Il Communication Strategies Lab è un centro di ricerca aperto a docenti, ricercatori, esperti e professionisti. Il laboratorio, però, è prima di tutto un luogo aperto agli studenti che seguono i corsi di formazione, che partecipano alle sue attività e alle ricerche che vengono sviluppate. Proprio per questo motivo, il CSLmagazine ospiterà, previo invito a collaborare e selezione, i contributi degli studenti dei corsi di laurea magistrale, dei tirocinanti, degli stagisti e dei laureandi che vogliono pubblicare articoli – attraverso report e approfondimenti specifici – che fanno diretto riferimento alle ricerche cui hanno partecipato al CSL.

 


Il focus dell’articolo

Benedetta e Kristina, due stagiste del Communication Strategies Lab, raccontano la loro esperienza di tirocinio. Un’occasione per collaborare ad un’attività di ricerca e per capire come si progettano strategie di comunicazione attraverso l’applicazione della metodologia generativa.

Un articolo di Benedetta Cutini e Kristina Lalovic

(studentesse dei corsi di laurea in Scienze Umanistiche per la Comunicazione e in Scienze Politiche)

Immagine di riferimento_credits: ballsy via photopin (license)

***

Perché il tirocinio al CSL?

Come studentesslogo AICSe giunte al terzo anno del nostro percorso di studi presso i corsi di laurea triennali in Scienze Umanistiche per la Comunicazione e in Scienze Politiche, all’inizio di ottobre 2015, abbiamo deciso di muoverci alla ricerca di un’esperienza lavorativa per svolgere il tirocinio curriculare. Ciò che ci aspettavamo da questa esperienza era la possibilità di confrontarci con la realtà di chi “fa comunicazione”: dopo aver studiato in più occasioni le teorie dei processi comunicativi, sentivamo il bisogno di vedere come la teoria potesse essere applicata. Ci siamo, quindi, rivolte al Communication Strategies Lab con il desiderio di conoscere come il modello della comunicazione generativa, studiato nel semestre precedente durante il corso di Teorie e tecniche della Comunicazione, potesse essere applicato nella soluzione di problemi concreti.

Il progetto su cui abbiamo lavorato è stato Comunicazione generativa per la cooperazione internazionale. Dall’Istituto Agronomico per l’Oltremare (IAO) all’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS).

Avvicinarsi alla metodologia generativa attraverso una ricerca applicata ai progetti

Dopo essere state presentate ai ricercatori del CSL, ci sono stati presentati i dettagli del progetto, lo stato di avanzamento della ricerca, gli obiettivi da raggiungere e la metodologia sperimentata dal CSL. Man mano che il progetto avanzava ci siamo, però, rese conto che operare con la metodologia generativa significa stabilire gli aspetti metodologici che orientano la strategia ma, allo stesso tempo, adottare una linea di intervento che si evolve di continuo, adattandosi alle mutevoli condizioni del contesto in cui opera, fino al punto di modificare ciò che si era precedentemente stabilito e che si riteneva consolidato.

Attraverso l’esperienza diretta, siamo entrate in contatto con una visione della progettazione che non si basa su una interazione di tipo lineare ma, appunto, generativa. Questa non segue uno sviluppo sequenziale delle fasi di progetto, che va dall’analisi, passando per la progettazione fino alla realizzazione di un prodotto e alla verifica dei risultati, ma si basa su di un sistema più complesso, in cui le fasi si sviluppano in sinergia e in cui il continuo monitoraggio delle azioni intraprese è fondamentale per verificarne l’efficacia. Infatti la possibile realizzazione di un evento, uno degli output principali del progetto, è stata stabilita fin da subito, ma la sua sceneggiatura è stata ridefinita più volte attraverso un’opera di costruzione e decostruzione del suo contenuto. Questo perché lo studio e la ricerca scientifica, ampliando costantemente le nostre conoscenze, ci hanno portato a guardare al progetto da diversi punti di vista e a generare più soluzioni possibili che non si escludevano, ma si integravano tra loro.

La metodologia di ricerca tra analisi e progettazione

Collaborare, fin dalle fasi iniziali del progetto, ci ha permesso di capire che cosa significa sviluppare azioni progettuali che nascono da un lavoro di analisi e di ricerca parallelamente alla pianificazione di interventi operativi. Abbiamo, quindi, toccato con mano che cosa vuol dire che la teoria non esclude la pratica, ma che anzi si rafforzano a vicenda. Nel lavoro quotidiano, infatti, svolgevamo allo stesso tempo sia ricerca scientifica sulla cooperazione internazionale all’interno del laboratorio, sia l’elaborazione di una strategia di comunicazione per l’Istituto, di cui abbiamo visitato e scoperto il patrimonio archivistico, fotografico e museale che conserva della sua storia centenaria al fine di pianificare una serie di eventi per rilanciare la visibilità e rafforzare il ruolo strategico dell’Istituto, ora Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo.

