La seconda edizione di tourismA, salone internazionale dell’archeologia ospitato anche quest’anno a Firenze al Palazzo dei Congressi, si è tenuta dal 19 al 21 febbraio 2016. Ripetendo il successo della precedente edizione, ha visto una grande partecipazione di pubblico: dagli specialisti del settore – archeologi, storici dell’arte, operatori turistici, esperti di beni culturali e paesaggistici-, fino ad appassionati e curiosi. L’edizione del 2016, sempre diretta da Piero Pruneti – direttore della rivista italiana di divulgazione archeologica “Archeologia Viva” – si è caratterizzata per l’organizzazione di più di 30 fra workshop e convegni con la partecipazione di circa 250 relatori. Una manifestazione, dunque che, anno dopo anno, cresce fino a ricoprire un ruolo strategico di primo piano a livello sia nazionale che internazionale.

 

 

Luca Toschi ha partecipato alla tavola rotonda dal titolo Archeologia tra identità e conflitti. Petra come osservatorio internazionale, moderata dal professor Guido Vannini, Ordinario di Archeologia medievale dell’Università di Firenze e Direttore della Missione in Giordania “Petra medievale”, a cui sono intervenuti anche Emad N. Hijazeen (direttore del Petra archaeological Park), Giorgia Cesaro (project officier Sede Unesco di Amman) e Marxiano Melotti (docente di Turismo archeologico all’Università di Milano Bicocca).

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Una panoramica della tavola rotonda Archeologia tra identità e conflitti. Petra come osservatorio internazionale @tourismA 2016

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Il sito archeologico di Petra è stato presentato nelle sue diverse componenti: dagli investimenti che sono stati fatti per valorizzare il sito e renderlo più attrattivo ai turisti, dalle linee di intervento UNESCO per la gestione della prevenzione dei rischi fino a riflettere sul valore strategico della comunicazione nel rilanciare non solo Petra ma tutto il territorio circostante, inevitabilmente legato alle minacce del terrorismo che prendono di mira i beni culturali.

L’apertura dei lavori

Il professor Vannini ha presentato i relatori e il focus della tavola rotonda: il caso del sito archeologico di Petra, un esempio raro di parco archeologico in cui confluiscono missioni internazionali provenienti da prestigiosi centri di ricerca e università di tutto il mondo. Il sito, nel corso degli anni, è diventato un luogo di confronto e di scambio fra molti popoli; un’oasi di pace, proprio vicino a paesi colpiti da conflitti e dal terrorismo, in cui persone provenienti da diversi paesi confluiscono continuamente. La tavola rotonda aveva come scopo principale quello di creare un polo di ricerca in cui la cooperazione, lo scambio di conoscenze, esperienze e tradizioni definiscano e pianifichino le azioni future per rendere Petra un vero e proprio osservatorio privilegiato sull’archeologia da rilanciare anche in ottica della lotta al terrorismo che continua a mettere a repentaglio i beni archeologici del Medioriente.

Il professor Vannini apre i lavori della tavola rotonda @tourismA 2016
Il professor Vannini, insieme a Emad N. Hijazeen, apre i lavori della tavola rotonda @tourismA 2016

Le interviste realizzate dal CSLmultimedia a Emad N. Hijazeen e Giorgia Cesaro

Subito dopo il professor Vannini, che ha introdotto i relatori presenti, è intervenuto Emad N. Hijazeen, intervistato dal CSLmultimedia illustrando gli interventi intrapresi per rilanciare il sito archeologico di Petra come osservatorio internazionale che si prefigge l’obiettivo di fungere da mediatore all’interno delle tensioni che animano la regione mediorientale, ma anche come elemento strategico per valorizzare e rilanciare a livello turistico la ricchezza della Giordana e, quindi, sostenere lo sviluppo delle tradizioni e delle comunità locali.


 

Giorgia Cesaro, project officer della sede UNESCO di Amman, ha tenuto un intervento estremamente specialistico, illustrando le linee UNESCO che sono state applicate in questi anni nella nella prevenzione dei rischi naturali e non solo, e più in generale nella gestione e riqualificazione del sito archeologico, uno delle meraviglie del mondo. Proprio il progetto sviluppato a Petra rappresenta un caso di sperimentazione e ricerca, i cui risultati sono stati formalizzati nella pubblicazione dal titolo Risk management at Heritage sites. A case study of the Petra world Heritage site.

La comunicazione per i beni culturali

Un focus importante è stato riservato al ruolo strategico della comunicazione, tema trattato sia dal professor Melotti che dal professor Toschi. Il primo, nel suo intervento, ha fatto emergere i risultati di un’analisi circa il modo in cui attualmente Petra si promuove, con riferimenti alle tendenze contemporanee del turismo sensazionale e emozionale dove gli effetti speciali sono d’obbligo per attrarre un turista che è sempre più abituato a pensare e vivere la fruizione di beni culturali e archeologici tramite i device tecnologici. Toschi è ripartito proprio da questo punto per portare la platea di ascoltatori a riflettere sul ruolo dei beni culturali: rappresentano una risorsa per rilanciare lo sviluppo di un territorio o sono solamente strumentalizzati?

Ecco gli highlights dell’intervento di Luca Toschi.