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Al CSL sono anni che ci occupiamo di social media, sia in quanto formatori che in quanto sperimentatori. Le ultime tre edizioni del Corso di aggiornamento in Social Media Strategies sono quelle del 2013, 2014 e 2015, mentre è di queste ultime settimane l’iniziativa Firenze Smart Place, in cui abbiamo provocato gli ambienti di comunicazione social per studiarne dall’interno il funzionamento e le dinamiche di relazione.

È quindi con un occhio di riguardo che monitoriamo le ultime evoluzioni e tendenze dell’universo social media.

In questo contesto il 31 ottobre scorso abbiamo letto con attenzione un lungo articolo di Kori Schulman, vice Cdo della Casa Bianca, che ci invita a dare un’occhiata a come hanno intenzione di conservare e tramandare la storia digitale dell’amministrazione Obama.

Lo abbiamo fatto. Di seguito un resoconto dettagliato e una domanda che ci preme.

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Il primo “presidente social”

Obama è stato il primo “presidente social”: il primo ad avere @POTUS su Twitter, il primo ad andare in diretta su Facebook dallo Studio Ovale, il primo a rispondere alle domande dei cittadini su YouTube, il primo ad utilizzare un filtro Snapchat. Ed è stato anche un apripista: nel corso degli ultimi otto anni, il Presidente, il Vice Presidente, la First Lady e la Casa Bianca hanno usato i social media per interagire con le persone sui temi più disparati.

Ma nel corso degli ultimi otto anni l’impronta digitale dell’amministrazione Obama riflette alcune modifiche più ampie che si sono registrate, sia nei modi in cui le persone consumano notizie e informazioni sia nei modi in cui le persone si impegnano nei confronti del mondo che le circonda. Nel 2009, oltre ad attivare WhiteHouse.gov con un blog, gli RSS e una mailing list, l’amministrazione Obama ha attivato account su Facebook, Twitter, Flickr, Vimeo, iTunes e perfino MySpace. Nel 2011, ha lanciato We the People, una piattaforma che permette ai cittadini di presentare petizioni alla Casa Bianca. Nel 2013, la First Lady ha postato la sua prima foto di Instagram. Nel 2015, Obama ha inviato il suo primo tweet come @POTUS. Nel 2016, la Casa Bianca ha rilasciato una storia ufficiale su Snapchat per lo State of the Union.

Un’infrastruttura digitale, rodata e collaudata

Una vera e propria infrastruttura digitale, rodata e collaudata. Un vero e proprio patrimonio, non solo per il prossimo presidente, ma per tutti i presidenti a venire, che avranno la possibilità di servirsene. Detto altrimenti, un bene che appartiene al popolo americano.

Questo lavoro è iniziato con la campagna presidenziale di Obama del 2008, quando ha permesso di raggiungere gli americani (e le persone di tutto il mondo) attraverso i canali e sulle piattaforme dove già trascorrevano buona parte del loro tempo. Nel corso della seconda Amministrazione Obama è stato possibile re-immaginare i formati tradizionali e creare preziosissime opportunità di interazione tra le persone e coloro che hanno delegato al governo.

Il bilancio sembra più che positivo, e sono anzi in molti a riscontrare un significativo incremento della partecipazione civica.

Sicuramente dal punto di vista quantitativo. Le due amministrazioni Obama hanno fatto registrare otto di “primati digitali”: più di 470.000 petizioni su We the People, quasi 30.000 tweets dall’account @WhiteHouse, migliaia di ore di riprese video.

Gestire la transizione

Come gestire l’avvicendamento con la prossima Amministrazione che sta per entrare in carica?

Questa transizione al digitale è senza precedenti negli Stati Uniti, ma per la democrazia USA la transizione pacifica del potere è una prassi. Ci sono alcuni principi a partire dai quali non si può che procedere, e lasciano individuare tre obiettivi chiave. In primo luogo, preservare il materiale creato attraverso il National Archives and Records Administration (NARA). Dai tweets agli snaps, tutto il materiale pubblicato online sarà conservato sul NARA proprio come le amministrazioni precedenti hanno fatto con le note scritte a mano, i fax, le e-mail.

In secondo luogo, garantire che questi materiali continuino ad essere accessibili in tempo reale e sulle piattaforme in cui sono stati prodotti.

Infine, garantire che il prossimo Presidente e la sua Amministrazione possono continuare a utilizzare e sviluppare le risorse digitali che permetteranno di entrare in contatto con i cittadini.

