Il 22 giugno 2016 si è tenuto a Firenze l’evento Quale certificazione per il biologico. Giornata di studio su sostenibilità, identità, qualità e sicurezza, organizzata da ICEA, l’Istituto per la Certificazione Etica e Ambientale, e dal CSL. La giornata, nata nell’ambito del progetto Analisi, riprogettazione e sperimentazione della comunicazione interna ed esterna di ICEA (avviato nel 2015), si è caratterizzata come un momento di riflessione e di confronto tra l’Istituto di certificazione, i propri dipendenti, le aziende certificate, il mondo della ricerca e la società civile.

L’incontro ha visto, oltre all’introduzione di Pietro Campus (Presidente di ICEA), numerosi interventi di esponenti del mondo dell’Università, della Ricerca e delle Professioni. Nel primo dei tre panel previsti, infatti, esperti e ricercatori hanno fatto il punto su come la ricerca sui sistemi di produzione agricola stia contribuendo ad impostare nuove strategie di sviluppo sostenibile e di adattamento ai cambiamenti (climatici, sociali, economici) in corso. Il secondo panel, invece, è stato dedicato all’identità (dell’Organismo di Certificazione, del territorio, di chi lavora nel settore) quale risorsa fondamentale per il rafforzamento del sistema. Infine, il terzo panel si è concentrato sulla sicurezza e qualità come elementi imprescindibili dei processi di certificazione del biologico.

Come ha ribadito nel suo ultimo intervento Pietro Campus, l’obiettivo della giornata di studio è stato quello di ribadire l’importanza di un impegno comune per affermare e rafforzare il modello di produzione biologico come paradigma di un’agricoltura sostenibile, sicura e di qualità. In questa direzione, lo scambio e la condivisione di conoscenza tra soggetti di ambiti diversi assumono un’importanza fondamentale per il mondo del biologico.

Di seguito il video-racconto della giornata realizzato dal CSLmultimedia.

Preview video racconto_Quale certificazione per il biologico (1)***

I saluti istituzionali

Prof. Andrea Arnone, Prorettore al trasferimento tecnologico e ai rapporti con il territorio e con il mondo delle imprese


Il tema del biologico e dei relativi metodi di produzione è attualmente oggetto di un’attenzione crescente da parte del mondo delle imprese, del mondo della ricerca – ricercatori di varia formazione e di diverse istituzioni nazionali ed internazionali lavorano su questi argomenti –, delle istituzioni, ma non solo: penso al mondo della cooperazione internazionale, alle associazioni di categoria, alle associazioni non profit, aigruppi d’acquisto, ai consumatori, e la lista potrebbe continuare. Si tratta, indubbiamente, di un tema trasversale che si può declinare in diversi settori disciplinari, che trova applicazioni in numerosi ambiti del territorio e che interessa diverse attività del tessuto imprenditoriale diffuso. Il biologico riguarda ormai – oltre che il cibo – il turismo, la cosmesi, il settore del tessile, la salute, etc.

Professor Andrea Arnone

Andrea Arnone è Prorettore al trasferimento tecnologico e ai rapporti con il territorio e con il mondo delle imprese.

 

Prof. Giampiero Maracchi, Presidente dell’Accademia dei Georgofili


L’inizio del terzo millennio vede affermarsi una crisi globale che mette in discussione gli assetti economici, politici, sociali, scientifici e tecnologici che sono andati affermandosi dalla rivoluzione francese in poi.
In questo contesto, pur cercando di salvaguardare i risultati positivi acquisiti con il modello messo in piedi con la rivoluzione industriale, è necessario analizzare anche gli aspetti negativi che rendono oggi tale modello largamente superato. Non possiamo nasconderci che una modifica di tale portata è uno di quei fatti epocali che segnano la storia, ma è pur tuttavia un’esigenza ineludibile se vogliamo che la vita dell’uomo sul pianeta continui a lungo e nel modo migliore possibile.

Guarda l’intervista del CSLmultimedia a Giampiero Maracchi

Giampiero Maracchi è il Presidente dell’Accademia dei Georgofili.

