Posted by on novembre 29, 2016

Il CSL ha organizzato  a Firenze la giornata di studio dal titolo “What Communication between Humanities an A.I.?”. All’incontro, oltre a Luca Toschi e ai ricercatori del CSL erano presenti Donald Norman, tornato a visitare il CSL dopo l’incontro dello scorso anno, e Luciano Mecacci.

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“What Communication between Humanities an A.I.?” è stato il primo di una serie di incontri che hanno l’obiettivo di mettere a confronto differenti discipline rispetto all’intelligenza artificiale, ai processi di automazione e ai “sensi” delle macchine del domani.

La sempre crescente presenza di robot e dei processi automatizzati, pone problematiche cui l’ingegneria o l’informatica non sono in grado di rispondere se isolate da una riflessione trasversale a diverse discipline.  Utilizzare un approccio sociologico di fronte allo studio e alla progettazione dei processi di automazione rappresenta, nell’ottica del CSL, un impegno morale ed etico oltreché di ricerca e sperimentazione poiché, come ha ricordato Luca Toschi in conclusione della giornata

l’obiettivo della tecnologia è quello di liberare l’uomo.

Dopo la proiezione di un filmato sull’immaginario dell’intelligenza artificiale attraverso gli occhi del cinema, l’incontro ha visto un confronto tra i tre studiosi e un successivo tavolo di discussione che ha coinvolto il numeroso pubblico qualificato presente in sala composto da studenti, docenti e professionisti del settore.

Le riflessioni affrontate dai due esperti

L’uomo ha inventato l’A.I. per potenziare la propria intelligenza. Secondo Luciano Mecacci non è proficuo distinguere nettamente la dimensione umana da quella delle macchine. Buona parte della filosofia contemporanea e non solo, invece, ha visto tali aspetti divisi e, talvolta, distanti. Mecacci, in linea con una riflessione derivante dagli insegnamenti di Vygotskij, psicologo sovietico e padre della scuola storico-culturale, ha dichiarato di vedere questi aspetti come elementi di uno stesso sistema.

L’uomo non è in contrapposizione con l’ambiente, ma è parte di un ecosistema dove l’interazione del cervello con gli elementi esterni è immediata. Allo stesso modo l’uomo percepisce gli oggetti e le macchine che lo circondano. Questi elementi non compongono una relazione esterna all’uomo poiché sono frutto della naturale intelligenza umana. L’evoluzione della specie umana ha sempre previsto l’utilizzo di strumenti per migliorare la propria condizione. Le macchine, come suggerito in apertura da Luca Toschi, producono effetti sui sentimenti umani. Secondo Mecacci, in futuro, potremmo immaginare un mondo dove uomini e robot faranno parte di uno stesso sistema e coesisteranno all’interno dello stesso ambiente.

Tale relazione non solo è possibile, ma necessaria poiché uomo e macchine dovranno perseguire obiettivi comuni. L’artificiosità delle macchine andrà, dunque, a coesistere naturalmente con la realtà umana.


Anche Donald Norman si è soffermato sulla caratteristica umana di costruire naturalmente strumenti che lo aiutino nei lavori quotidiani con l’obiettivo di sviluppare oggetti capaci di migliorare la nostra esistenza e le nostre capacità.

Gli strumenti cambiano il modo in cui operiamo sulla realtà. Di per sé un martello non è in grado di piantare un chiodo, né l’uomo è capace di farlo senza uno strumento. Uno strumento non è di per sé forte o debole. Tantomeno l’uomo è di per sé forte se utilizza uno strumento. L’efficacia dello strumento si può misurare in funzione del rapporto di collaborazione che instaura con l’uomo.

Norman ha proseguito  parlando del futuro delle macchine e riflettendo su quanto queste stiano diventando più intelligenti e performanti.

Ad esempio, una fattoria possiede oggi un numero esiguo di contadini se confrontato con quanti ne servivano decenni fa senza un’agricoltura meccanizzata. Nella maggior parte dei casi il lavoro prima svolto dall’uomo, può essere portato avanti da una macchina con un’efficacia maggiore.

Tale percorso oggi prosegue grazie allo sviluppo dell’automazione. Oggi è possibile, ad esempio trovare magazzini interamente gestiti da processi automatizzati.

Le macchine senza pilota che si affacciano sempre più sul nostro immaginario e, in futuro, sulla nostra realtà quotidiana, sono studiate da anni all’interno dei centri di ricerca. Siamo sempre più vicini al momento in cui entreranno progressivamente nella nostra vita. Questo permetterà di salvare numerose vite poiché l’intelligenza delle macchine renderà la guida molto più sicura di quanto sia oggi.

Se tali macchine fossero state progettate riproponendo i pregi e i difetti umani, non potremmo ottenere vantaggi sostanziali in termini di sicurezza. L’intelligenza artificiale non è l’intelligenza umana e non deve imitarla. Abbiamo creato tecnologie in grado di migliorare la nostra salute, guarirci e permetterci di condurre una vita più sana. Adesso stiamo costruendo macchine in grado di potenziare la nostra dimensione biologica rendendoci più forti, intelligenti, efficaci.

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Verso la “buona tecnologia” 

Il ragionamento portato avanti da Norman, Mecacci e Toschi è soltanto il punto di partenza per avviare un tavolo di ricerca con l’obiettivo di studiare la relazione tra le nuove macchine e l’uomo. La progettazione dei processi automatizzati e dei robot dovrà prevedere un tavolo di lavoro trasversale a diverse discipline come già il CSLfuture fa nei progetti e nelle ricerche che porta avanti. La progettazione della tecnologia include, infatti, aspetti politici, economici e culturali cui è necessario porre attenzione.

La dimensione sociologica dei processi automatizzati mira ad indagare quale impatto le nuove tecnologie hanno e avranno sulla società.  Solo ricercando questa dimensione saremo in grado di progettare una “buona tecnologia” capace di rispondere alle esigenze sociali. La comunicazione generativa rappresenta quel progetto di ricerca che ha come obiettivo una sperimentazione nuova trasversale a differenti discipline affinché l’uomo possa valorizzare la propria identità attraverso l’utilizzo e la creazione di macchine che collaborano per liberare l’uomo.

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