Il CSL, data la trasversalità della metodologia generativa, ha attivato da tempo un’area di ricerca sul Made in Italy, inteso come patrimonio unico e inimitabile di conoscenze, abilità manuali, progettuali e produttive: un organismo complesso che necessita di supporto, di azioni mirate, di valorizzazione e di strategie accurate di relazione.
Il prodotto fatto e pensato in Italia rappresenta un sistema che coinvolge un’articolata e complessa filiera manifatturiera. Per poter rispondere in modo adeguato alle istanze provenienti da una filiera dinamica ed in continua evoluzione, è necessaria la strutturazione di un laboratorio che al proprio interno abbia tutte le competenze necessarie al fine di dare una risposta specifica e rapida alle esigenze delle aziende impegnate sui mercati internazionali. I fronti aperti nell’area d’intervento del Made in Italy in questo momento sono tre, ugualmente distribuiti tra le attività legate alla formazione e quelle caratterizzate da un approccio più operativo.

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Il master in Management del design e della comunicazione

Il master in Management del design e della comunicazione per la manifattura tessile Made in Italy, sviluppato in collaborazione con l’Italian University Line (IUL), risponde al bisogno espresso dalle aziende della filiera tessile toscana di alta gamma di profili manageriali che uniscano la capacità di gestione e amministrazione aziendale a una visione design-driven della comunicazione e dello sviluppo del brand e della filiera produttiva.

IUL_logoIl profilo che il master intende formare è quello di un manager che possa sviluppare percorsi strategici aziendali che uniscano artigianalità e professionalità specialistiche, storicizzate e proprie della filiera tessile di alta gamma, con le contemporanee istanze del mercato della moda e del lusso in generale.
Il percorso di studi punta quindi a formare una risorsa umana di business manager che sappia interpretare e definire nuove leve di mercato derivate dall’immaginario del prodotto (cioè da quei contenuti formali e intangibili che lo caratterizzano) e dell’intera filiera, come il valore socio-culturale della storia di una manifattura, dei luoghi che hanno contribuito al suo sviluppo e del capitale umano che ne possiede il “saper fare”, applicando il paradigma generativo della comunicazione non solo allo sviluppo di strategie di comunicazione di prodotto, ma piuttosto alla promozione sistemica del territorio nel quale le aziende sono radicate.
Sul sito della IUL una pagina dedicata al master con tutti i dettagli.

 

Nasce il nuovo laboratorio di ricerca al PIN: Scienze del Made in Italy

Con l’obiettivo di sperimentare nuove linee di ricerca e, al tempo stesso, di stimolare e avviare nuove forme di relazione tra il sapere universitario ed il tessuto economico ed imprenditoriale del territorio, il CSL ha avviato una nuovo laboratorio per la ricerca applicata presso il PIN – Polo Universitario “Città di Prato”.

Il laboratorio Scienze del Made in Italy, codiretto dal professor Luca Toschi e dalla professoressa Elisabetta Cianfanelli, è posizionato nel distretto produttivo di Prato, uno dei luoghi di produzione più significativi del prodotto Made in Italy, conosciuto nel mondo per l’eccellenza nei filati, nei tessuti e nella maglieria, ma attivo anche in altri settori del sistema del prodotto pensato e fatto in Italia (in particolare per i comparti del prodotto d’arredo, degli accessori moda e dell’enogastronomia).
Il CSL porterà e svilupperà ulteriormente nel laboratorio la propria metodologia generativa; risulta infatti di assoluta importanza la corretta definizione dei contenuti di comunicazione e dei processi di diffusione di essa, elemento indispensabile per trasmettere i valori tangibili e intangibili sottesi dal prodotto nel mercato. A ciò si associa un focus sulle nuove strategie di vendita oltre l’e-commerce, a sistemi tecnologici che evidenzino i fattori dell’interazione e delle emozioni, alla ricerca di materiali sempre più eco-friendly e con sempre più elevate performance.
Ma non solo: una “buona” comunicazione, rivolta sia all’esterno che all’interno del distretto produttivo, deve diventare uno strumento strategico di relazione e confronto tra realtà anche molto diverse tra loro, con l’obiettivo di generare, mettendo in contatto nodi che prima non erano connessi, nuovi rapporti, nuovi elementi di conoscenza e, quindi, nuove risorse in grado di rafforzare tutto il sistema produttivo.

Il paradigma generativo applicato al Made in Italy: tra teorie e pratiche

Nell’approccio proposto dal CSL, infatti, il settore del Made in Italy non è l’oggetto della comunicazione, inteso come insieme di informazioni da veicolare al più ampio numero possibile di potenziali consumatori attraverso singole azioni comunicative. Piuttosto, è il sistema stesso del Made in Italy che deve essere considerato come strumento di comunicazione, attraverso il quale individuare nuove risorse e rafforzare quelle esistenti: un ambiente comunicativo inclusivo di tutti i portatori d’interesse, secondo una visione della comunicazione intesa come strumento per creare comunità, una comunità di interessi e di pratica finalizzata ad avviare processi sistemici di comunicazione.
Il CSL svolgerà la propria attività nell’ambito dei processi di ricerca applicata, di consulenza e formazione rivolta al mondo del fare. In particolare possiamo annoverare percorsi formativi già sviluppati e in corso, come:

  • percorsi di ascolto e di rilevazione dei bisogni espressi ed inespressi delle aziende del distretto;
  • corsi brevi tailor-made sul sistema Made in Italy, con focus su specifici comparti produttivi, rivolti a specifici gruppi di studenti nazionali o internazionali o professionisti;
  • percorsi di alta formazione per la creazione di figure manageriali per la gestione dei comparti produttivi e delle filiere di eccellenza;
  • collaborazioni con piattaforme e-learning per la strutturazione di corsi di formazione di alta specializzazione.

Altre attività del laboratorio si rivolgono alla consulenza e al trasferimento della ricerca accademica alle imprese manifatturiere del Made in Italy. Ad esempio:

  • laboratori congiunti Università-Impresa per lo sviluppo di linee di ricerca di comune interesse;
  • convenzioni di ricerca con aziende su specifiche tematiche di interesse dei distretti manifatturieri;
  • rapporti di ricerca congiunta con spin-off accademici e altri attori del trasferimento della ricerca alle imprese.

Il laboratorio dovrà inoltre avere un’importante funzione di collegamento sul territorio, nell’ottica di creare network tra le imprese e i portatori d’interesse e favorire la cross-fertilization tra una filiera e l’altra.

La ricerca sul Made in Italy attraverso tesi sperimentali

Una serie di tesi di ricerca triennali e magistrali stanno già contribuendo ad indagare, nelle linee tracciate dalle ricerche del CSL e del laboratorio Scienze del Made in Italy sul prodotto fatto e pensato in Italia, i punti di forza e le criticità comunicative che sono tipiche del settore.
Attraverso una serie di relazioni/convenzioni tra il CSL e le imprese del territorio, infatti, le tesi sul Made in Italy avranno la possibilità di analizzare dal punto di vista teorico e applicato quelle caratteristiche e quegli elementi distintivi della comunicazione del Made in Italy – comunicazione di prodotto, ma anche organizzativa e istituzionale – che contribuiscono/potranno contribuire al successo dei prodotti italiani della filiera di alta gamma.