Posted by on luglio 7, 2016

Venerdì 17 giugno 2016, presso il Pistoia Nursery Campus, si è tenuta la presentazione della ricerca La comunicazione come strumento per rilevare bisogni d’innovazione: il vivaismo italiano come caso pilota. La giornata, organizzata dal Communication Strategies Lab in collaborazione con l’Associazione Vivaisti Italiani e con l’Accademia dei Georgofili, ha avuto lo scopo di illustrare i primi dati raccolti dalla ricerca qualitativa avviata dal CSL a Febbraio 2016.

Una ricerca qualitativa per rilevare i bisogni di formazione, di innovazione e di comunicazione del settore vivaistico

Il CSL da diversi mesi, infatti, sta lavorando, in collaborazione con l’Accademia dei Georgofili, alla ridefinizione, all’interno del mondo vivaistico, di una nuova strategia di comunicazione istituzionale e di prodotto focalizzata sui bisogni e sulle necessità che emergono sia sul fronte dell’innovazione che della formazione, che sia capace di affrontare un mercato nazionale e soprattutto internazionale sempre più complesso e competitivo.

CSL @Nursery campus

L’avvio della giornata di presentazione presso il Pistoia Nursery Campus

In questa prima fase del progetto è stata realizzata un’indagine qualitativa – condotta su un campione di soggetti accuratamente selezionato da un Comitato Tecnico Scientifico composto da esperti del settore vivaistico afferenti a Istituzioni politiche, Università, mondo dell’informazione e realtà associazionistiche presenti sul territorio – caratterizzata da una serie di momenti di ascolto riservati agli stakeholder rappresentativi delle 4 diverse categorie selezionate per l’avvio del progetto: docenti universitari, imprenditori vivaistici, associazioni di categoria e d’impresa, giornalisti di settore.

I primi risultati della ricerca

I focus d’indagine analizzati sono stati principalmente 3: formazione, innovazione e comunicazione.

Formazione

Ciò che è emerso a chiare lettere dalla prima fase della ricerca è una scarsa collaborazione tra Scuola e Impresa sia su progetti di ricerca, che su una possibile progettazione condivisa di un’offerta formativa – su tutti i livelli – che parta dalle reali esigenze del tessuto produttivo e imprenditoriale. È importante, però, fare un distinguo tra imprese medio-piccole e grandi: le prime hanno frequenti contatti con Università e Centri di ricerca, mentre le seconde sono restie a questo tipo di scambio. Altro dato rilevante riguarda la percezione dei tirocini che, pur essendo strumenti fondamentali per sviluppare innovazione e trasferimento tecnologico, così come sono strutturati, si rivelano poco utili per l’azienda che li ospita.

Innovazione

Quando si parla di innovazione all’interno del settore vivaistico si fa riferimento, principalmente, a quella di prodotto: si va dall’importanza di creare nuove varietà di piante e di brevettarle, fino alla tutela del Made in Italy. Solo in un secondo momento si prende in considerazione l’innovazione di processo, ma sempre in relazione all’abbattimento dei costi di produzione e non ad una riorganizzazione interna del sistema stesso. In pochi, considerano necessaria un’innovazione tecnologica e, ancor meno, tecnica. Dall’indagine svolta, infatti, si evince la mancanza di rapporti strutturati tra mondo dell’imprenditoria e mondo della ricerca.

Comunicazione

Venendo all’ultimo focus, emerge chiaramente che, nonostante la presenza di numerosi canali di comunicazione facilmente accessibili da tutti, è difficile trovare informazioni realmente chiare, utili e funzionali. Gli imprenditori utilizzano, infatti, quotidianamente tali canali (stampa e web su tutti), ma spesso non vi trovano le risposte necessarie per sviluppare innovazione nelle proprie imprese. Le riviste di settore e le associazioni di rappresentanza tendono ad utilizzare newsletter che si concentrano, però, prevalentemente su questioni legislative e tematiche legate agli aspetti fitosanitari. Emerge, dunque, in maniera distinta una forte crisi della cultura dell’informazione in agricoltura, così come precedentemente rilevato all’interno della giornata di studio “L’agricoltura scomunicata. Informazione, comunicazione e media in agricoltura” realizzata presso l’Accademia dei Georgofili. Il giornalismo italiano si presenta come fortemente frammentato: la stampa generalista, oltre a non comunicare con il giornalismo più specializzato, tende a concentrarsi sulle notizie che mettono in evidenza solo gli aspetti negativi del settore.

***

Di seguito un breve video-racconto della giornata realizzato dal CSLmultimedia

Player_la comunicazine come strumento

La giornata di progettazione condivisa

CSL @Nursery Campus_1

L’introduzione alla giornata di Vannino Vannucci, Presidente dell’Associazione Vivaisti Italiani

Numerosi sono stati gli imprenditori del settore vivaistico che hanno partecipato attivamente alla giornata, intervendo in diversi momenti della discussione e mettendo in evidenza alcune criticità che riscontrano direttamente nel lavoro che si trovano a svolgere quotidianamente. Obiettivo principale della giornata, infatti, era quello di analizzare, discutere, riflettere e approfondire alcune ipotesi elaborate per rispondere alle esigenze emerse in relazione ai bisogni d’innovazione, di comunicazione e di formazione riscontrati fino a questo punto dalla ricerca.

Nonostante la ricerca abbia bisogno di ulteriori approfondimenti già previsti, ha raggiunto un livello d’analisi sufficiente per poter individuare e discurtere alcune ipotesi di intervento su cui avviare una progettazione condivisa tra i diversi soggetti che, a vario titolo, hanno partecipato fino a questo momento alla ricerca. Alla luce di questo, il CSL ha proposto di elaborare una nuova strategia di comunicazione per il settore vivaistico finalizzata a:

  • Ripensare un modello formativo attento a ridefinire un rapporto formazione-impresa che si faccia realmente promotore di un trasferimento tecnologico, di conoscenze, di competenze;
  • Definire un nuovo paradigma di comunicazione che vada oltre il tradizionale marketing e che, partendo dalla ricerca applicata e dalla sperimentazione, faccia ulteriormente crescere e sviluppare il settore vivaistico;
  • Ridefinire l’introduzione e l’uso delle nuove tecnologie come strumenti per rilanciare il settore vivaistico: dai processi produttivi a quelli comunicativi.

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Posted in: #, Comunicazioni

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