L’automazione ha da sempre governato i processi interni ed esterni all’uomo, la società, l’economia e la politica.

In base alle differenti culture è possibile individuare sistemi e processi d’automazione differenti e una diversa concezione di macchina, ma l’idea di costruirne una automatizzata che fosse in grado di assistere l’uomo nei lavori più faticosi rappresenta un sogno trasversale alle differenti civiltà. Fin da quando tale pensiero si confondeva con la mitologia – dalle ancelle di Efesto al mito di Pigmalione o al Golem ebraico -, l’uomo ha dato fattezze umane a questa “macchina” ponendosi domande essenziali sul rapporto tra uomo, ambiente e progresso.

Oggi, con il progredire della meccatronica, dell’intelligenza artificiale e del cloud computing, i robot stanno registrando evoluzioni continue, rapportandosi all’uomo in modo tanto personale, intimo che la sua interazione con i sistemi d’automazione lo pone davanti a criticità sempre nuove cui è necessario dare risposte.

È degli uomini la mente di questa tecnologia? E se lo è, chi sono questi uomini? Quali interessi stanno rafforzando? Quali valori stanno difendendo? Oppure, come l’uomo ha temuto da millenni a questa parte, le protesi meccaniche stanno trasformando noi in loro protesi organiche?

L’illusione di una tecnologia eternamente progressiva, universalizzante che danni sta provocando alle imprese, all’economia, alla società tutta? Alla scienza stessa?


I, robot è tratto da un romanzo di Asimov che reintepreta il tema della rivolta dei robot

Chi ha paura dei robot?
Timeline sull’immaginario dei robot
Consulta la timeline >>
Il progetto del robot antropomorfo
Intervista a Minoru Asada
Vai all’intervista >>