150 digit - L'italia delle scuole

150 digit – L’italia delle scuole

Il progetto 150 digit – L’Italia delle scuole nasce nell’ambito dei festeggiamenti per i 150 anni dell’Unità d’Italia e affianca le mostre che si sono tenute a Torino nel 2011, alla Reggia di Venaria e all’Officina Grandi Riparazioni. Ideato dal CSL e sviluppato grazie ad un’iniziativa che ha visto un grande contributo da parte del Comitato Italia 150, di INDIRE, del Virtual Reality & Multi Media Park (VRMMP) e del Centro Interdipartimentale per la Ricerca sul Multimedia e l’Audiovisivo (CIRMA), il progetto – con l’ausilio delle Lavagne Interattive Multimediali (LIM) e delle Information and Communication Technology (ICT) – è stato promosso ed inserito dal Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca (MIUR) fra le attività e le azioni più innovative circa le aree della didattica e della formazione. Inaugurando e rafforzando un filone di ricerca estremamente sviluppato all’interno del CSL che vede la rilettura del concetto di marketing del territorio in cui la comunicazione passa da essere “del” a “nel” prodotto – vedi nello specifico i progetti Santa Croce Comunica, ComUnicoSan Casciano Smart Place -,  l’obiettivo principale della ricerca era quello di promuovere un differente modello comunicativo in cui venisse riletta la relazione tra memoria, territorio e governance, partendo da una parte dal coinvolgimento diretto delle Istituzioni che hanno organizzato i festeggiamenti per 150 anni dell’Unità d’Italia (il Ministero per i Beni e le Attività Culturali – MiBAC, gli enti locali, gli organismi economici e le associazioni di settore) e, dall’altra, dal racconto delle esperienze derivanti direttamente dalle pratiche quotidiane degli studenti e delle scuole di tutta Italia. La scuola, infatti, si è configurata proprio come un’agenzia della conoscenza del territorio, arrivando a far emergere quelle conoscenze implicite ed esplicite di cui tutti i cittadini sono portatori che, affiancata al racconto ‘ufficiale’ delle celebrazioni, ha delineato il variegato panorama sociale e culturale del nostro paese.

Le tecnologie nuove, delle nuove comunicazioni possono aiutarci. La Reggia di Venaria e le Officine grandi riparazioni ci faranno assistere a dei racconti incredibili che riguardano il passato, il presente ed il futuro; tutto questo, attraverso le nuove tecnologie. Ecco il senso di 150 digit; perchè “digit”? Perchè attraverso le nuove tecnologie potremo far parlare tutti i territori che costituiscono il nostro paese; ognuno potrà portare un contributo importante e fondamentale partendo da quella che è la propria personale esperienza individuale, quotidiana; diversissima tra nord, sud, est, ovest; diversissima tra la città e la campagna, nei quartieri. Tutto è totalmente diverso, però tutto va a scrivere un unico, grande testo. È un’occasione meravigliosa, dove ogni cittadino, ogni persona ha la possibilità di raccontare la sua vita; raccontarla alle istituzioni e le istituzioni recepire questi racconti per generare insieme un progetto comune.

L’idea per un’Italia del futuro

“150 digit – L’Italia delle scuole” si è posto fin dall’inizio un obiettivo ambizioso – per certi versi analogo a quello della mostra organizzata per il 2016 con il progetto Ridefinizione dell’identità mediale e della mission dello IAO che rappresenta il tentativo di rilanciare Firenze e quindi la Toscana nell’ambito della cooperazione internazionale, intessendo una rete di rapporti e di azioni sinergiche tra i diversi portatori di interesse che operano sul territorio -: dare voce agli italiani, offrire loro un luogo in cui articolare le loro pratiche quotidiane in racconti capaci di confrontarsi con quelli delle istituzioni che, attraverso le mostre di Torino 2011, stavano delineando il progetto politico dell’Italia nel presente, nel passato e nella sua prospettiva futura. La visione dell’Italia, così com’è stata pensata dalle sue istituzioni è quella che si esprime attraverso le quattro grandi mostre aperte il 17 marzo del 2011 a Torino:

  1. “Fare gli Italiani” – un percorso storico;
  2. “Stazione futuro” – come sarà l’Italia fra dieci anni;
  3. “Il futuro nelle mani” – sulle eccellenze dell’artigianato;
  4. “La bella Italia” – 150 anni di capolavori d’arte da tutta la penisola.

