Posted by on luglio 4, 2016

La comunicazione generativa per il vivaismo_copertina

 

Il Communication Strategies Lab da molti anni svolge un’intensa attività a sostegno di imprese, associazioni, istituzioni e organizzazioni, pubbliche e private, per il rafforzamento – attraverso l’utilizzo della metodologia generativa – della loro strategia di comunicazione interna, organizzativa e esterna (comunicazione di prodotto).

Sulla base delle ricerche sviluppate negli ultimi tre anni attraverso la collaborazione con il settore agricoltura della Regione Toscana per l’introduzione della metodologia generativa nella comunicazione del Programma di Sviluppo Rurale Toscano 2014-2020 e attraverso altri progetti sempre legati all’ambito agricolo e dello sviluppo rurale – si veda, tra gli altri, il progetto San Casciano Smart Place -, il CSL ha intercettato l’urgenza di ripensare e rileggere la comunicazione come uno strumento fondamentale per orientare e rafforzare sinergie tra la comunicazione organizzativa interna, cioè quella funzionale alla produzione, e la comunicazione di prodotto, cioè quella funzionale a consolidare la presenza delle imprese e delle organizzazioni sul mercato. A seguito di queste e altre esperienze, il CSL da diversi mesi sta lavorando, in collaborazione con l’Accademia dei Georgofili alla definizione, all’interno del mondo vivaistico, di una nuova strategia di comunicazione focalizzata sui bisogni (sia espressi che inespressi) e sulle necessità che emergono sia sul fronte del mercato, nazionale e internazionale, che sul fronte dell’innovazione.

Gli obiettivi del progetto

Il progetto di ricerca è finalizzato, dunque, a proporre, all’interno del mondo vivaistico, una strategia di comunicazione differente, volta ad evidenziare e analizzare i bisogni e le necessità che emergono sul fronte della formazione, della comunicazione, del mercato – nazionale e internazionale – e dell’innovazione.

A tal proposito, tra i principali obiettivi della ricerca c’è la volontà di:

  • Progettare un modello comunicativo a sostegno dell’innovazione;
  • Ridefinire e pianificare una strategia di comunicazione efficace e funzionale a rilanciare il valore del vivaismo italiano;
  • Individuare e definire una sinergia tra il mondo della produzione, della ricerca, dei media, delle istituzioni, delle professioni, della finanza, delle associazioni e degli altri stakeholder del settore, per promuovere un processo di innovazione finalizzato a rafforzare il prodotto del vivaismo italiano (a livello nazionale e internazionale).

Nella prima fase del progetto è stata realizzata un’indagine qualitativa, caratterizzata da una serie di momenti di ascolto riservati agli stakeholder rappresentativi delle prime 4 categorie selezionate: imprenditori vivaistici, associazioni di rappresentanza, giornalisti di settore e mondo della ricerca. L’obiettivo di questa analisi, entrando nel merito, è stato quello di individuare le maggiori criticità, le problematiche, ma anche i diversi elementi chiave e i punti di forza percepiti all’interno del settore vivaistico intorno ai tre focus selezionati per sviluppare tale indagine: la formazione, l’innovazione e la comunicazione.

 

La metodologia della ricerca

La prima fase del progetto ha visto la definizione di una ricerca di tipo qualitativo ideata ed eseguita dal CSL, a partire dal mese di Febbraio 2016. Data la complessità dei fenomeni studiati e seguendo le indicazioni alla base della metodologia generativa – attenta, da un lato, ad ascoltare e percepire i bisogni espressi (esplicitamente o implicitamente) dal tessuto sociale, imprenditoriale e produttivo e, dall’altro, a costruire relazioni tra i soggetti coinvolti (o da coinvolgere) nel progetto –, il gruppo di ricerca ha scelto di svolgere un’indagine di tipo qualitativo basata sull’osservazione diretta e ravvicinata dell’oggetto d’analizzare. Uno stile, dunque, attento a tutelare e rafforzare una visione della Ricerca in cui sono fondamentali il ruolo e la partecipazione attiva in tutte le fasi, oltre che del ricercatore, anche dei soggetti coinvolti a vario titolo all’interno del progetto. Solo in questo modo, infatti, attivando una forte cooperazione tra tutti gli attori chiamati in causa, si possono portare le ragioni metodologiche ad incidere anche su quelle etico-politiche. Si tratta quindi, a tutti gli effetti, di una co-partecipazione alla ricerca, in cui fermo restante il ruolo e la responsabilità d’indirizzo e di gestione da parte dei ricercatori, i partner svolgono un ruolo attivo, incidendo con le loro istanze nello svolgimento della ricerca stessa.

Le interviste sono state realizzate dal 27 aprile 2016 al 23 maggio 2016, seguendo due differenti modalità di ascolto in base alla collocazione geografica dei soggetti coinvolti nell’indagine: interviste in presenza, incontrando personalmente gli imprenditori delle aziende vivaistiche pistoiesi selezionate, i rappresentanti delle associazioni di categoria e d’impresa e i docenti universitari coinvolti; interviste telefoniche somministrate soprattutto ai giornalisti di settore.

La proposta del CSL

Alla luce di quanto emerso dalla prima fase del progetto e dalla presentazione dei primi risultati tenutasi il 17 giugno 2016 presso il Nuersry Campus, il CSL sta lavorando per definire una nuova strategia di comunicazione che porti a:

  • Ripensare un modello formativo attento a ridefinire un rapporto formazione-impresa che si faccia realmente promotore di un trasferimento tecnologico,di conoscenze, di competenze;
  • Definire un nuovo paradigma di comunicazione che vada oltre il tradizionale marketing e che, partendo dalla ricerca applicata e dalla sperimentazione, faccia ulteriormente crescere e sviluppare il settore vivaistico;
  • Ridefinire l’introduzione e l’uso delle nuove tecnologie come strumenti per rilanciare il settore vivaistico: dai processi produttivi aquelli comunicativi.
Posted in: Progetti

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