Il volume, a cura del prof. Carlo Sorrentino, raccoglie e presenta i principali risultati delle linee di ricerca messe a punto nei primi due anni di attività del Laboratorio di comunicazione dell’Università di Firenze, che riunisce saperi, competenze e professionalità operanti all’interno dell’Ateneo fiorentino sui temi della comunicazione istituzionale. Sei contributi scaturiti da altrettanti percorsi di ricerca, coordinati da Gaetano Aiello, Marco Biffi, Simone Guercini, Giuseppe Lotti, Saverio Mecca, Carlo Sorrentino e Luca Toschi, tesi ad analizzare l’identità istituzionale dell’Ateneo, la sua reputazione nei diversi stakeholders, i percorsi di definizione di una chiara immagine coordinata, l’appropriatezza del linguaggio adoperato.

Le ricerche sono state condotte con la collaborazione di ricercatori, assegnisti di ricerca, dottorandi e studenti che hanno partecipato a seminari, oppure seguito insegnamenti all’interno dei quali parti della ricerca sono state proposte quali sperimentazioni didattiche.


Il contributo del CSL

Nel sesto capitolo Gianluca Simonetta e Gianluca Torrini descrivono il lavoro realizzato insieme a diversi gruppi di studenti, basato su interviste e focus group con studenti e docenti, e propongono analisi e suggestioni per una diversa comunicazione della ricerca e della didattica, soprattutto attraverso i media digitali. La loro ipotesi di lavoro è proporre processi comunicativi che coinvolgano più attivamente studenti e ricercatori nei processi di produzione e distribuzione dei contenuti. L’assunto di fondo è la minore distanza che l’orizzontalità proprio dei media digitali pone fra produttori e consumatori di informazioni, nonché la velocizzazione dei processi comunicativi, resa possibile, anzi imposta, dalle nuove tecnologie, che inducono un coinvolgimento attivo e propulsivo di ogni consumatore nella produzione di informazioni. Dopo un’analisi dei principali siti web di Università italiane e straniere, gli autori esortano la ricerca sulla comunicazione istituzionale e, in particolare, quella universitaria a individuare percorsi e strumenti di comunicazione che vedano tutti gli interlocutori quali partecipanti attivi e non consumatori passivi, come ancora troppo spesso accade nelle nostre aule universitarie.

Il volume

Introduzione
Carlo Sorrentino

Personalità e reputazione di marca dell’Università degli Studi di Firenze
Gaetano Aiello, Raffaele Donvito, Laura Grazzini

Brand associations e metodologie per l’ascolto di marketing online
Simone Guercini, Matilde Milanesi, Antonio Riccardo Petrella

L’immagine comunicata. Dalle percezioni alla progettazione condivisa
Letizia Materassi

L’immagine linguistica. Osservazioni sulla lingua ufficiale dell’Ateneo
Marco Biffi, Luisa Di Valvasone, Lucia Francalanci, Angela Frati, Stefania Iannizzotto

Per una nuova corporate identity dell’Università di Firenze
Saverio Mecca, Giuseppe Lotti, Susanna Cerri

Strategie di comunicazione generativa per l’Università di Firenze
Gianluca Simonetta, Gianluca Torrini


Struttura del capitolo a cura del CSL

1. Comunicazione della ricerca. Contenuti e Social Media Strategies: cronache di una rivoluzione annunciata
1.1. Come siamo, come saremo: indagine sulla comunicazione universitaria
1.2. La dinamicità dei contenuti
1.3. Relazioni di redazione

2. Comunicazione (della) didattica
2.1. Comunicazione della didattica
2.2. Comunicazione didattica
2.2.1. Appunti
2.2.2. Audiopodcast didattici
2.2.3. Piccolo dizionario di comunicazione didattica

Bibliografia

[A Gianluca Torrini è da attribuire la sezione 1, intitolata Comunicazione della ricerca. A Gianluca Simonetta è da attribuire la sezione 2, intitolata Comunicazione (della) didattica.]

Due illustrazioni contenute nel volume
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Piccolo dizionario di comunicazione didattica

Il contributo del CSL si chiude con la proposta di un Piccolo dizionario di comunicazione didattica in cui Gianluca Simonetta si sofferma su otto voci (più altre due):

Appunti, Aula, Docente, Esami, Guida, Lettera, Lezione, Tecnologie

Di seguito il testo integrale della prima voce.

Appunti
Quelli personali e personalizzati: la cui consultazione metterebbe in grado il docente di verificare (e rettificare) la ricezione degli eventi-lezione (quale perdita ignorarne il feed-back!). Ma anche gli altri: verbalizzazioni integrali o registrazioni delegate alle macchine. Gli appunti sono sempre il riflesso della comunicazione didattica, la sua multiforme attestazione, soprattutto di un’assenza di metodo («l’ho letto sugli appunti»): sia quando raggiungono una mole tale da imporre una riconsiderazione delle tecniche di steno-, brachi-, tachi- grafia; sia, soprattutto, quando vengono acquisiti da fonti impersonali (digitalizzazioni che circolano in rete sui forum più disparati, e che emergono alla prima interrogazione dei motori di ricerca…), sedimentati di anno accademico in anno accademico in ‘centoni digitali’ la cui inattendibilità è direttamente proporzionale alla facilità di produzione, riproduzione e integrazione.
Varrebbe la pena di affrontare in campo aperto la questione per invitare a riflettere sulle specificità del testo-lezione e sulle condizioni di possibilità di una sua traduzione nel testo-appunti: magari insistendo a fondo sulle nuove tecnologie come strumento per portare a sistema la molteplicità degli interventi possibili sull’evento-lezione, a partire da un ragionamento sulle differenze di linguaggio: chissà che non si riesca a far rientrare il grande assente, quel libro di testo, che nella foga di recuperare la lettera del testo-lezione finisce per scomparire dalla testualità degli appunti.