Focus sull’analisi: la ricerca attraverso l’uso di strumenti di scrittura condivisa e metodi di schedatura delle risorse

Per quanto riguarda l’aspetto della ricerca scientifica, questa si è sviluppata raccogliendo numerosi dati nell’ambito della cooperazione a livello nazionale e internazionale. Abbiamo creato infatti, insieme a tutto il gruppo di ricerca, un knowledge su tutto ciò che riguarda la storia dell’Istituto e i progetti avviati con i paesi in via di sviluppo.

Attraverso un Knowledge Management System (KMS), sviluppato all’interno di un ambiente di scrittura condivisa, è stato possibile condividere ogni risorsa (bibliografica, on-line ecc.) con tutto il gruppo di ricerca. La condivisione delle informazioni raccolte ha permesso una revisione costante dei risultati elaborati. Per analizzare le informazioni, ci è stato di grande aiuto adottare il metodo di schedatura con cui il laboratorio svolge quotidianamente ricerca. Si tratta di una tecnica di schedatura che aiuta a selezionare i dati più utili e sensibili; queste schede costituiscono i documenti che arricchiscono il KMS e fanno sì che siano i contenuti a predominare e a creare relazioni grazie ad una struttura ipertestuale che è in grado di creare una narrazione funzionale allo sviluppo progettuale.

 

Focus sulla progettazione: un evento come Oggetto Comunicativo Matrice

L’aspetto della progettazione invece si è concentrato sulla realizzazione di una serie di eventi, in particolare di una mostra, che hanno costitutito l’oggetto comunicativo matrice da cui partire.

L’Oggetto Comunicativo Matrice (OCM) è uno strumento di comunicazione realizzato per lavorare sui flussi esterni e interni al fine di attivare processi generativi capaci di valorizzare le risorse e la strategia adottata. Nel nostro caso specifico, siamo partiti scegliendo come OCM la realizzazione di una mostra, con l’obiettivo di rilanciare il ruolo dell’Istituto attraverso la sua storia – la sua fondazione risale al 1907 –  e per sottolineare l’attenzione che l’Istituto ha sempre avuto nei rapporti con i paesi in via di sviluppo.

Di fondamentale importanza è stato il fatto che questo oggetto comunicativo è stato in grado di attivare processi organizzativi interni che hanno coinvolto il cuore dell’Istituto e tutto il personale. A tal proposito, ritenendo la comunicazione interna inscindibile da quella esterna e indispensabile per la buona riuscita della strategia di comunicazione, sono stati organizzati più momenti di incontro tra il CSL e i membri dell’organizzazione.

Il valore della partecipazione per la progettazione

Al termine delle ore previste per il tirocinio curriculare, facendo un bilancio sulla nostra esperienza, risulta evidente l’importanza che la partecipazione ha avuto durante tutto il percorso. Partecipazione all’interno del laboratorio durante il lavoro di ricerca, partecipazione rispetto ai membri dell’Istituto nel momento della selezione dei materiali della mostra, partecipazione, quindi, come finalità del progetto e come suo presupposto.

 

Foto storica, dall'archivio digitale dell'ufficio fiorentino dell'AICS. Link: www.iao.florence.it/?page_id=1233

Foto tratta dall’archivio digitale dell’ufficio fiorentino dell’AICS. Link: www.iao.florence.it/?page_id=1233

 

Quella stessa partecipazione che, durante la prima riunione operativa tra membri del CSL e il gruppo di lavoro dell’Istituto – a cui anche noi stagiste abbiamo partecipato – si è rivelata in tutta la sua potenza creatrice. In quella occasione, condividendo idee diverse, confrontandoci e attivando un dialogo forte, abbiamo scritto insieme la trama del progetto, diventandone così tutti autori. Proprio perché co-autori di questa storia, che ormai sentiamo un po’ anche nostra, nonostante il periodo di tirocinio sia terminato, abbiamo la volontà di continuare a seguire il progetto fino al raggiungimento dei risultati auspicati.

Il valore dell’analisi e della progettazione nell’applicazione della metodologia generativa