“L’ipertesto d’autore, la famiglia dell’antiquario di Carlo Goldoni” è stato nel 1996 il primo testo ad essere concepito in Italia per la pubblicazione in un’edizione elettronica su cd-rom.

Lo sviluppo della sperimentazione: le prime collaborazioni

Viene divulgato a metà degli anni Novanta, dopo anni di ricerca sia sui contenuti, sia sullo sviluppo del supporto tecnologico. Il centro nevralgico di questo progetto pioniere nel suo settore, è l’Università degli Studi di Firenze e, in special modo, un gruppo di ricerca al suo interno, il CRAIAT, il Centro Ricerche e Applicazioni dell’Informatica Umanistica all’Analisi dei Testi, il nucleo che ha dato i natali all’odierno Communication Strategies Lab. Questo gruppo di ricerca, diretto da Luca Toschi, grazie al supporto tecnico della Fondazione IBM Italia e della IBM SEMEA, e grazie al contributo e alla pubblicazione ad opera del gruppo Marsilio Editori, è riuscito a concepire un ambiente di navigazione dei contenuti filologici estremamente funzionale, innovativo e all’avanguardia che ha il merito di aver portato in Italia il primo prototipo di testo digitale già negli anni Novanta.

Le tre edizioni confrontate: Bettinelli, Pasquali e Paperini

In questa edizione elettronica, che vede l’importante collaborazione nell’ideazione e strutturazione dei contenuti di Maura Gori, Marzia Pieri, Francesca Gramigni e Alessandra Anichini,  è possibile leggere le tre redazioni della commedia goldoniana La famiglia dell’antiquario, grazie al processo ipertestuale che permette di passare da un testo all’altro per comparare le diverse edizioni, ma rimanendo su un unico supporto. Le tre edizioni, Bettinelli, Paperini e Pasquali, sono evidenziate in tre colori diversi, rispettivamente in verde, rosso e giallo. Sul video, che riporta il testo digitalizzato (ndr non scannerizzato, ma digitalizzato nel vero senso della parola), troviamo parole di colore bianco che identificano la parte del testo comune a tutte e tre le edizioni. Quando si incontrano, invece, parole dei colori sopra indicati, vuol dire che in una o più edizioni, ovvero quelle a cui sono associati i diversi colori, Goldoni, o chi per lui, (molto importante è la polemica mossa dal commediografo sui diritti d’autore e sul diritto esclusivo a modificare il testo che i vari capi comici e impresari tentavano di sottrargli) ha operato dei cambiamenti. L’ipertestualità consente, allora, di andare a vedere in che modo il testo muta nelle diverse redazioni, senza dover per forza ricorrere ad un confronto sinottico tra edizioni che comporta tempistiche e difficoltà evidenti.