Posted by on novembre 28, 2016

Firenze Smart Place. Storie dell’alluvione è il progetto che il Communication Strategies Lab ha concepito e condotto in occasione dei 50 anni dell’Alluvione di Firenze del 4 novembre 1966.


Storie, aneddoti e curiosità geolocalizzati in città.

Durante il mese di novembre 2016 è stato animato il network Firenze Smart Place: sul Web, su Facebook, su Instagram e sulle Google Maps. Le principali piattaforme social vengono popolate di contenuti multimediali sui fatti del 4 novembre 1966.

Visita il sito web dedicato

Firenze-Smart-Place_logo

Il logo del progetto Firenze Smart Place


Video teaser del progetto


Un progetto, molteplici fronti di ricerca

Firenze Smart Place è un progetto di ricerca sulla comunicazione generativa applicata al contesto dei social media in relazione al patrimonio culturale. Ma la natura geolocalizzata delle iniziative previste dal progetto lo rende un banco di prova rilevante ai fini dell’approfondimento delle dinamiche di Storytelling territorializzato, che il CSL ha già avuto modo di sperimentare in occasione della conduzione del progetto San Casciano Smart Place.

Ne consegue che Firenze Smart Place è, per i ricercatori del CSL, anche una preziosa occasione per interrogarsi sull’area di ricerca dedicata alle Smart City, che vede il CSL attivo nel progetto Sii Mobility.

Le altre aree di ricerca in cui si inserisce il progetto sono quelle del Digital Writing, delle Social Media Strategies, dello Storytelling e della Comunicazione organizzativa.


Il progetto in 10 punti

Dieci punti per farsi un’idea più dettagliata del progetto e della complessità del meccanismo organizzativo che lo governa.

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1. La redazione

…il trattamento comunicativo dei materiali

Abbiamo costituito una redazione di autori, sceneggiatori, content curator e social media manager.

La redazione, coordinata dal Communication Strategies Lab, ha raccolto materiali e informazioni sull’alluvione di Firenze del 1966.

I redattori, attraverso un trattamento comunicativo dei materiali raccolti, hanno creato delle storie.

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2. Le storie

…uno hub generativo di contenuti

Le storie che abbiamo creato sono per lo più note.

Il valore aggiunto sta nella scelta di raccoglierle in uno stesso luogo…

Il luogo di raccolta delle storie è il sito web dedicato al progetto www.csl.unifi.it/smartplace/storie

In questo modo il sito web è diventato uno hub generativo di contenuti: un luogo da cui ridistribuirli, di volta in volta e di formato in formato, in differenti ambienti di comunicazione.

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3. Gli ambienti di comunicazione

…il network Firenze Smart Place

Dal sito web le storie vengono disseminate negli ambienti di comunicazione social più frequentati e popolari…

Firenze Smart Place si sviluppa su

…il risultato è un network di ambienti: appunto il network Firenze Smart Place.

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4. Facebook

…un mini network di pagine

All’interno di Facebook abbiamo creato un mini network di pagine.

Abbiamo dedicato al progetto la pagina Firenze Smart Place  @firenzesmartplace

Abbiamo poi creato altre 3 pagine:

 @davidsignoria la pagina del David di Piazza della Signoria

 @davidaccademia la pagina del David della Galleria dell’Accademia

 @davidpiazzale la pagina del David del Piazzale Michelangelo

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5. Tre maschere

…tre ruoli e tre temperamenti

I tre David rappresentano tre maschere, ognuna con un preciso temperamento e un preciso ruolo…

Il David di Piazza della Signoria, che dimora nel centro politico cittadino, racconta quanto accaduto nel mese di Novembre 1966 tra Palazzo Vecchio, Piazza della Signoria, Galleria degli Uffizi e Ponte Vecchio, i suoi protagonisti e gli aneddoti più significativi.

Il David di Galleria dell’Accademia, ricorda, racconta e commenta quanto accadde al patrimonio storico, artistico e culturale della città durante i giorni dell’alluvione.

Il David di Piazzale Michelangelo, osserva dall’alto gli effetti dell’alluvione. È il primo a vedere salire il livello dell’Arno e saltare le prime spallette del fiume. La sua collocazione gli permette inoltre di scorgere da lontano quello che accade nelle aree limitrofe di Firenze.

