Posted by on luglio 4, 2016

È online sul sito dell’Osservatorio Mediamonitor Minori dell’Università di Roma La Sapienza, il numero 13 della rivista In-Formazione. “Il digitale tra di noi. Educazione, famiglia e responsabilità sociale”, è il focus intorno al quale si articola l’intera pubblicazione. Tra i numerosi e interessanti contributi c’è anche quello di Luca Toschi dal titolo “Il digitale che voleva cambiare il mondo”: nel suo saggio, Luca Toschi, prende in esame e approfondisce alcuni degli elementi più complessi e, allo stesso tempo, più importanti della metodologia generativa: i concetti di digitale naturale, storico e informatico.

Il contributo infatti, che si sofferma a riflettere su come cambia la società, il rapporto con l’economia, la politica e la nostra cultura dinanzi alla forza immensa del digitale, ricostruisce il percorso culturale del digitale informatico inquadrandolo nella storia del digitale non ancora informatico che trova nel Novecento il suo punto di non ritorno, in una trama inscindibile di ragioni che seguono, da una parte, la storia delle scienze naturali e, dall’altra, quella delle scienze umane. Non mancano, poi, gli spunti su cui l’autore chiama i lettori a interrograrsi: il digitale informatico è all’altezza del digitale storico che lo ha creato?

Zero
Zero, come l’anno storico che stiamo faticosamente vivendo. Non l’anno solare, cioè, che finisce il 31 di dicembre ed inizia il primo di gennaio di ogni anno, secondo una sequenza chiara e determinata, condivisa per definizione, per necessità, per mettere e mantenere ordine a livello sempre più globale. Già Cesare, fra le tante cose, aveva capito che senza un’identificazione comune dei giorni l’impero romano non poteva rafforzarsi. No, l’anno storico è assai più lungo o brevissimo, a seconda dei casi, rispetto ai convenzionali 365/6 giorni del calendario gregoriano; l’anno storico che avvertiamo come una soglia antropologica che sta lì, davanti a noi, ma che non comprendiamo ancora in cosa consista, che cosa sia esattamente, come sia, chi sia, perché ci sia. La sentiamo perché continuiamo a sbatterci contro cascando. Rialzandoci, almeno per ora.

Una soglia tanto cercata
Ma che tipo di anno Zero è questo? Un mondo mai vissuto prima? Una novità assoluta nella storia dell’umanità? E come è nato? L’opinione dominante, il
senso comune non ha incertezze nell’indicare nelle nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione la fonte prima di quanto è accaduto e, ancor più, accadrà. Nuovi Adamo e nuove Eva stanno nascendo, non da Dio ma dall’uomo. Per cogliere appieno il senso della fortunata espressione “nativi digitali”, ormai di uso pressoché comune, diffusasi, come capita alle espressioni di cui non si sa bene il significato, ma che ben riassumono l’inquietudine di una condivisa ignoranza, dovremmo fare attenzione a leggervi il concetto che si tratta di esseri umani non nati in una cultura digitale ma da una cultura digitale: quasi si trattasse di un nuovo DNA. Tanta filmografia, tanta letteratura e tanta arte possono aiutarci a corredare il tutto con un buon immaginario a sostegno di quest’uomo, espressione di una realtà sempre più artefatta. Insomma, siamo all’alba di un nuovo mondo. Siamo, finalmente, davanti a quella soglia storica, tanto cercata, attraversata la quale saremo, con tutte le opportunità e i rischi che questo comporta, artefici della nostra vita come mai era accaduto, scrittori della nostra storia, individuale e collettiva.

Continua a leggere il saggio di Luca Toschi, scaricando In-Formazione – Il digitale tra di noi. Educazione, famiglia e responsabilità sociale

…buona lettura!

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