Lo scorso 6 febbraio, a Casa Machiavelli presso Sant’Andrea in Percussina, si è svolta la giornata di studio intitolata Cultura, Agricoltura e Territorio. Le leve per lo sviluppo toscanoUna giornata dedicata agli addetti ai lavori che ha visto una grande partecipazione di produttori agricoli e gestori di strutture ricettive, oltre quaranta operatori che hanno riempito la sala. Di seguito il resoconto della prima parte della mattinata, quella più specificamente dedicata al progetto San Casciano Smart Place. I Fantasmi del Principe.

san casciano - 6 febbraio 2014

 

Ha aperto l’incontro Massimiliano Pescini, sindaco di San Casciano Val di Pesa, che ha sottolineato l’importanza del progetto San Casciano Smart Place e le ricadute che esso potrà avere per il territorio sancascianese: sia in ottica interna che per la promozione del territorio in Italia e all’estero. Inoltre, aspetto fondamentale del progetto è la sua capacità – al di là dell’applicazione mobile e delle nuove tecnologie – di aggregare persone, soggetti economici, sociali e istituzionali per il raggiungimento di obiettivi comuni. Ha concluso poi l’intervento con un invito a tutti gli operatori presenti a continuare ad accompagnare il progetto con l’interesse e la curiosità dimostrati fino ad ora.

L’intervento successivo è stato quello di Luca Toschi, che ha sottolineato in primo luogo l’importanza dei rapporti personali diretti, anche e soprattutto per le aziende che si occupano di ospitalità. Il ragionamento si è poi spostato sul tema del digitale e della rete: dove tutto diventa piatto e indistinguibile. Questo non è stato vantaggioso per paesi come il nostro, ricchissimi di storia, di cultura, di tradizioni, di prodotti di altissima qualità.

San Casciano Smart Place presenta però elementi di novità da questo punto di vista, grazie alla natura fortemente territorializzata del progetto. Un territorio, appunto, modellato da millenni di storia umana il cui influsso si riverbera direttamente nel modo di vivere della comunità e nella qualità dei prodotti. Questo è il principale prodotto che il territorio può offrire a tutto il mondo, perché non si può delocalizzare o inventare ex novo in altri territori e in altri continenti.

La battaglia da combattere non riguarda l’andare in rete ma, al contrario, il portare – grazie al grande potenziale della rete – le persone da tutto il mondo nei nostri territori e i nostri prodotti sulle tavole di tutto il mondo. In questo modo la tecnologia può tornare al servizio della comunità, per strutturarla meglio (facendo sistema) e permettere ai soggetti economici locali di affrontare la sfida globale che da soli non possono vincere.

A questo punto ha preso la parola Marco Sbardella che, dopo aver ricordato che la presentazione del prototipo dell’applicazione è un punto di inizio per il progetto più che un punto d’arrivo, ha iniziato l’intervento illustrando ai presenti una serie di dati e tendenze relative alla diffusione di Internet e dei device mobili, ai flussi turistici riguardanti la Toscana e alle interazioni tra questi due elementi. Da quanto visto emerge senza tema di smentita la necessità per tutti coloro che lavorano nel settore dell’accoglienza di iniziare a fare i conti con le modalità di fruizione turistica ‘aumentata’.

La seconda parte dell’intervento è stata dedicata all’illustrazione dei punti di forza di San Casciano Smart Place: la natura istituzionale del progetto, le potenzialità dello storytelling territoriale, il potenziale aggregativo e la possibilità di attrarre nuovi visitatori.

Gianluca Simonetta ha evidenziato la forza del progetto in termini di ricerca e l’occasione che esso rappresenta per gli operatori del territorio di fare rete e costruire capitale relazionale.

Massimiliano Atzori ed Eleonora Borelli hanno presentato il prototipo dell’applicazione per smartphone e tablet San Casciano Smart Place: la struttura, i percorsi, i contenuti e le modalità di fruizione. La particolarità e il valore aggiunto dell’applicazione risiedono – come già segnalato negli interventi precedenti – nella modalità con cui il territorio viene offerto, ossia lo storytelling territoriale.

Dopo queste premesse si è passati all’esplorazione diretta dell’app, a partire proprio dal percorso I Fantasmi del Principe, che si snoda tra Firenze e San Casciano ed è dedicato all’esperienza dell’esilio di Niccolò Machiavelli. Successivamente sono state illustrate le possibili modalità di coinvolgimento dei produttori agricoli e delle strutture ricettive, nel contesto di percorsi dedicati al turismo enogastronomico.

Andrea Di Benedetto ha sottolineato l’importanza di offrire a turisti e visitatori, anche grazie all’applicazione in oggetto, un’esperienza di visita immersiva, coinvolgente ed emozionante.