risorse – intese soprattutto come nuove collaborazioni tra persone e gruppi di ricerca. Non mancheranno, inoltre, presentazioni e riflessioni sullo scenario internazionale all’interno del quale si muovono oggi gli studi inerenti la lettura e la scrittura digitale, facendo particolare riferimento al modo in cui si fa formazione nell’epoca dell’esplosione della internet society, all’incidenza e all’influenza che assume oggi la testualità digitale nella definizione del nostro modo di conoscere e percepire le cose. Altro elemento presente in questo ciclo di giornate sarà il dibattito intorno alle più innovative tecnologie legate sia alla lettura che alla scrittura digitale che si stanno diffondendo e al modo in cui queste vengono utilizzate sia in ambito formativo che lavorativo.

***

Atomi e bit: un “digitale” che viene da lontano

Il 1971 segna la prima tappa dell’interesse del CSL nei confronti del testo digitale. Trasferitosi alla University of California (Los Angeles) come assistente di ricerca presso la cattedra di Letteratura e lingua italiana di Fredi Chiappelli, Luca Toschi inizia a studiare come gli allora calcolatori di primissima generazione potessero diventare validi strumenti per far nascere un’editoria elettronica dei testi, partendo dall’approfondimento dell’analisi stilistica delle opere di Francesco Petrarca e di Niccolò Machiavelli.

Uno screenshot dell'ipertesto "Effetti di un sogno interrotto. Pirandello e un film da fare"

Uno screenshot dell’ipertesto “Effetti di un sogno interrotto. Pirandello e un film da fare”

Tornato in Italia nel 1991, poi, Toschi inaugua la prima cattedra di Letteratura italiana e informatica nel Dipartimento di Magistero dell’Università di Firenze e avvia il progetto “MMm – Manzoni Multimedia”, una sperimentazione sulla rilettura della quarantana dell’opera di Alessandro Manzoni particolarmente attenta alla multimedialità ante-litteram intrinseca nelle dinamiche dei Promessi Sposi. Esattamente un anno dopo, nel 1992, ci fu la fondazione del CRAIAT – il Centro Ricerche e Applicazione dell’Informatica all’Analisi dei Testi –, un gruppo di lavoro e ricerca fondato sempre all’interno dell’Università di Firenze. Grazie anche ai contributi e al sostegno iniziale della Fondazione IBM-Italia e dell’IBM-SEMEA, in circa 10 anni di attività, il CRAIAT ha portato avanti numerosi progetti con diversi partner pubblici e privati – sia a livello nazionale che internazionale – trasversali a numerose aree di ricerca che ritroviamo anche oggi molto attive all’interno del CSL: editoria digitale, cooperazione internazionale, cultura cooperativa, linguaggi multimediali, sanità, sviluppo di learning objects, digital humanities; tutti prevedevano l’ideazione, la definizione e la realizzazione di un testo digitale, inteso come testualità in grado di dare maggiore capacità comunicativa ai diversi contenuti che rimette al centro di tutto il processo creativo l’autorialità della scrittura e della progettazione; un testo digitale, dunque, attento prima – e soprattutto – alla dimensione autoriale e solo successivamente a quella tecnologica.

 

Uno screenshot dell'ipertesto "La famiglia dell'antiquario di Goldoni"

Uno screenshot dell’ipertesto “La famiglia dell’antiquario di Goldoni”

Tra i principali progetti sviluppati dal CRAIAT ricordiamo in special modo la collaborazione del 1995 con la Coop Toscana Lazio, oggi all’interno di Unicoop Tirreno, in occasione dei suoi cinquant’anni, che ha visto la realizzazione del cd-rom Un’idea giovane di cinquant’anni, pubblicato dalle Edizioni Cultura della Pace di Firenze, e la definizione l’anno successivo del format l’ipertesto d’autore, in cui viene sintetizzata l’intuizione di un testo digitale definito e composto da una testualità multi-autoriale. Grazie alla collaborazione con l’azienda informatica Bassilichi Sviluppo e alla casa editrice Marsilio di Venezia, vengono alla luce, infatti, tre differenti iniziative editoriali: una rilettura filologica e intertestuale delle edizioni critiche di Bettinelli, Pasquali e Paperini della Famiglia dell’antiquario di Goldoni con L’ipertesto d’autore. La famiglia dell’antiquario di Carlo Goldoni e gli ipertesti enciclopedici sulla vita e le opere di Pirandello e Verga in Effetti di un sogno interrotto. Pirandello e un film da fare e Letteratura e mercato: la scoperta dell’immagine. Verga. All’interno di questo composito scenario, inoltre, era prevista anche la pubblicazione insieme alla casa editrice Laterza di un Atlante geografico della letteratura italiana 1789-1918, un progetto che poi, per motivi legati al costo elevato di diritti d’autore da gestire, non ha visto la luce.

Oltre il testo alfabetico, verso una testualità sociale: dal CRAIAT al CSL

Homepage dell'applicazione in Realtà Aumentata San Casciano smart Place realizzata dal CSL

Homepage dell’applicazione in Realtà Aumentata San Casciano smart Place realizzata dal CSL

Nel corso degli anni, il CRAIAT si è sempre più impegnato nello studio delle nuove tecnologie e della testualità digitale, andando via via oltre il testo alfabetico, concentrando la propria attenzione sul testo sociale e su come questo stia cambiando il nostro modo di percepire la realtà. Proprio per indagare queste complesse e articolate relazioni, è nato il Communication Strategies Lab che, quotidianamente, studia e lavora allo sviluppo del paradigma della comunicazione generativa che individua nella comunicazione, quando è buona comunicazione, l’elemento essenziale per favorire la cooperazione e la collaborazione, nella specificità delle competenze tra imprese, istituzioni, organizzazioni e associazioni. Il CSL, infatti, mettendo in moto processi generativi, partecipativi e condivisi, realizza modalità di comunicazione che creano nuove relazioni e sinergie tra stakeholder, sia fra quelli già attivi sia fra quelli da individuare e coinvolgere. Negli  ultimi  anni,  tra  i  numerosi  progetti  condotti  dal CSL  figurano  l’affiancamento  alla Regione  Toscana nella  definizione  e  implementazione  di  una  strategia  di  comunicazione inclusiva  per  il Programma  di  Sviluppo  Rurale  2014-2020, il  progetto San Casciano Smart  Place,  che  si  è  basato  su  una  strategia  di  community  su  scala  comunale  per  avviare nuove  pratiche  di  marketing  territoriale, l’organizzazione  del  percorso  partecipativo  che  ha condotto alla fusione dei comuni di Figline Valdarno e Incisa in Val d’Arno, il progetto di ridefinizione della strategia di comunicazione dell’Istituto Agronomico per l’Oltremare (IAO) di Firenze, in occasione della sua confluenza nell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS), la riprogettazione della comunicazione dell’Istituto di Certificazione Etica e Ambientale (ICEA) e l’analisi dell’identità mediale di Unicoop Firenze.

A questo proposito, leggi anche…

San Casciano Smart Place

Oltre il testo alfabetico: contenuti aumentati per scrivere il territorio.

A questo proposito, leggi anche…

Identità mediale di Unicoop Firenze

Un progetto di analisi per riscrivere gli spazi.