Introduzione alla giornata di studio

Dott. Pietro Campus, Presidente di ICEA


ICEA è un consorzio senza fini di lucro che offre servizi di controllo e certificazione nel campo degli standard ambientali ed etici. Fin dalla sua costituzione, opera coinvolgendo nella compagine societaria quelle organizzazioni che, negli ultimi 20 anni, hanno contribuito alla diffusione dell’agricoltura biologica sul territorio. In questo scenario, ICEA promuove lo sviluppo sostenibile impegnando le proprie risorse nella ricerca e nello sviluppo di strumenti certificativi ad adesione volontaria, finalizzati a promuovere il miglioramento delle prestazioni ambientali, economiche e sociali di beni; questo impegno parte da un indissolubile rispetto per l’ambiente e per l’uomo e, al tempo stesso, costituisce la base per la creazione di valore economico per imprese e aziende che operano nei campi più diversi. La strategia di sviluppo di ICEA è orientata a generare processi di crescita condivisa del processo di certificazione che prendono le mosse dalla conformità alle procedure, ma anche e soprattutto dal rispetto dei valori socio-economici del tessuto imprenditoriale e del suo operato nei confronti del territorio, del consumatore e delle persone che vi abitano e vi lavorano. I temi proposti in questa giornata di studio (sostenibilità, identità, qualità e sicurezza) rappresentano gli assi di riferimento e, quindi, le direttrici del percorso di crescita e di sviluppo di ICEA: su questi l’Istituto si confronta oggi con il supporto ed il contributo dei prestigiosi relatori ai quali abbiamo chiesto di intervenire, per raccogliere suggerimenti, spunti di riflessione e indicazioni operative.

Pietro Campus @CSLmultimedia_ICEA

Pietro Campus, sardo, 50 anni, è allevatore ed agronomo.
Laureato in Scienze Agrarie nel 1992, è tra i pionieri del biologico, operando nel settore da oltre venti anni in qualità di imprenditore, docente e formatore, consulente per Enti e Istituzioni. Ha ricoperto incarichi tecnici e di rappresentanza, prima ancora che in ICEA, in AIAB, ed in particolare nel Comitato Tecnico Scientifico e nel Consiglio Direttivo Federale. Dal 2014 è Presidente dell’Istituto per la Certificazione Etica e Ambientale (ICEA).

PANEL #1 – SOSTENIBILITÀ

Il primo panel, dedicato al tema della sostenibilità, è stato animato da ricercatori di alto profilo dell’Università di Firenze, quali il prof. Marco Bindi, Prorettore alla ricerca scientifica nazionale e internazionale e Professore Ordinario di Agronomia e coltivazioni erbacee, la prof.ssa Concetta Vazzana, Professore ordinario di Agronomia e coltivazioni erbacee, e il prof. Leonardo Casini, Professore ordinario di Economia ed estimo rurale. Nell’ottica di un trasferimento di conoscenza tra il mondo della ricerca ed il territorio, i relatori hanno presentato lo stato dell’arte delle proprie attività di ricerca sui sistemi di produzione agricola e sul ruolo del biologico nell’ottica di un progressivo adattamento ai cambiamenti (climatici, sociali, economici) in corso nel settore. Il valore aggiunto del primo panel consiste proprio nello scambio e nella condivisione di conoscenza, che assumono un’importanza fondamentale per il mondo del biologico e per il rafforzamento del sistema di certificazione in un’ottica di sistema: le attività di ricerca scientifica, di produzione/trasformazione e di certificazione devono comunicare tra loro e condividere informazioni, esperienze e risultati per progettare e individuare insieme soluzioni adeguate alle problematiche che il settore (e chi ci opera) si trova ad affrontare, e che dovrà sostenere in futuro.

Nuove strategie di produzione agricola in un’ottica di sostenibilità e di
adattamento ai cambiamenti climatici

Prof. Marco Bindi, Prorettore alla ricerca scientifica nazionale e internazionale, Professore Ordinario di Agronomia e coltivazioni erbacee, Dipartimento di Scienze Produzioni Agroalimentari e dell’Ambiente, Università di Firenze


