Posted by on novembre 14, 2016

Negli ultimi anni, i profondi cambiamenti introdotti nella comunicazione e nell’informazione hanno contribuito a riconfigurare in gran parte le pratiche di studio per ogni ordine e grado di scuola, e in particolare dell’Università. Gli strumenti oggi a disposizione, infatti, ampliano le possibilità offerte agli studenti di acquisire nuovi elementi di conoscenza e modificano, di conseguenza, il modo in cui viene affrontato il personale percorso di formazione.

All’interno di questo scenario, il progetto di ricerca si prefigge l’obiettivo di osservare, analizzare e descrivere le dinamiche e le relazioni che oggi si instaurano tra docente, studenti e ambiente di formazione – mettendone in risalto sia i punti di forza che gli elementi di criticità –, per poter poi intervenire e definire un modello formativo differente in cui assumano un ruolo predominante l’interazione, la collaborazione e la sperimentazione – dentro e fuori la classe – che porti: i discenti a studiare e contemporaneamente ad applicare già in classe quanto appreso, andando oltre l’attuale binomio sapere vs. fare; i docenti a sperimentare un nuovo modo di insegnare che travalichi la classica dinamica top-down in cui viene del tutto azzerata la dimensione relazionale con gli studenti; l’ambiente formativo a rileggersi, riprogettarsi e ridefinirsi di volta in volta in base alla necessità dei docenti, degli studenti e dei progetti di studio e di ricerca attivati.

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Il progetto “Formazione, contenuti didattici e nuove tecnologie”, avviato dal Communication Strategies Lab in collaborazione con la ricercatrice Alessandra Anichini (INDIRE) e Jose Antonio Cordón García, Direttore del Gruppo Electra dell’Università di Salamanca, intende indagare e descrivere, attraverso un percorso di Narrative Inquiry (metodologia di ricerca qualitativa che analizza e studia il comportamento e il pensiero dei soggetti attraverso i testi da loro prodotti), le pratiche e le abitudini di studio degli studenti universitari, facendo riferimento anche all’uso integrato che questi fanno della comunicazione, della testualità tradizionalmente intesa – manuali, libri di testo, appunti, etc. -, delle piattaforme e degli strumenti digitali più noti e diffusi – Wikipedia, portali tematici, siti di approfondimento, blog, social network.

All’interno di questo vasto ambito di indagine, però, la ricerca si concentra in particolare sulla presenza – o la scarsità – del ‘dialogo’ nelle pratiche di studio; un dialogo inteso come relazione di confronto e scambio che si stabilisce tra studente e docente, tra studente e colleghi e tra studente e gli stessi testi di studio. L’analisi cercherà di descrivere il modo in cui il digitale e i linguaggi legati ai diversi media favoriscano o inibiscano la relazione che lo studente stabilisce con il docente, con i colleghi e con il materiale di studio.

In questo scenario, il digitale può diventare un valore aggiunto solo se promuove nello studente un atteggiamento realmente creativo e propositivo che gli permetta di appropriarsi e rielaborare individualmente i vari contenuti. Seguendo la metodologia generativa (Toschi 2011), infatti, si analizzeranno da vicino tali dinamiche per capire come i collegamenti che si instaurano tra studenti, docenti e materiali di studio creino, de facto, un ambiente formativo complesso e mutevole.

Uno screen dell'ambiente che ospita la sperimentazione

Uno screen dell’ambiente che ospita la sperimentazione

Gli obiettivi e gli strumenti

L’obiettivo principale del progetto è quello di comprendere quali siano le principali modalità di studio utilizzate per la preparazione di un esame in ambito umanistico. In particolare, si intende mettere in luce e verificare quanto i nuovi canali e strumenti digitali integrino il tradizionale uso dei volumi cartacei, di appunti scritti a mano e quale sia il ruolo che gli studenti affidano loro nella preparazione degli esami, il rapporto che stabiliscono con le tradizionali modalità di comunicazione con il docente e con i compagni.

Il progetto si muove, dunque, su due piani di analisi e di intervento mirati a descrivere comportamenti e strategie messe in atto:

  • Una fase di ascolto attenta a mettere in luce il modo in cui le ragazze e i ragazzi studiano, si relazionano con docenti, compagni, nuove tecnologie e il tipo di uso che fanno di quest’ultimo (fase di analisi qualitativa);
  • Una successiva fase di analisi di alcuni contenuti (testuali ed audiovisivi) – segnalati dagli studenti stessi – utilizzati oggi in ambito didattico e formativo, sia a distanza/online che in presenza per identificare la loro struttura, i linguaggi, i canali utilizzati per l’erogazione e il modo in cui questi sono utilizzati dai docenti all’interno delle lezioni.

Una ricerca attivata da molti anni

Da anni il CSL opera e conduce ricerche circa il rapporto fra educazione, formazione e strumenti digitali, valorizzandone e verificandone gli effetti nell’ambiente di apprendimento,  come nel caso di EduEda, Cl@ssi 2.0 e Monitoraggio regionale sulle competenze digitali.

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