Il Communication Strategies Lab è un centro di ricerca aperto a docenti, ricercatori, esperti e professionisti. Il laboratorio, però, è prima di tutto un luogo aperto agli studenti che seguono i corsi di formazione, che partecipano alle sue attività e alle ricerche che vengono sviluppate. Proprio per questo motivo, il CSLmagazine ospiterà, previo invito a collaborare e selezione, i contributi degli studenti dei corsi di laurea magistrale, dei tirocinanti, degli stagisti e dei laureandi che vogliono pubblicare articoli – attraverso report e approfondimenti specifici – che fanno diretto riferimento alle ricerche cui hanno partecipato al CSL.

 


Il focus dell’articolo

L’analisi della produzione in ambito vivaistico ha portato ad un approfondimento sulle piante officinali, una produzione in crescita e capace di creare reti di conoscenze e connessioni. Questo ha stimolato una riflessione sul potenziale di una comunicazione che parta dal locale per arrivare al globale. Dalla Divina Commedia alla Dulce Revolución contro la medicina tradizionale in Spagna, le piante sono il simbolo di un settore, l’agricoltura, capace di mettere in relazione società e natura, ricerca e innovazione.

Un articolo di Andrea Paperini

(studente del corso di laurea magistrale in Teorie della comunicazione)

Photo credit: viticci via photopin (license)

***

Le piante officinali in Italia e in Europa

I progetti di ricerca del CSL nel settore dell’agricoltura, e in particolare nel progetto che riguarda l’attività vivaistica nel pistoiese, ha portato ad analizzare, tra le altre cose, anche l’interesse di alcune aziende vivaistiche di Pistoia, Francia, Spagna e Paesi Bassi nei confronti del tema della produzione di piante officinali. Tramite l’osservazione dei cataloghi online, infatti, si è indagato l’interesse rivolto da alcune realtà selezionate alla macro categoria delle piante officinali: piante commestibili, aromatiche, medicinali e in generale quelle la cui lavorazione comprende l’estrazione dei principi attivi all’interno di un laboratorio.

Anche per la versatilità negli utilizzi di queste piante, c’è stata una crescita nel numero di aziende e nelle superfici investite nella produzione negli ultimi anni sia in Italia che in Europa.

In Toscana ad esempio dal 2000 al 2010 si è registrato un incremento del 46% delle aziende produttrici e un aumento del 241,4 % della superficie di terreni destinati a questa coltivazione; in Francia e Spagna la produzione è cresciuta arrivando quasi a raddoppiare il numero di aziende nel settore.

Source of data: Elaborazione su dati eurostat; ISMEA – Osservatorio Economico del settore delle piante officinali – giugno 2013

Source of data: Elaborazione su dati eurostat; ISMEA – Osservatorio Economico del settore delle piante officinali – giugno 2013

Alcune imprese vivaistiche francesi, ad esempio, tendono a favorire la diffusione e la conoscenza di questi prodotti dedicando loro spazi di approfondimento sugli usi e sulle applicazioni che spaziano dalla cura del corpo alla gastronomia. Proprio in Francia, infatti, è molto forte l’attenzione dedicata alla comunicazione di questo prodotto sia da parte delle molte aziende specializzate, che delle aziende vivaistiche tradizionali.

Dalla produzione alla comunicazione

Un segno dell’importanza rivestita dalla cultura e ricerca delle piante nella storia dell’uomo si trova addirittura nell’Inferno di Dante che narra l’incontro nel IV canto con Dioscoride, autore del “De materia medica” un erbario che fece la storia della medicina. La ricerca connessa alle piante officinali ha infatti prodotto nel tempo conoscenze che trovano applicazione in settori come l’alimentazione, la medicina e la gestione dei terreni, riguardo cui è stata indagata la potenzialità di specifiche colture come il meliloto.

Che si tratti di consumi auspicati di erbe aromatiche in sostituzione di alimenti abusati come il sale ed altre sostanze o rivoluzioni verdi come quella di Josep Pàmies in aperta opposizione agli interessi che governerebbero il mondo della medicina, è chiaro il potere di mettere in relazione aspetti della società diversi ma connessi.

Da qui è nata una riflessione sull’opportunità di connettere i prodotti ai processi produttivi, valorizzando le innovazioni legate ad esempio alla ricerca in campo tecnologico. Proprio per l’uso comune di queste produzioni, si pensi ai prodotti aromatici, esse hanno l’opportunità di comunicare l’impegno dei produttori nella ricerca e nell’innovazione; una comunicazione che mette in relazione la longevità e la resistenza di una pianta officinale alle sue tecniche di produzione potrebbe, infatti, promuovere un prodotto, stimolare e dimostrare l’importanza di una partecipazione più collaborativa con la ricerca nell’ottica di trovare soluzioni sempre innovative in risposta ai bisogni della società.

Dal locale al globale

Le piante officinali offrono una diversità nelle possibilità di utilizzo e una forte componente “culturale” che le distingue da altre produzioni agricole. Per questo motivo e grazie ad un realtà come il vivaio, incline al contatto con la società, questa tipologia di piante sembra in grado di connettere diverse necessità produttive essendo capace di unire la cultura della produzione della ricerca e dell’innovazione agricola ai bisogni della società. 

Il fatto che nell’agricoltura confluiscano interessi e bisogni diversi come quelli economici, culturali, relativi alla salute degli individui e alla tutela dell’ambiente è un esempio della potenzialità di quei processi che dal locale raggiungono il globale. Le piante officinali sono dunque una metafora sulla necessità di valorizzare il potere comunicativo e far sì che esso possa generare opportunità, riflessioni, cambiamenti.

Per questo è necessaria una riflessione che consideri la possibilità di una comunicazione che dia valore non soltanto ai prodotti ma anche ai processi produttivi che li caratterizzano, col fine di stimolare il rispetto dell’uomo e dell’ambiente promuovendo relazioni tra società e agricoltura, produzione e sostenibilità, ricerca e innovazione.