L’agricoltura italiana, come quella di tutta l’area mediterranea, è una delle più esposte e vulnerabili agli effetti dei cambiamenti climatici in termini sia di quantità che di qualità. Particolare attenzione deve essere data al fatto che un punto di forza dell’agricoltura italiana, quale la presenza di diverse DOP (Denominazione di Origine Protetta), IGP (Indicazione Geografica Protetta) ed IGT (Indicazione Geografica Tipica), rischia di essere messo in difficoltà dal cambiamento di temperature e precipitazioni.
Un ruolo fondamentale in questa azione di studio e trasferimento delle conoscenze agli agricoltori e alle associazioni di categoria potrà e dovrà essere fatto delle istituzioni preposte a questo scopo (Università, Istituti di Ricerca, Assessorati regionali, Accademie, ecc.). A livello nazionale questo complesso di istituzioni di ricerca ha permesso alla fine del decennio scorso lo sviluppo di una serie di iniziative che hanno avuto l’obiettivo di studiare e trasferire le conoscenze relative all’analisi degli impatti dei cambiamenti climatici e delle relative strategie di adattamento per i sistemi agricoli italiani. Nonostante questi studi abbiamo messo in evidenza le principali ripercussioni dei cambiamenti climatici sul settore agricolo, rimangono tuttora una serie di aspetti che fortemente limitano l’adozione delle misure di adattamento ipotizzate.

Marco Bindi @CSLmultimedia_ICEA

Marco Bindi è professore ordinario presso il Dipartimento di Scienze Produzioni Agroalimentari e dell’Ambiente (DISPAA) dell’Università degli Studi di Firenze. Nel 1993 ha conseguito il dottorato di ricerca presso l’Università degli studi di Firenze. Dal 1988 ha condotto attività di ricerca nel settore dei modelli di simulazione delle piante e dell’effetto dei cambiamenti climatici sugli ecosistemi agrari e naturali. È Presidente del Corso di Laurea Magistrale in Scienze e Tecnologie Agrarie dal 2008 e Prorettore alla ricerca scientifica nazionale e internazionale dal 1 novembre 2015.

La biodiversità come strumento di gestione sostenibile per i sistemi di
agricoltura biologica

Prof.ssa Concetta Vazzana, Professore ordinario, Agronomia e coltivazioni erbacee, Università di Firenze


La biodiversità di un agroecosistema può essere studiata a livelli diversi (gene, specie ed ecosistema), può essere strutturale con componenti vegetali ed animali, può essere pianificata ed associata. La presentazione tratterà di questi aspetti della biodiversità nei sistemi agricoli biologici, in relazione alle funzioni ecologiche che vengono sostenute e con i servizi eco-sistemici che ne derivano. Saranno fatti esempi pratici di come il mantenimento di una elevata biodiversità aziendale fornisca strumenti di gestione e strategie di difesa molto importanti per l’agricoltore. Si discuterà anche della possibilità di certificazione della biodiversità a livello aziendale.

Concetta Vazzana @CSLmultimedia_ICEA

Concetta Vazzana è Professore Ordinario di Agronomia e coltivazioni erbacee del Dipartimento di Scienze Produzioni Agroalimentari e dell’Ambiente dell’Università di Firenze, e docente nelle lauree di I e II livello della Facoltà di Agraria. È stata Direttore del Dipartimento di Scienze Agronomiche e Gestione del Territorio Agro-forestale dell’Università di Firenze dal 2000 al 2006. Ha insegnato, inoltre, presso l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo e presso il CIHEAM di Bari.

Sistemi sostenibili di produzione come strumento di valorizzazione del territorio

Prof. Leonardo Casini, Professore ordinario, Economia ed estimo rurale, Università di Firenze


Le strategie nazionali e internazionali sono sempre più indirizzate a promuovere forme di sviluppo sostenibile del territorio. L’intervento alla giornata di studio su “Quale certificazione per il biologico” propone un modello di sviluppo sostenibile per l’agricoltura basato sulla valorizzazione della sua multifunzionalità in cui la certificazione territoriale, di processo, di prodotto rappresenta una componente fondamentale.

Leonardo Casini @CSLmultimedia_ICEA

Leonardo Casini è Professore ordinario di “Economia ed Estimo Rurale” presso il Dipartimento di Gestione dei Sistemi Agrari, Alimentari e Forestali (GESAAF) della Facoltà di Agraria dell’Università di Firenze. È membro delle principali Accademie e Associazioni scientifiche del settore. È autore di oltre 150 pubblicazioni in tema di Economia agraria, forestale e ambientale sulle più importanti riviste nazionali ed internazionali del settore.

