Posted by on dicembre 7, 2016

Da sempre la gestione del territorio e la coltivazione della terra, hanno rappresentato per l’umanità un elemento fondamentale per il suo sviluppo.

L’agricoltura rappresenta il prendersi cura della natura da parte dell’Uomo. È l’uomo che custodisce e coltiva il territorio, inventando strumenti che lo aiutino nel portare a termine il proprio lavoro intervenendo e plasmando la realtà secondo la propria visione, le proprie potenzialità e le proprie necessità. Per questo il connubio tra tecnologia e agricoltura è sempre stato fortissimo. Più che la dimensione tecnologica, tuttavia, è importante porre l’attenzione sulla visione che vi sta dietro e sulle esigenze umane e naturali.

Quali sono le caratteristiche che oggi guidano lo sviluppo in questo settore? Quale futuro si prospetta all’orizzonte per l’agricoltura di precisione?

Michele Pisante - Professore ordinario di Agronomia e coltivazioni erbacee

Michele Pisante – Professore ordinario di Agronomia e coltivazioni erbacee

Per approfondire questa tematica, il CSL ha intervistato Michele Pisante, Professore Ordinario di Agronomia e coltivazioni erbacee presso l’Università degli Studi di Teramo, Commissario Delegato del CREA e componente del Gruppo di Lavoro per lo sviluppo dell’Agricoltura di Precisione presso il Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali.


Quale ruolo può avere l’Italia nello sviluppo dell’agricoltura di precisione? In che direzione sta andando la ricerca nazionale, in relazione agli sviluppi e alle tendenze di ambito europeo?

L’Italia può avere un ruolo determinante, confermato dalla recente indagine relativa ai progetti di ricerca svolti ed in corso di svolgimento sull’Agricoltura di Precisione in Italia che delinea uno sviluppo conforme a quello in atto nell’Unione Europea e come il suo impegno sia destinato ad aumentare rapidamente nel tempo. Per quanto riguarda le filiere, la più applicata è la viticoltura, seguita a distanza dalla cerealicoltura, olivicoltura, risicoltura, selvicoltura, zootecnia, foraggicoltura e frutticoltura. Tra le tecnologie trasversali, invece, domina la geolocalizzazione (interazione satellite-macchina, satellite-operatore, DGPS, tracciabilità, ecc.) seguita dall’interazione trattrice/operatrice (es. sistemi di guida assistita, macchine a distribuzione variabile, tecnologie ISOBUS, ecc.) ed a seguire, la sensoristica (es. proximal sensing, droni, sensori ottici, termici, spettrali, NDVI, IR, ecc.) fino all’elaborazione e gestione dei dati (es. image analysis, computer vision, geostatistica, DSS, big data management, ecc.).

Quali sono le principali linee di ricerca che il CREA sta portando avanti nel settore dell’agricoltura di precisione?

Il CREA è in prima linea nello sviluppo delle tecnologie di precisione per l’Agricoltura del nostro Paese. In particolare tali ricerche comprendono una linea più propriamente applicativa a scala colturale e aziendale, e una linea di supporto tecnologico trasversale, basata sulla modellistica previsionale e decisionale. Per l’avanzamento e la diffusione dei sistemi di precisione, infatti, emergono le complementari esigenze di relazionare agli strati informativi di base (orografia, clima, suolo, ecc…), la costruzione di affidabili “librerie” per ciascun sistema colturale e/o gestionale, già indirizzate verso quell’evoluzione di applicazioni progressivamente sempre più interattive. Questo percorso rappresenta anche l’opportunità straordinaria per ri-allineare con realismo e concretezza l’Agricoltura di precisione alla futura Agricoltura digitale, senza eccessive semplificazioni che generano aspettative difficilmente realizzabili, nelle attuali condizioni di conoscenze ed esperienze ancora da consolidare.

Come sta cambiando la vita professionale degli imprenditori agricoli dal punto di vista sociale, economico e culturale? Come si stanno muovendo le istituzioni e la ricerca in questa direzione?

L’Agricoltura di Precisione rappresenta un passaggio epocale per l’Agricoltura ed in particolare per quella italiana che integra innovazioni e conoscenze di diversa natura che richiedono qualificate competenze professionali e nuove abilità. La formazione risulterà determinante per accelerare l’avvicinamento alle tecnologie moderne disponibili per rendere più sostenibili i sistemi produttivi. Un allineamento tra ricerca e formazione sarà necessario nei prossimi mesi ed anni per corrispondere alle nuove direttive comunitarie  e nazionali di rispetto dell’ambiente e tutela climatica. In questo contesto, le linee guida messe a punto dal Ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali  rappresentano quell’indispensabile strumento per supportare il passaggio verso le applicazioni di precisione, far emergere le competenze inter-intra-multi-disciplinari necessarie, i correlati fabbisogni di formazione ed informazione in grado di gestire la complessità degli strumenti e dei processi che sottendono l’AP, al fine di razionalizzare gli interventi e valorizzare i benefici.

 Quale deve essere, secondo lei, il ruolo delle scienze sociali – ed umane in genere – nella definizione dell’agricoltura del futuro?  

La programmazione della ricerca in Agricoltura necessita dell’ingresso di altre scienze come scienze economiche, sociali e politiche in una visione moderna ed integrata e per il valore aggiunto che possono conferire alla ricerca in agricoltura. Possono contribuire in modo innovativo ad altre scoperte per la progettazione e l’adozione di efficienti sistemi oltre gli attuali confini dell’agricoltura sostenibile e comunicare, informare e raccontare alla società civile i presupposti fondamentali ed i benefici reali e potenziali, senza dogmi e pregiudizi che disorientano la maggior parte della collettività.

Che ruolo può avere l’agricoltura di precisione nella valorizzazione dei paesaggi agricoli tradizionali? Esiste secondo lei una “via italiana” all’agricoltura di precisione?

Se questo aspetto può essere condivisibile per le aree di pianura è altrettanto vero che per le aree collinari interne, l’unica forma di manutenzione del territorio è rappresentata dalla gestione agricola ad indirizzo produttivo. La progressiva marginalizzazione economica e sociale delle aree interne potrebbe rappresentare un serio problema in assenza di una gestione produttiva. Questa particolare condizione operativa potrebbe rappresentare la via italiana alla diffusione dell’Agricoltura di Precisione nel nostro Paese nella forma più inclusiva possibile, coerentemente alla struttura aziendale italiana che, per specializzazione colturale e ridotta dimensione media (12 ettari al 2013), necessita con urgenza di ridurre i costi di produzione tagliando gli sprechi, incrementare l’efficienza produttiva.

Agricoltura di precisione e biologico. Cosa le suggerisce questo binomio? E agricoltura di precisione e vivaismo?

Binomio imprescindibile che valorizza i benefici derivanti dalle applicazioni di tecnologie specifiche, come gli RFID, riguardanti la tracciabilità dei processi e delle materie prime impiegate per l’impianto/trapianto della coltura e durante la fase di coltivazione, garantendo maggiore sicurezza alla produzione finale per le diversificate utilizzazioni possibili (consumo fresco, trasformazione industriale). L’abbinamento anche con processi di certificazione tramite firma grafometrica nei vari passaggi della filiera agroalimentare consentono di supportare l’azienda agricola nella validazione del proprio processo agro produttivo ai fini della certificazione secondo i regolamenti previsti dai sistemni di certificazione del biologico e dai marchi specifici come DOC, DOP, DOCG e IGT.

 

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