Posted by on gennaio 18, 2017

Il termine “Web TV” è uno tra i più controversi e fraintesi della galassia digitale. E non c’è da meravigliarsi in quanto accosta due concetti contrapposti, al limite dell’ossimoro: la dimensione interlocale e intertemporale digitale ed il monolito analogico per eccellenza, oltremodo resistente al cambiamento di logica e tecnologia. Il fatto che l’audiovisivo sia il contenuto più diffuso nella rete non aiuta nell’individuazione del format “Web TV”, tanto più se consideriamo l’enorme quantità di ibridazioni differenti di cui è parte. È possibile però partire da un assunto che getta una prima luce sul campo: la Web TV è più di una TV sul web. Questo perché l’ambiente conta e influisce attivamente ed in autonomia sulla forma e sul contenuto.

***

La definizione generica di Web TV è

Complesso di tecnologie e dispositivi che permette la fruizione di canali televisivi per mezzo di una connessione Internet (Treccani.it)

integrata spesso con riferimenti a caratteristiche identitarie come l’originalità dei contenuti trasmessi e la logica best effort di trasmissione. Successivamente troviamo spesso termini come “multicanalità”, “interattività”, “portabilità”, “streaming”.

Prima di affrontare nello specifico l’orizzonte tipologico e tecnologico del fenomeno Web TV è necessaria una presa di coscienza di quello che vuol dire riposizionare la parte “dolce” (con accezione serresiana del termine) della TV, ovvero i suoi format, la sua organizzazione palinsestuale, la sua logica broadcast, al di fuori della scatola luminosa, dei suoi circuiti, delle sue antenne, delle sue frequenze: al di fuori del ‘limite fisico’ che, per certi versi, ha fatto da puntello ai contenuti e, nel venir meno, dà adito ad una deformazione molto prossima al collasso.

Dall’analogico al digitale

Any time, any place, any device: è indubbio che calare il contenuto televisivo in un ‘contenitore’ del genere corrisponda quantomeno a ridefinire i caratteri identitari di ciò che si intende per TV, se ancora si può parlare di TV, proiettando tale concetto oltre la logica di scarsità quantitativa che l’ha reso, nel bene e nel male, così monolitico.

Il time shifting, la possibilità di fruire il contenuto audiovisivo a proprio piacimento nel tempo,già esce dallo schema palinsestuale al quale la TV ha abituato la propria audience e, se bene già con l’avvento dei videoregistratori e VHS tutto ciò fosse possibile, giunge con la rete ad affermarsi come paradigma di fruizione dell’audiovideo. La portabilità estrema garantita dallo streamingconsente inoltre una fruizione multidevice al limite della frammentazione su più schermi, dai più portatili ai più immobili.

La “TV sul web”, dunque, non è più lì, non è più quella, non ha più una scansione in fasce orarie granitica. A tutto ciò si aggiungono due caratteristiche che più precisamente sono da riferire alla DTT (Digital Terrestrial Television) ma che possono essere declinate anche per la Web TV: la multicanalità e l’interattività. Per quanto impermeabile all’innovazione, soprattutto in termini di trasmissione, anche la televisione canonica ha subito nel primo decennio del XXI secolo la conversione al digitale, consentendo tecnicamente la multicanalità (ovvero di passare dai 12 canali agli oltre 100) e l’interattività (o meglio, un’interattività maggiore rispetto a prima).

…multicanalità

Nella Web TV la multicanalità di fatto è riferibile non tanto ai canali fisicamente disponibili nell’etere per trasmettere contenuti audiovisivi, che, per quanto aumentati, restano numericamente finiti, ma alla categorizzazione dei contenuti stessi: il concetto di canale nel web si emancipa dalla funzione fisica di ‘conduttore’ e guadagna in termini di classificazione per ‘temi’ degli audiovisivi in esso allocati. Se quindi non è del tutto corretto parlare di “multicanalità” per la Web TV, in quanto il canale, cioè il web, è unico (a meno che non si voglia contare il cosiddettodark web), è possibile trasferire tale termine al livello delle architetture simboliche che, seppure erette in una rete aperta ed infinita, trovano nella ricorsività la propria giustificazione.

…interattività

Anche l’interattività ha una declinazione nel web completamente diversa rispetto alla DTT, dovuta anzitutto al fenomeno della convergenza: nella Web TV, l’oggetto “televisore” diventa “monitor” in quanto la riproduzione di audiovisivi, distillabile nella forma astratta del player, non costituisce la sua funzione identitaria. Intorno al player, ridimensionabile a piacimento, si dipana infatti un vero e proprio ‘ambiente audiovisivo’ che è condiviso (la pagina web che accoglie il player, le altre pagine che l’utente ha sul browser, ecc.) e personale allo stesso tempo (il desktop, le proprie cartelle, i propri file, i propri programmi, ecc.). Non si tratta soltanto di controllare la riproduzione tramite le funzioni play, pause, rewind ecc. ma anche di determinare e gestire le relazioni tra funzioni iconizzate sul monitor, agite in condivisione con altri user/provider sul web oppure singolarmente.

…continua!

Posted in: #, Comunicazioni