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6. Instagram

…un mosaico di storie

Abbiamo attivato un profilo su Instagram,  @firenze.smartplace e lo abbiamo utilizzato come aggregatore di storie dell’alluvione.

Periodicamente il feed di Instagram ospita la stilizzazione di una mappa di Firenze in cui andiamo a collocare i contenuti delle storie geolocalizzandole in modo che vadano a segnare le tappe di un percorso narrativo.

In ogni tappa gli utenti trovano immagini o video accompagnati da una didascalia che guida, completa e rafforza la lettura.

Abbiamo creato l’hastag #FirenzeSmartPlace per permettere agli utenti interessati di partecipare all’iniziativa con i propri contenuti.

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7. Google Maps

…percorsi di visita

Abbiamo infine attivato un account sulle Google Maps, per distribuire una selezione delle storie prodotte dalla redazione lungo i percorsi di visita alla città di Firenze.

Ogni storia è agganciata a una precisa tappa cittadina: per permettere agli utenti di raggiungere fisicamente i luoghi che sono stati teatro dell’alluvione.

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8. Il networking

…coordinamento e reciprocità

Abbiamo coordinato il funzionamento degli ambienti che convergono nel network Firenze Smart Place.

  • A mano a mano che sul sito web vengono pubblicate le storie dell’alluvione, la pagina Facebook Firenze Smart Place le diffonde tra gli utenti, condividendole e commentandole.
  • Le tre maschere dei David interagiscono con la pagina del progetto e pubblicano a loro volta aneddoti tratti dalle storie, contribuendo a coinvolgere gli utenti con like, commenti e repost.
  • Lo stesso avviene con l’account Instagram, dove le storie che compaiono a sul sito web vengono periodicamente raggruppate all’interno di mosaici tematici che gli utenti possono consultare, condividere e commentare.
  • Le storie del sito web vanno a confluire anche all’interno dei percorsi delle Google Maps.
  • Tutte le pagine Facebook fanno inoltre embedd delle storie pubblicate sul profilo Instagram e sulle Google Maps, animando la discussione con like, commenti e repost.

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9. Le scommesse di ricerca

…conoscere dall’interno e imparare facendo

Hacking social media.

La prima scommessa di progetto è legata al sottotitolo tacito del progetto: “hacking social media”.

In altre parole, con l’allestimento dell’ambiente di networking e con l’animazione di tutto il movimento appena descritto ci proponiamo di studiare se e come si riescono ad innescare circoli di engagement e a provocare negli utenti l’interesse, la reazione e l’azione di conoscenza. Hacking social media per attivare il processo generativo e innescare circoli virtuosi che in seguito siano in grado di procedere in autonomia, concorrendo di fatto all’incremento del fattore conoscenza in relazione agli argomenti e ai contenuti del network Firenze Smart Place, ma non solo.

Storytelling e comunicazione organizzativa.

La seconda scommessa è di natura formativa.

Smontare, parodiare, carnevalizzare gli ambienti di comunicazione social e i meccanismi che li governano diventa un’occasione di conoscenza dall’interno. Il che determina un incremento delle competenze social e la demistificazione di tante, troppe, false credenze e luoghi comuni sull’argomento. Senza dimenticare che frequentando le pratiche di storytelling, la produzione di storie, il trattamento comunicativo, la content curation ecc., il gruppo di lavoro finisce per accumulare un’adeguata literacy e una smaliziata confidenza nei confronti degli ambienti di comunicazione, delle pratiche, degli stili espressivi e delle questioni legate agli aspetti legali e organizzativi.

Automazione dei processi e forme di organizzazione.

La terza scommessa ci riporta al punto di partenza: la costituzione della redazione.

Il progetto Firenze Smart Place rappresenta infatti anche una preziosa occasione per testare e approfondire lo studio e le pratiche di una delle aree di ricerca più strategiche del Communication Strategies Lab, ovvero quella del digital writing per la comunicazione organizzativa alla luce dei fenomeni di automazione dei processi.

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10. Tutto il resto…

E tutto il resto è letteratura digital writing!

Posted in: Progetti
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