In questo scenario, la scuola diventa il ‘cantiere’ più importante perché riesce a coinvolgere un territorio più ampio della classe, costituito dalle famiglie e dalle comunità sociali che sorgono intorno ad essa, recepisce e organizza i racconti dei territori e li trasmette a propria volta al territorio stesso, contribuendo a creare un senso di appartenenza e un progetto comunitario.

150 digit - Esperienza Italia

150 digit – Esperienza Italia

La sfida più complessa, quindi, era proprio quella di partire dalla scuola per tornare alla scuola e risolvere una questione nodale: come integrare la conoscenza istituzionale, centralizzata, espressa dalle istituzioni attraverso le mostre, con la conoscenza che emerge dalle pratiche quotidiane di insegnanti e studenti, dunque localizzata sul territorio per fare in modo che le due diverse tipologie di sapere possano effettivamente dialogare, confrontarsi e realmente accogliere i contenuti sviluppati dall’uno e dall’altro. Il problema non stava tanto nella gestione dei flussi di consultazione dei contenuti o nell’apertura di canali di interazione fra istituzioni e scuole, ma andava al cuore della parola “partecipazione”. Per partecipare attivamente insegnanti e studenti dovevano essere messi in condizione prima di tutto di comprendere i contenuti su cui confrontarsi e, successivamente, di possedere tutte le competenze tecnologiche, ma soprattutto linguistiche, per partecipare al processo creativo.

L’ambiente comunicativo: incontro tra racconti top-down e bottom-up

150 digit, infatti, si rivolge in particolare a insegnanti e studenti; utilizza le potenzialità degli strumenti e dei linguaggi digitali per dare vita ad un ambiente di comunicazione e di formazione che consentisse il dialogo fra il messaggio ufficiale delle istituzioni – espresso attraverso le mostre – e il racconto delle pratiche quotidiane delle scuole, intese qui come vere e proprie agenzie di conoscenza sui territori. Dall’incontro fra queste due correnti comunicative è nato un nuovo testo, un nuovo progetto sociale – forse l’idea per un’Italia del Futuro – che si inserisce e alimenta un’area d’intervento estremamente vitale all’interno del CSL come è quella delle Digital Humanities. Infatti la possibilità di esprimersi rispetto alle mostre avviene in un luogo, costruito secondo una logica di prossimità e di distanza nei confronti della dimensione informatica e digitale, in cui la formazione sui processi creativi e di scrittura non è disgiunta da quella sulla literacy ICT e in cui la conoscenza dei formati e dei supporti non prescinde dall’alfabetizzazione ai linguaggi comunicativi e formativi.

Rappresentazione schematica dell'ambiente di comunicazione 150 digit

Rappresentazione schematica dell’ambiente di comunicazione 150 digit

L’obiettivo finale era, infatti, quello di creare un ambiente di comunicazione e di formazione in cui insegnanti e studenti potessero partecipare alla lettura e alla riscrittura di una testualità proveniente dall’alto (dagli organizzatori dei festeggiamenti), nella prospettiva che ogni operazione di lettura è contemporaneamente anche un’operazione d’interpretazione. In questo senso “150DIGIT” è un ambiente capace di generare nuova Conoscenza. Nello specifico l’ambiente era caratterizzato da 4 “stanze” interconnesse:

