I progetti del CfGC nascono da un modo di intendere la ricerca scientifica che ha come caratteristica principale quella di andare ad incidere direttamente e concretamente all’interno del tessuto sociale e imprenditoriale del territorio; una ricerca, dunque, che prima di tutto si configura come sperimentale e applicata a tutti i contesti della realtà che ci circonda. Questo modo di intendere la terza missione dell’università, nasce sotto la direzione di Luca Toschi già alla fine negli anni ’70 in un’area d’intervento, però, ben definita: le Digital Humanities. Il percorso che poi ha portato alla nascita del CfGC, infatti, vede tra le prime e principali tappe la formazione della prima cattedra di Letteratura italiana e informatica in Italia all’inizio degli anni ’90 e la fondazione del CRAIAT, attivo presso il Centro di calcolo dell’ateneo di Firenze (allora CeSIT), nel 1992.

CRAIAT_professor chip

Articolo dei primi anni Novanta che riporta la notizia della nascita della prima cattedra di Letteratura informatica all’Università di Firenze

La prima cattedra di Letteratura italiana e informatica e la fondazione del CRAIAT

CRAIAT_MMM Manzoni_Articolo del Corriere della Sera

Articolo che annuncia la nascita del progetto MMM Manzoni, un’edizione multimediale dei Promessi Sposi a cura di Luca Toschi

Era il 1991, quando un giovane Luca Toschi inaugurò, novità per l’Italia, la prima cattedra di Letteratura italiana e informatica nel Dipartimento di Magistero dell’Università di Firenze, con il forte sostegno dell’allora preside di facoltà Sergio Givone e di Paolo Blasi, rettore dell’Ateneo. A sottolineare l’importanza dell’evento, l’insegnamento fu riconosciuto dal CUN, il Centro Universitario Nazionale, come il primo di questo genere in Italia, anticipando anche le sperimentazioni che stavano prendendo il via, in primis, a Roma. Il 1991 è anche e soprattutto l’anno dell’avvio del progetto MMm – Manzoni Multimedia, una sperimentazione sulla rilettura della quarantana dell’opera di Alessandro Manzoni ante-litteram intrinseca nelle dinamiche dei Promessi Sposi che, con il “Progetto Goldoni” di cui parleremo tra poco, è stata il punto di partenza di una numerosa serie di pubblicazioni multimediali su diversi autori della letteratura italiana.

Esattamente un anno dopo, nel 1992, ci fu un altro passaggio fondamentale per comprendere le attività, la nascita e lo sviluppo del modello comunicativo utilizzato dal CSL prima, il Communication Strategies Lab, e dal CfGC poi: la fondazione del CRAIAT – il Centro Ricerche e Applicazione dell’Informatica all’Analisi dei Testi – un centro di ricerca fondato sempre da Luca Toschi all’interno dell’Università di Firenze. Grazie anche ai contributi e al sostegno iniziale della Fondazione IBM-Italia e dell‘IBM-SEMEA, in circa 10 anni di attività, il CRAIAT ha portato avanti numerosi progetti con diversi partner pubblici e privati – sia a livello nazionale che internazionale – trasversali a diverse aree di ricerca che ritroviamo anche oggi molto attive all’interno del Centro: editoria digitale, cooperazione internazionale, cultura cooperativa, linguaggi multimediali, sanità, sviluppo di learning objects, digital humanities; tutti prevedevano l’ideazione, la definizione e la realizzazione di un testo digitale, inteso nell’accezione di testualità in grado di dare maggiore capacità comunicativa ai diversi contenuti, che rimettesse al centro di tutto il processo creativo l’autorialità della scrittura e della progettazione; un testo digitale, dunque, attento prima – e soprattutto – alla dimensione autoriale e solo successivamente tecnologica.

Verso una nuova idea di digitale

Queste prime innovative sperimentazioni hanno permesso all’Università di Firenze di essere tra i primi atenei a studiare e sfruttare le caratteristiche e le peculiarità del digitale nei diversi ambiti scientifici e disciplinari. Sono questi gli anni, infatti, in cui Toschi e il suo gruppo di ricerca organizzano e partecipano a diversi convegni sulle innovative forme di testo digitale; tra questi troviamo quello del 1994 a Firenze dove si parla de “Il testo elettronico: una nuova scrittura per una nuova organizzazione della ricerca”, oppure convegni che sottolineano la versatilità del digitale anche in ambito legislativo come nell’evento “Legimatica: informatica per legiferare”, un incontro in cui si sottolineava l’utilità dell’informatica per gli organismi legislativi in Italia e in Europa. Si delinea, allora, un’idea di digitale fortemente collegato e interconnesso con una testualità sociale più ampia; un digitale che è prima di tutto naturale e poi informatico, in cui assume un’importanza fondamentale e imprescindibile la progettualità e la capacità di fare rete/sistema che portano l’individuo naturalmente a collegare e scollegare le singole unità. Un soggetto/scrittore di relazioni che si caratterizza sempre di più come un artigiano della comunicazione che crea e genera continuamente prodotti nuovi che cercano di rispondere, in vario modo, alle esigenze e alle reali necessità della società. Dunque un testo digitale, in estrema sintesi, che si caratterizza sempre di più come testo sociale.

