Posted by on luglio 6, 2016

Il 31 maggio 2016 presso l’Accademia dei Georgofili si è tenuta la giornata di studio L’agricoltura scomunicata. Informazione, comunicazione e media in agricoltura, organizzata dall’Accademia in collaborazione con il Communication Strategies Lab (CSL) e l’Associazione Stampa Enogastroagroalimentare Toscana (ASET). Questa iniziativa è stata la prima dopo la firma del protocollo d’intesa tra CSL e Accademia dei Georgofili, avvenuta il giorno stesso, che ha l’obiettivo promuovere il progresso delle scienze e delle loro applicazioni all’agricoltura, alla tutela dell’ambiente, al territorio agricolo e allo sviluppo del mondo rurale.

La giornata di studio: un momento di confronto e partecipazione

La giornata ha visto la partecipazione di un numero elevato di rappresentanti del mondo dell’informazione giornalistica e dei professionisti dei media che operano all’interno del settore agricolo: Letizia Martirano di Agrapress, Cristiano Spadoni di AgroNotizie, Massimo Agostini di Agrisole, Lorenzo Benocci di Dimensione Agricoltura, Lorenzo Andreotti dell’Informatore Agrario, Gaetano Menna di Mondo Agricolo e Claudia Fedi di Coldiretti.

Gli interventi si sono inseriti all’interno di una cornice di discussione delineata dalla relazione introduttiva di Stefano Tesi, Presidente dell’ASET, e dall’intervento di approfondimento e di discussione di Luca Toschi – che ha dato il nome alla giornata stessa – che si sono tenute nella prima parte della mattina dopo i saluti istituzionali di Giampiero Maracchi, Presidente dell’Accademia.

Di seguito un breve video-racconto della giornata realizzato dal CSLmultimedia

Video-racconto della giornata_Agricoltura Scomunicata

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Un’agricoltura sempre più… scomunicata

Le riflessioni che hanno dato vita al dibattito hanno riguardato soprattutto le criticità che sta attraversando in questo momento il mondo dell’informazione. La problematica più rilevante è quella che interessa il rapporto tra la sempre maggiore diffusione di canali di comunicazione e la possibilità di arrivare ad ottenere delle informazioni realmente attendibili, verificate, corrette e funzionali alla pratica quotidiana circa le tematiche che ogni giorno interessano da vicino il settore dell’agricoltura.

A differenza di quanto potrebbe sembrare, infatti, l’aumento degli strumenti e dei mezzi di comunicazione, dai siti web fino al mondo dei social network, non favorisce la creazione di una buona comunicazione: la possibilità data dalle ICT ai cittadini e agli esperti del settore di accedere ad un numero sempre più elevato di informazioni, infatti, non agevola la diffusione di elementi di conoscenza inerenti il mondo dell’agricolura ma, nella maggior parte dei casi, contribuisce solo a creare un “rumore” che non permette ai lettori di comprendere la complessità e le criticità dei temi su cui vogliono avere indicazioni più approfondite.

A tal proposito, Luca Toschi ha portato come caso esplicativo il modo in cui viene presentata la Xylella sui media, facendo emergere come sia i mezzi di comunicazione, che il mondo della ricerca e delle istituzioni non siano state affatto in grado fino a questo momento di informare la popolazione sulle caratteristiche della Xylella e sulle problematiche che questa comporta per l’agricoltura sia italiana che internazionale; l’unico dato emerso, infatti, è la presenza di visioni contrastanti e confuse che hanno contribuito solo a creare disinformazione.

Nel suo intervento Luca Toschi ha riportato all’attenzione alcuni principi fondamentali che dovrebbero guidare la progettazione della comunicazione; tra questi l’importanza della conoscenza e della ricerca sono alla base di un’informazione che sia realmente utile ai cittadini e agli esperti del settore.

Luca Toschi_Agricoltura scomunicata

Guarda il video integrale dell’intervento “L’agricoltura scomunicata” realizzato dal CSLmultimedia.

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Il punto di vista dei giornalisti di settore

I giornalisti e i professionisti della comunicazione – che sono intervenuti nella seconda parte della mattinata – hanno messo in evidenza, partendo proprio da alcune riflessioni scaturite dalle esperienze maturate sul campo all’interno delle diverse testate giornalistiche in cui operano, un forte criticità nel “fare informazione” oggi nel settore dell’agricoltura. L’assenza di scambio di conoscenze tra gli addetti ai lavori e la superficialità con cui vengono trattate alcune notizie, sono solamente alcuni elementi che minano la percezione che l’opinione pubblica ha del settore agricolo e dell’informazione che vi ruota intorno.

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Tutti i giornalisti hanno sottolineato l’importanza di ripartire dalla formazione; si avverte la forte necessità, infatti, di ripensare i percorsi formativi per i giornalisti in modo tale da attivare un sistema di relazioni e scambi tra il mondo universitario, della ricerca e dei professionisti stessi che sia realmente funzionale a tutto il settore agricolo.

Agricoltura scomunicata 31 05 2016_5

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