  • Data-Set: un repository di materiali sul 150° anniversario dell’Italia unita costituito dai racconti istituzionali preparati dagli organizzatori degli eventi e dalle storie sviluppate da scuole e visitatori a partire proprio dai racconti ufficiali;
  • Edu: uno spazio dedicato alla formazione, intesa nella doppia veste di formazione alla conoscenza e all’uso dei linguaggi digitali, attraverso un corso online sull’uso della LIM (Lavagna Interattiva Multimediale) curato da ANSAS-ex Indire, e come formazione ai processi creativi, attraverso un ambiente di scrittura (D-Writing) per la realizzazione dei contenuti digitali da pubblicare nell’ambiente Data-set e negli ambienti espositivi;
  • Digit-Viewer (o D-Viewer): un visualizzatore digitale per la consultazione virtuale degli ambienti delle mostre in cui ritrovare, all’interno dei loro specifici contesti, i contenuti istituzionali e quelli prodotti da scuole e visitatori;
  • Ambienti Espositivi: lungo i percorsi di visita la possibilità di accedere ai contenuti prodotti da scuole e visitatori grazie ad apposite applicazioni per la Realtà Aumentata da fruire attraverso device mobili e superfici interattive.

Un ambiente per acquisire la literacy digitale, dunque, che era anche in grado di garantire a tutti i partecipanti al progetto le conoscenze, le competenze e gli strumenti necessari per affrontare il processo di creazione e di scrittura vera e propria dei testi digitali (immagini, video, slideshow, testi alfabetici) capaci di esprimere idee e visioni sull’Italia di oggi, su quella del passato e magari immaginare uno scenario futuro e per sostenerli nel processo creativo e nell’uso dei linguaggi e dei media digitali. Per questo motivo 150 digit ha posto grande attenzione alla creazione di una ‘stanza’ EDU che avesse al suo interno uno spazio appositamente dedicato all’elaborazione dei contenuti: quel D-Writing concepito come un vero e proprio habitat comunicativo incentrato sul valore generativo dei contenuti.

Il progetto 150 Digit al Convegno Didamatica 2011

Il concept e l’idea di fondo del progetto 150 Digit – L’Italia delle scuole (ma anche gli ambienti, il sistema e l’esperienza di progettazione) sono stati presentati in occasione del Convegno DIDAMATICA 2011 – Insegnare Futuro, tenutosi presso il Politecnico di Torino, il 4-5-6 maggio 2011.  Il progetto 150 Digit è stato ‘raccontato’ da Luca Toschi nella giornata del 4 durante il Workshop Società, Informatica e Linguaggi avanzati; il 5, durante la prima delle sessioni scientifiche della giornata, Luca Toschi, insieme a Stefania Chipa e Gianluca Simonetta, ha presentato il paper Quale comunicazione formativa per la società della Conoscenza. Un caso di studio: “150DIGIT L’Italia delle scuole”.

Durante le fasi del Convegno... Da sinistra: Marina Bertiglia (Comitato Italia 150), Giulio Lughi (Università degli Studi di Torino), Luca Toschi (Università degli Studi di Firenze)

Durante le fasi del Convegno. Da sinistra: Marina Bertiglia (Comitato Italia 150), Giulio Lughi (Università degli Studi di Torino), Luca Toschi (Università degli Studi di Firenze)

Pubblicazioni

Simonetta Gianluca, Toschi Luca, Chipa Stefania (2012) Museum outside the Museum. Real environment Storytelling, in «Proceedings ECLAP 2012 : Conference on Information Technologies for Performing Arts, Media Access and Entertainment, Florence, Italy 7-9 May 2012»

Simonetta Gianluca, Toschi Luca, Chipa Stefania (2011) Quale comunicazione formativa per la società della Conoscenza. Un caso di studio: “150 DIGIT – L’Italia delle scuole”, in «DIDAMATICA 2011 Torino (IT), May 4-6» [Link alla pubblicazione online]