Diamo un’occhiata ai piani di attuazione di questa transizione

Social Media

Su Twitter, l’account @POTUS sarà messo a disposizione del 45° Presidente degli Stati Uniti il 20 gennaio 2017. L’account manterrà i suoi più di 11 milioni di followers, ma iniziare senza alcun tweet sulla timeline. @POTUS44, un account di nuova creazione sarà archiviato dal NARA, conterrà tutti i tweet del Presidente Obama e sarà accessibile al pubblico su Twitter come un archivio dell’utilizzo che il Presidente Obama ha fatto del suo account. Inoltre, i tweet del presidente Obama saranno archiviati dal NARA, dove saranno accessibili allo stesso modo in cui lo sono tutti gli altri record presidenziali. Identico sarà il destino di altri account Twitter, tra cui @WhiteHouse, @FLOTUS, @PressSec e @VP. Gli account individuali ufficiali, come @KS44, passeranno al NARA e continueranno ad essere accessibili al pubblico come archivi di tutti i tweet inviati da parte del personale della Casa Bianca.

Su Instagram e Facebook la prossima Amministrazione avrà accesso a username e URL “White House” e tratterrà i follower, ma partirà senza nessun contenuto sulla timeline. Un archivio dei contenuti che sono stati inviato agli account White House su Instagram e Facebook continuerà ad essere accessibile al pubblico sugli account Instagram.com/ObamaWhiteHouse e Facebook.com/ObamaWhiteHouse. L’account Facebook del presidente Obama e del Vice Presidente e gli account Instagram appartenenti alla First Lady e al Vice Presidente saranno spostati su nuovi username “44” e conservati dal NARA.

Seguiranno un percorso simile gli altri account ufficiali sulle varie piattaforme come Medium, Tumblr e YouTube, che resteranno a disposizione della 45° Casa Bianca, con l’username “White House”, l’URL /WhiteHouse e i follower, ma inizieranno senza nessun contenuto. Il contenuto di Obama White House sarà conservato e reso accessibile allo stesso modo di tutti gli altri atti presidenziali e continuerà ad essere disponibile sulla piattaforma ad un nuovo URL.

We the People

Oggi, il sito We The People conta più di 12 milioni di utenti verificati che hanno creato più di 470.000 petizioni. Nel corso degli anni è diventata una piattaforma molto potente, con petizioni che hanno raggiunto la scrivania del presidente e del suo staff (la Casa Bianca mobilita i funzionari del governo a rispondere alle richieste che ricevono almeno 100.000 firme) andando di fatto a ridefinire l’agenda politica su argomenti quali lo sblocco dei telefoni cellulari e la net neutrality. Il codice di We the People è stato rilasciato in modalità open-source al fine di facilitare le Amministrazioni future nel mantenimento di questa tradizione. Le petizioni e le risposte dell’Amministrazione uscente saranno archiviati dal NARA.

WhiteHouse.gov

Similmente ai siti web della Casa Bianca di Clinton e Bush, WhiteHouse.gov del presidente Obama sarà “congelato” sul web e reso disponibile presso ObamaWhiteHouse.gov. La Casa Bianca in arrivo riceverà il dominio WhiteHouse.gov mentre tutto il contenuto che è stato inviato al WhiteHouse.gov durante l’amministrazione Obama sarà archiviato con NARA.

Video e Foto

Nel corso degli ultimi otto anni le due Amministrazioni Obama hanno collezionato migliaia di ore di riprese video e milioni di fotografie. Tutto ciò sarà trasferito nel NARA, dove verrà conservato e messo a disposizione del pubblico ai sensi del Presidential Records Act. Le foto che sono state rilasciati su WhiteHouse.gov, su Flickr e su Instagram, come il contenuto video di YouTube e Vimeo continueranno ad essere accessibili nelle piattaforme con nomi utente aggiornati e saranno mantenuti dal NARA. Le foto e i video che sono stati pubblicati on-line saranno archiviati dal NARA a tutte le risoluzione disponibili.

L’apertura dei dati al pubblico

Oltre ai passi che stanno compiendo la Casa Bianca e il NARA, è interessante rilevare l’apertura di questo processo al popolo americano. In particolare, entro la fine di questa Amministrazione, saranno condivisi pubblicamente i contenuti dei social media in formato facilmente accessibile e al completo (ad esempio, attraverso file zip da scaricare). Nel frattempo, il pubblico americano (studenti e data engineers, ma anche artisti e ricercatori) è invitato a proporre modalità creative per archiviare questi contenuti e renderli disponibili e utilizzabili per gli anni a venire. Dall’uscente Amministrazione Obama si dichiarano aperti a tutto: da Twitter bot a progetti artistici, dai libri a stampa agli strumenti di query. La Casa Bianca renderà inoltre i dati dei social media disponibili per tutti coloro che fossero interessati a costruire qualcosa di interesse pubblico. È stata addirittura creato un modulo per ricevere ulteriori informazioni su come presentare un’idea.

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Monitoriamo lo sviluppo facendoci guidare da una domanda…

Chi fosse interessato all’evoluzione del processo può seguire @WHWeb per ricevere aggiornamenti sulla transizione digitale, sul rilascio di dati e quant’altro. Si tratta di una transizione senza precedenti, da cui non può che esserci tanto da imparare.

Da parte nostra la domanda di conoscenza è connessa alle operazioni di selezione e scarto che decideranno di adottare (se lo faranno): archivistica o repository coatto?