Posted by on novembre 20, 2013

Un settore della ricerca su cui il CSL, e prima ancora il CRAIAT (Centro ricerche e Applicazioni all’Analisi dei Testi), ha mostrato sempre grande interesse è quello legato alle Digital Humanities, un ambito nel quale si vanno a coniugare le metodologie di lavoro e le applicazioni dell’informatica nelle diverse discipline umanistiche.

Digital Humanities: le applicazioni informatiche che incontrano le discipline umanistiche

Con l’espressione Digital Humanities, che in Italia viene definita più generalmente “Informatica Umanistica”, si fa riferimento a quella disciplina che va ad affiancare al testo narrativo una strumentazione tecnologica in modo da poter avere nuove metodologie d’interrogazione testuale. Le Digital Humanities sono relativamente giovani; a seguito del secondo conflitto mondiale, le intuizioni, le idee e gli scritti prima di Vannevar Bush e poi di Douglas Engelbart  iniziano a spianare la strada a quella che sarà una disciplina molto discussa ma, allo stesso tempo, molto importante sia per l’evoluzione di software e hardware, sia per l’ambito più strettamente umanistico.

L’importanza delle Digital Humanities: l’analogico e il digitale

Questo settore di ricerca ha visto l’interessamento da parte del CSL, soprattutto per via del concetto che è alla sua base. Le Digital Humanities, infatti, non rinnegano affatto il cartaceo e tutto ciò che concerne gli approcci al testo dati dalla carta, ma anzi vuole potenziarlo e ridefinirlo grazie a strumentazioni tecnologiche che mirano in primis a dare una possibile nuova chiave di lettura di un brano o di un qualsiasi testo narrativo. La forza del digitale, in questo caso, sta soprattutto nel fatto che va a valorizzare il processo creativo analogico, per poi memorizzarlo, immagazzinarlo e rileggerlo con le potenzialità del digitale.

La prima cattedra di Letteratura umanistica e informatica

È all’interno del CRAIAT che è avvenuto il primo incontro tra informatica e scienze umanistiche in Italia, a Firenze nel 1992, con l’istituzione della prima cattedra di Letteratura umanistica e informatica alla Facoltà di Magistero dell’Università degli Studi di Firenze affidata al giovane professor Luca Toschi. Da questo momento in poi la collaborazione tra l’Università fiorentina, Luca Toschi, il CRAIAT e altri partner esterni ha portato alla nascita di numerosi progetti che vanno dal micro al macro, dal livello regionale a quello internazionale.

Pubblicazioni

Toschi, L. (1992), L’archivio elettronico “C. Goldoni”: un caso di filologia applicata, pp. 329-349

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