Le idee affollano le cose

Le idee affollano le cose

I progetti nazionali degli anni Novanta: una breve cronistoria

CRAIAT_Osservatorio di comunicazione multimediale

Homepage del Laboratorio di Comunicazione Multimediale diretto da Luca Toschi e curato da Alessandra Anichini

Tra i principali progetti sviluppati a livello nazionale, troviamo nel 1994 la collaborazione tra il CRAIAT e il Comune di San Miniato (PI) per creare e dirigere un laboratorio multimediale che aveva l’obiettivo di avviare i giovani, compresi quelli che già lavoravano e non frequentavano l’Università, all’uso dei nuovi linguaggi: l’attività consisteva nella creazione di multimedia legati alla realtà turistica e produttiva del luogo. Nel 1995, invece, in occasione dei cinquant’anni della Coop Toscana Lazio, oggi all’interno di Unicoop Tirreno, il CRAIAT realizza il cd-rom Un’idea giovane di cinquant’anni, pubblicato dalle Edizioni Cultura della Pace di Firenze.  Sempre collaborando con la Coop, nel 1997 viene organizzato a Roma il convegno “Sulla lavagna si accende il computer”; in quella occasione venne presentato il Laboratorio di Comunicazione MultiMediale, con sede a Vignale Riotorto (Li). Il 1996, poi, segna la nascita della collaborazione con la Biblioteca di Greve in Chianti (FI) che vede nel maggio del 1997 l’istituzione dell’Osservatorio permanente (OSLEM) per lo studio di tutto quanto veniva realizzato e pubblicato nell’ambito della scrittura multimediale. Per quel che riguarda la sanità, invece, nel 1997 troviamo la collaborazione tra CRAIAT e la Lega contro i tumori per approfondire l’uso dei nuovi media nell’ambito della prevenzione.

La definizione e la sperimentazione del format “l’ipertesto d’autore”

La seconda metà degli anni Novanta vede il concretizzarsi – soprattutto in ambito umanistico – dell’intuizione di un testo digitale composto da una testualità multiautoriale; la pubblicazione del format “l’ipertesto d’autore”, infatti, mette ulteriormente in evidenza un processo già iniziato da molti anni che ha portato prima alla discussione e poi al cambiamento del modo di intendere sia il testo – che si fa realmente digitale -, che il rapporto tra autore, scrittore e lettore. Questo format, dunque, introduce e promuove una nuova e triplice accezione sinergica di autorialità dove dialogano e interagiscono l’autore dell’opera originale con le sue caratteristiche e peculiarità, l’autorialità del trattamento ipertestuale e, infine, la lettura, l’interpretazione e il tipo di navigazione/narrazione scelta dal lettore che si confronta con un testo ipertestuale.

Menù principale

Homepage dell’ipertesto d’autore “Letteratura e mercato: la scoperta dell’immagine. Verga”

La sperimentazione di questa complessa e variegata testualità ha portato alla nascita, grazie alla collaborazione con l’azienda informatica Bassilichi Sviluppo e alla casa editrice Marsilio di Venezia, tre differenti iniziative editoriali: una rilettura filologica e intertestuale delle edizioni critiche di Bettinelli, Pasquali e Paperini della Famiglia dell’antiquario di Goldoni con “L’ipertesto d’autore. La famiglia dell’antiquario di Carlo Goldoni” e gli ipertesti enciclopedici sulla vita e le opere di Pirandello e Verga in “Effetti di un sogno interrotto. Pirandello e un film da fare” e “Letteratura e mercato: la scoperta dell’immagine. Verga.” All’interno di questo composito scenario, poi, era prevista anche la pubblicazione di un Atlante geografico della letteratura italiana 1789-1918″, un progetto che aveva come obiettivo la realizzazione di un atlante geografico della letteratura con la casa editrice Laterza che poi, per motivi legati al numero elevato di diritti d’autore da gestire, non ha visto la luce.

I progetti internazionali: un ponte di collegamento tra il CRAIAT di ieri e il CfGC di oggi…e domani

Chiudiamo questo breve percorso all’interno delle attività del CRAIAT con uno degli ultimi progetti sviluppati, il “Project 170: Nouvelles techniques de traitement de l’information”, nell’ambito del Programma Med – Campus finanziato dalla CEE, che prevedeva la scrittura di un multimedia relativo alle favole del bacino culturale del Mediterraneo. Questa sperimentazione, una delle più importanti per il gruppo di ricerca a livello internazionale, mirava a ridefinire l’identità culturale di tutte quelle popolazioni, civiltà e culture che hanno segnato la storia del Mediterraneo.

Il CRAIAT, nel corso degli anni, si è sempre più impegnato nello studio delle nuove tecnologie e della testualità digitale, andando oltre il testo alfabetico, concentrando la propria attenzione sul testo sociale e focalizzando l’attenzione, nello specifico, su come questo stava cambiando il nostro modo di percepire la realtà. Proprio per indagare queste complesse e articolate relazioni, è nato il Communication Strategies Lab un’unità di ricerca oggi presente all’interno del Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali dell’Università degli Studi di Firenze (DSPS). Qui una comunità di ricercatori, di età e provenienze diverse, collabora strettamente con il mondo scientifico, economico e sociale, nazionale e internazionale, ed è impegnata a valorizzare i risultati più avanzati e innovativi della ricerca a fini produttivi e sociali, in un’ottica di continuo trasferimento tecnologico