Posted by on ottobre 30, 2015

Si è tenuto a Pistoia, presso la sede di Uniser, un convegno sulla Green Economy, organizzato da Uniser, Biom, Assocazione di Cultura e Politica Litaliaintesta, con la collaborazione del Communication Strategies Lab dell’Università degli Studi di Firenze e con il patrocinio della Regione Toscana.

Relatore d’eccezione del convegno è stato Jared Diamond, del Department of Geography della UCLA (University of California, Los Angeles). Considerato il massimo esperto mondiale della flora e della fauna della Nuova Guinea, Jared Diamond ha ricevuto il Premio Pulitzer per la saggistica nel 1998 per il suo best seller Armi, acciaio e malattie. Breve storia degli ultimi tredicimila anni, con il quale ha illustrato le origini della superiorità dell’Occidente e la stretta relazione che intercorre tra lo sviluppo di società organizzate, l’agricoltura e l’allevamento.

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Eugenio Pandolfini e Jared Diamond

Nella sua prolifica attività di saggista, Diamond non ha trattato solo di sviluppo, ma anche di involuzione: con il saggio “Collasso. Come le società scelgono di morire o vivere” (2005) ha descritto come le civiltà, dopo essersi affermate, possono anche decadere e sparire, se non riescono a stabilire equilibri profondi con il loro ambiente.

Ne “Il mondo fino a ieri. Che cosa possiamo imparare dalle società tradizionali?” (2013) l’autore sostiene che i popoli tribali contemporanei vivono ancora come viveva l’uomo di 10.000 anni fa, e che, quindi, lo studio degli usi e dei costumi di queste “società tradizionali” fornisce utili spunti di riflessione sulla società umana delle origini e sui rapporti con le società dei giorni nostri. La lecture di Diamond ha avviato interessanti riflessioni sulla dimensione fisica dell’esistenza, centrandosi sui pericoli e sulle opportunità della società contemporanea, legati alla salute, alla sostenibilità, alle opportunità della green economy e di uno stile di vita – alimentazione compresa – sano e corretto. Alfiere di una vita in equilibrio con l’ambiente e di un’economia sostenibilie, la strategia utilizzata da Diamond per promuovere tali temi è il libro visto come strumento generativo di una comunicazione integrata, che dalla carta stampata si espande ai media digitali, capace di far riflettere la società sui rischi che corre ogni giorno e di cui non si preoccupa.

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In occidente stiamo cominciando a sperimentare un peggioramento dello stile di vita e del livello di benessere a causa di un sistema basato sui consumi che non è più sostenibile. Come possiamo cambiare direzione rispetto al futuro che ci attende e soprattutto quali strategie di promozione è possibile avviare per sviluppare una maggiore consapevolezza?

Non esiste una sola strategia. É necessario promuovere certi temi in tutti i modi possibili. I governi, le istituzioni e le organizzazioni non governative hanno una grande responsabilità in questa direzione, e sono investite del ruolo di promotrici di una visione nuova e sostenibile dell’economia e della produzione. È compito della politica quello di diffondere una maggiore consapevolezza rispetto a questi temi: si tratta di questioni centrali per il futuro che verrà. E sono le realtà più organizzate e strutturate – i governi, appunto – che possiedono le risorse e gli strumenti per sviluppare nei cittadini una consapevolezza maggiore sui rischi che la società corre quando, per alcuni motivi, mette a repentaglio l’equilibrio con il proprio ambiente. In questo momento, soprattutto, abbiamo bisogno di tutte le risorse a disposizione per sviluppare il dibattito e per avviare processi di diffusione di conoscenza su questi temi: non è il momento di concentrare l’attività su di una singola strategia e su di un singolo strumento.

Nella sua lectio, ha parlato dell’importanza dell’impegno dei singoli cittadini nell’adozione di uno stile di vita sostenibile e consapevole. Ma far intraprendere al singolo azioni condivise riguardo a temi importanti come il riscaldamento globale o l’inquinamento, mettendo in piedi e coordinando politiche partecipate che siano al tempo stesso efficaci non è un’impresa facile. Lei ha indicato il libro come strumento capace di influenzare capillarmente la popolazione, sensibilizzandola verso determinati argomenti. Cosa pensa dell’utilizzo delle nuove tecnologie di comunicazione in questo campo specifico? Possono essere uno strumento valido per coordinare la sensibilizzazione dei cittadini su temi così complessi?

Per ottenere risultati ed essere veramente incisivi dobbiamo utilizzare tutti i mezzi disponibili. Nel mio caso specifico, ho parlato dei libri – è vero -, ma li considero come parte di una strategia di comunicazione integrata. Scrivo libri e mi concentro prevalentemente su di essi perché attraverso la carta stampata ho messo insieme in maniera articolata ed estesa i miei studi, le mie riflessioni e le mie conclusioni, cui sono arrivato percorrendo un percorso lungo una vita intera. Per questo motivo, oggi i libri mi danno l’opportunità di condividere le mie posizioni attraverso articoli e recensioni che i giornali – sia tradizionali che online – mi richiedono, e di fare interviste tramite la radio, la televisione o il web. In altre parole, pur partendo dal libro, un medium tradizionale, riesco a diffondere gli studi che porto avanti tramite una strategia diversificata, capace di promuovere un particolare messaggio diffondendolo a molte persone tramite diversi strumenti. Ho cominciato con lo scrivere un libro: se non l’avessi fatto non avrei avuto la possibilità di comunicare un corpus di riflessioni strutturato tramite gli altri media, con cui ho avuto contatti ed esperienze interessanti in seguito. Credo che nella società contemporanea sia fondamentale passare da un media ad un altro per far conoscere il proprio messaggio al maggior numero di persone possibile ma, nel far questo, non dobbiamo dimenticare il punto di partenza: lo studio, la ricerca, la conoscenza.

Posted in: #, Comunicazioni
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