PANEL #2 – IDENTITÀ

Il secondo dei panel previsti, relativo al tema dell’identità, ha avuto come obiettivo l’avvio di una riflessione sul concetto di biologico e certificazione, sulle loro caratteristiche e sui valori di un’agricoltura biologica. Dopo un’intervista condotta da Federico Fazzuoli ai giovani dipendenti di ICEA, sono intervenuti Luca Toschi, professore ordinario di Sociologia dei Processi Culturali e Comunicativi dell’Università di Firenze con un intervento dal titolo “La buona comunicazione genera risorse: verso una comunicazione sostenibile” e Luciano Valle, docente di Etica ambientale dell’Università degli Studi di Pavia con un intervento dal titolo “Riabitare la Terra: per un nuovo progetto di etica e tutela dell’ambiente”.

La buona comunicazione genera risorse: verso una comunicazione sostenibile

Prof. Luca Toschi, Professore ordinario, Sociologia dei processi culturali e comunicativi, Università di Firenze


Il paradigma della “Comunicazione generativa” supera l’idea, oggi ancora dominante, della comunicazione intesa come un insieme di strumenti al servizio di quelle azioni che sono concepite per promuovere un’impresa, un’istituzione o un territorio. La “buona” comunicazione va oltre l’idea di comunicazione intesa come risorsa che comporta un costo, un investimento: è una tecnica che genera risorse invece che consumarle. Le risorse in questione non sono soltanto di tipo economico, ma investono pienamente tutti gli aspetti che solitamente vengono compresi nella definizione di sviluppo sostenibile (la sfera economica, la sfera ambientale e la sfera sociale). In questa prospettiva la conoscenza risulta essere la principale risorsa di ogni processo comunicativo, una risorsa del tutto particolare, perché più la applichi più si rafforza.

Partendo da queste premesse e da una ricognizione sul settore della certificazione, il contributo propone – sullo sfondo del progetto di collaborazione tra ICEA e CSL – l’idea di una comunicazione intesa come un’energia in grado di generare e sistematizzare risorse a sostegno di un progetto definito in maniera partecipata da tutti i soggetti coinvolti, rafforzando l’identità comune ed il ruolo di tutti gli attori del processo, legittimando e valorizzando le conoscenze e le competenze di cui sono portatori, ridefinendone i ruoli e le gerarchie sul piano organizzativo, sviluppando relazioni con altri portatori d’interesse.

Luca Toschi è professore ordinario di Sociologia dei Processi Culturali e Comunicativi e dirige il Communication Strategies Lab (CSL) (www.csl.unifi.it) del Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali dell’Università di Firenze.

Riabitare la Terra. Per un nuovo Progetto di Etica e Tutela dell’ambiente

Prof. Luciano Valle, Docente di Etica ambientale, Università di Pavia


In questo periodo in cui si celebra la Giornata Mondiale dell’Ambiente, va sottolineato che sono ormai più di cinquant’anni che l’umanità è stata chiamata ad un “risveglio” e ad una conseguente mobilitazione all’impegno per la tutela dell’Ambiente.
Il rapporto “agricoltura-ambiente” può essere considerato come il luogo fondativo della nuova consapevolezza e coscienza critica.

Oggi, purtroppo in gravissimo ritardo, l’appello è diventato sempre più pressante, rivolto a sollecitare quella “rivoluzione culturale”, quel “nuovo umanesimo”, quella “nuova resistenza”, quella “mobilitazione generale” indirizzati a tutta l’umanità (si veda l’Enciclica “Laudato Si’”) per difendere la dignità della Terra, la casa comune, la famiglia comune umana e non.

Un impegno che assume la forma di un nuovo Progetto dell’Abitare in cui la sintesi di un’antropologia, una concezione del mondo, un’etica inedite, post-antropocentriche, ispiri finalmente comportamenti degli umani improntati all’empatia, all’amore, al rispetto verso Sorella Terra e le creature tutte che la popolano, ai nuovi stili di vita.

Luciano Valle è Docente di Etica ambientale presso la Facoltà di Farmacia dell’Università degli Studi di Pavia, è Presidente e Direttore del Tavolo Tecnico-Scientifico del Centro di Etica Ambientale di Bergamo; Presidente dell’Associazione “Etica, Sviluppo, Ambiente – A. Olivetti”.

