Il focus della ricerca sulla sicurezza è sulla comunicazione intesa come strumento centrale per organizzare la “qualità” della vita dal punto di vista della sicurezza, nel senso più ampio e trasversale del termine: processi virtuosi di partecipazione attiva e creativa da parte di tutti i soggetti sociali con i quali viene assicurato a ciascuno il rispetto dei propri diritti e la condizione migliore per svolgere le proprie – legittime – funzioni e attività.

La cultura della sicurezza

La sicurezza, cioè, non viene vista come argomento fra argomenti, tema fra temi, magari, a seconda dei momenti, politicamente più o meno forte; ma come valore fondante di ogni atto sociale (dalla sanità all’economia). Fondamentale, quindi, è vedere la cultura della sicurezza come prevenzione rispetto a rischi e a pericoli possibili, non solo  come intervento in situazioni di crisi, cioè come azione mirata e tempestiva nel momento di pericolo, di violenza subita da parte del singolo o della collettività, ma soprattutto va interpretata come stile del vivere sociale.

Comunicare la sicurezza

La comunicazione, in questo scenario di progettazione-gestione condivisa della sicurezza, svolge un ruolo fondamentale, nel senso che garantisce le fondamenta di qualsiasi attività. Ne consegue che causa fondamentale dell’insicurezza, soggettiva e oggettiva, è la mancanza o la cattiva comunicazione.

In Istituzioni che per la propria mission si occupano quotidianamente della sicurezza dei cittadini, dinamiche di comunicazione organizzativa funzionali a fornire le informazioni necessarie a chi si deve assumere la responsabilità di prendere delle decisioni sono una conditio sine qua non alla buona riuscita di quelle stesse decisioni. Questo è stato il focus dell’intervento del CSL nel progetto Comunicare la sicurezza.