Posted by on novembre 4, 2013

Il monitoraggio provinciale sulle competenze comunicative e digitali dei giovani della provincia di Firenze, realizzato in collaborazione con il Corecom della Toscana, ha coinvolto, nel 2011, oltre 600 ragazzi delle scuole secondarie di primo e secondo grado.

Obiettivi conoscitivi

Alla base dell’ipotesi di ricerca, supportata dai dati di precedenti analisi statistiche, vi era il fatto che la comunicazione mobile sembrava coinvolgere sempre più giovani, i cosiddetti nativi digitali, che utilizzano cellulari e smartphone per funzioni voicemessaging, e di social networking. Ma al di là dei dati puramente quantitativi, altre domande cercavano di trovare risposta dal Monitoraggio che intendevamo concludere: quale rapporto e che tipo di ibridazione avviene tra spazi reali e spazi digitali? Quale valore simbolico ha ancora il cellulare? È percepito come strumento di controllo, magari da parte dei genitori, o di libertà? Come ridisegna, in generale la comunicazione mobile, la quantità e la qualità delle reti sociali, in anni in cui gli adolescenti entrano in dinamiche, sociali appunto, mai esperite precedentemente?

Strategie comunicative e processi formativi

Ma l’obiettivo principale del progetto consisteva nell’indagine  sulle pratiche comunicative realmente utilizzate da parte dei ragazzi, in modo tale da poter andare ad operare e conseguentemente a dar vita a strategie comunicative, per esempio nei processi formativi, proprio in aree particolari, di utilizzo certo, ampiamente socializzate e interiorizzate.

Risultati emersi

Gli elementi conoscitivi più interessanti, approfonditi nel report finale, riguardano oltre al filone principale relativo alle competenze comunicative e digitali, il portato cognitivo dei device usati dai ragazzi, in una tensione continua tra funzione liberatoria e strumenti di controllo, le dinamiche di socializzazione e identificazione, l’ibridazione in atto tra ambienti fisici e digitali,

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