PANEL #1 – SICUREZZA E QUALITÀ

Il secondo panel, dedicato al tema della Sicurezza e della Qualità, è stato animato da studiosi e da esponenti delle professioni, che hanno condiviso informazioni, esperienze e punti di vista autorevoli su alcune problematiche che il settore (e chi ci opera) si trova ad affrontare e dovrà risolvere nel prossimo futuro. L’idea è stata quella di avviare un dialogo partecipato da tutte le parti coinvolte per condividere criticità e avviare un dialogo funzionale a individuare insieme soluzioni adeguate.

Fiducia e qualità: il ruolo e la partecipazione degli stakeholder nei processi certificativi

Dott. Gianni Cavinato, Presidente Associazione Consumatori Utenti (ACU)


La certificazione, sia regolamentata che volontaria, si può definire come una forma di garanzia che generalmente il produttore offre al consumatore sulla base di richieste, implicite ed esplicite, dello stesso consumatore.  Il rapporto di fiducia produttore/consumatore viene assicurato da un processo affidato ad Organismi di Certificazione che sono obbligati ad operare secondo rigide procedure di controllo e verifica, gestite con la massima diligenza, professionalità, indipendenza, imparzialità, ecc.

La conoscenza, da parte di tutti gli stakeholder, dei processi certificativi è tanto più richiesta, quanto più il prodotto/servizio certificato esprime valori aggiunti rispetto ai corrispondenti prodotti/servizi non certificati. Sono valori aggiunti un più elevato livello di sicurezza (es. assenza di pesticidi in un alimento) oppure una migliore prestazione ed efficienza di un mezzo di locomozione o di una lavatrice.

Se in generale la sicurezza è un prerequisito della qualità, la conoscenza è un prerequisito della fiducia. Per gli stakeholder partecipare alla conoscenza dei processi certificativi permette di conoscere in trasparenza la qualità e la sicurezza del prodotto/servizio e, di conseguenza, si consente di favorire il miglioramento del rapporto di fiducia che gli stessi maturano e consolidano nel tempo verso i produttori.

Spetta anche agli Organismi di Certificazione attrezzarsi e organizzarsi per il raggiungimento di obiettivi strategici che vanno nella direzione di rafforzare il ruolo degli stakeholder.

Cavinato @ICEA

Gianni Cavinato è Tecnologo Alimentare e dal 2006 Presidente Nazionale dell’ACU (Associazione Consumatori Utenti), unica associazione italiana dei consumatori socia di ACCREDIA. Dal 2009 fa parte dell’Organismo di Vigilanza di ACCREDIA.

Responsabilità penale delle persone giuridiche: il “nuovo diritto penale” e le conseguenze per il settore della certificazione

Dott. Emanuele Montemarano, Presidente dell’Organismo di Vigilanza di ACCREDIA


L’intervento affronta la problematica della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche per gli illeciti dipendenti da reato, introdotta nel nostro ordinamento giuridico dal decreto legislativo 8 giugno 231, n. 2001 ed oggetto negli anni successivi di numerosi provvedimenti legislativi e pronunce della magistratura, tutti orientati nel senso di accrescere la responsabilità delle imprese a fronte di illeciti penali commessi al loro interno. L’impatto della normativa in oggetto, che sta profondamente modificando il funzionamento dell’intero sistema penale italiano, è particolarmente rilevante nel settore della certificazione di conformità, i cui addetti sono tenuti a garantire la dovuta diligenza professionale nello svolgimento dell’incarico ispettivo, rischiando altrimenti di rispondere, a titolo di “culpa in vigilando”, di eventuali reati dei destinatari dell’attività di verifica. Tenendo conto dell’esperienza in tal senso maturata dall’organismo nazionale di accreditamento, è opportuno quindi che i principali attori del sistema nazionale della certificazione di conformità indirizzino l’attenzione sulle tre principali misure richieste dal decreto 231: analisi dei rischi penali, protocolli di comportamento e Organismo di Vigilanza.

Montemarano @ICEA

Emanuele Montemarano è avvocato, iscritto all’Ordine degli Avvocati di Roma; esercita l’attività di consulenza legale, processuale e stragiudiziale in qualità di socio dello Studio Legale e Commerciale Montemarano, con sedi in Roma, Milano e Bologna. Dal 2006 è docente nella Scuola Superiore di Amministrazione Pubblica e degli Enti Locali (Ceida) e dal 2008 è Presidente dell’Organismo di Vigilanza di ACCREDIA (ente nazionale di accreditamento).