L’interesse del CfGC per la comunicazione nell’ambito della sanità, salute e well-being ha inizio nel lontano 1992, quando è stato costituito il C.R.A.I.A.T. con sede presso l’allora Ce.S.I.T., oggi Sistema Informatico dell’Ateneo Fiorentino (SIAF). La domanda di ricerca era: come usare le nuove tecnologie per comunicare la salute in maniera radicalmente diversa dal passato?

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Una comunicazione che si prenda cura dei determinanti della salute

Fin dal principio, l’attività di ricerca e di consulenza del CfGC si è svolta sia nell’ambito della comunicazione sanitaria, la comunicazione prodotta dalle agenzie e dalle aziende deputate alla salvaguardia della salute (servizi, prestazioni varie, emergenze etc.), sia in quello della comunicazione per la salute, che riguarda i fattori socio-economici – ma anche culturali (vedi i “consumi” mediatici) – “determinanti della salute”, degli stili di vita. In particolare il CfGC fa ricerca e offre consulenza sulle potenzialità immense che possono derivare da strategie di comunicazione mirate a rafforzare le convergenze fra questi due tipi di comunicazione: sanitaria e per la salute.
Dalla fondamentale Ottawa Charter for Health Promotion (1986) alla non meno importante Tallinn Charter: health systems for health and wealth (2008) fino ad oggi (promotrice sempre l’OMS) la comunicazione sanitaria e la comunicazione per la salute sono state travolte dalle enormi trasformazioni culturali e tecnologiche che hanno coinvolto e cambiato in profondità il mondo dell’informazione e della comunicazione.
La complessità ha segnato una svolta che, purtroppo, è stata ed è vista il più delle volte come un problema e non come un’eccezionale scoperta che mette l’umanità in condizione di poter usufruire di risorse fino a un secolo fa inimmaginabili.
Comunicazione e complessità, quindi, risultano essere oggi i due elementi essenziali per rafforzare la sanità, la salute e il well-being.

Formazione, educazione e comunicazione

Questo particolare approccio ha aperto un filone di ricerca sul rapporto tra formazione, educazione e comunicazione (tematiche centrali già nel C.R.A.I.A.T.), intese come dimensioni fondamentali per assicurare ai cittadini la consapevolezza necessaria a esercitare un maggior controllo circa il loro benessere, fisico e psichico. In questa prospettiva la salute può e deve essere intesa come un settore fondamentale per orientare ogni valutazione e progettazione dell’economia e della socialità tutta: la salute non solo come parametro ma come progetto per ogni sistema socio-economico e culturale.
Da qui è scaturito il fatto che la ricerca e gli interventi consulenziali del CfGC nei confronti delle tematiche connesse alla salute siano stati da sempre di natura trasversale, spaziando dall’educazione all’economia, dalla cultura alla politica, facendo della comunicazione lo strumento fondamentale per intercettare le risorse potenzialmente presenti nella nostra società complessa.
Non è un caso, infatti, che la dimensione della complessità sia profondamente connaturata proprio al settore della sanità, su cui esiste una vastissima letteratura. Alla comunicazione il compito fondamentale di far sì che le ragioni di vitale interesse per le questioni sanitarie siano riconosciute e potenziate nei più diversi settori della società in una prospettiva di community building, alla base delle quali stia la ferma convinzione che la salute non rappresenta un costo ma una risorsa primaria.


La salute come driver per un nuovo paradigma di community building

Nelle attività del CfGC le tematiche connesse alla sanità, alla salute e al well-being rappresentano un sistema di risorse inalienabili al quale la collettività nel suo complesso ha diritto di accedere (in termini di pari diritti e opportunità) ma che, allo stesso tempo, ogni cittadino ha il dovere di contribuire a rafforzare con la sua attività pubblica e privata in una prospettiva di cittadinanza attiva.
In linea con quanto previsto dalle conferenze dell’OMS, un importante filone di ricerca del CfGC riguarda la ridefinizione della salute come risorsa per la società tutta.
Prestando la massima attenzione ai fattori sociali, culturali, economici, politici alla base dello “stare bene”, il CfGC ha orientato la propria ricerca nella direzione di fare della comunicazione non soltanto un mezzo per salvaguardare la salute tramite informazioni tempestive e corrette su servizi sanitari o stili di vita (comunicazione sanitaria), ma anche un fenomenale strumento per progettare, sviluppare e monitorare quella trama di nessi fra settori determinanti per il raggiungimento e il mantenimento di una “società che sia in salute” (comunicazione per la salute).
“In salute” sotto tutti gli aspetti e, quindi, anche, se non soprattutto, sotto quelli sociali, economici e culturali.


Come usare le nuove tecnologie per comunicare la salute in maniera radicalmente diversa?

 

 


Focus on


I Progetti


Viaggio nella prevenzione

  • anno di attivazione: 1999
  • in collaborazione con: Lega Italiana per la Lotta contro i tumori. Sezione di Firenze

Il progetto fu concepito per aiutare i giovani, con l’aiuto del linguaggio dei nuovi media, a superare il modello bio-medico della salute a favore di quello bio-psico-sociale, secondo una concezione sistemica della salute basata sulla qualità dell’interazione tra l’individuo e il suo ambiente.
Secondo questo approccio la salute dipende prima di tutto da un rapporto intelligente con la propria vita, centrato sul valore della conoscenza e del diritto a non rimanere schiacciati sotto il peso di modelli di comportamento liberticidi e massificanti.
Il progetto di “promozione della salute” si è centrato inizialmente sulla dipendenza da fumo ma, nell’ottica di sviluppare le indicazioni della carta di Ottawa, si è orientato sulle questioni inerenti all’educazione alimentare come gesto di consapevolezza sociale.


La comunicazione mobile dei giovani: dagli sms al social networking

  • anno di attivazione: 2011
  • in collaborazione con: Comitato Regionale per le Comunicazioni – Regione Toscana

Nell’ambito della più ampia ricerca che il CfGC conduce sulla relazione tra l’uomo e i sistemi d’automazione, il progetto ha indagato il modo in cui i giovani di diverse fasce di età si relazionano concretamente all’uso degli smartphone, intesi sia come uno strumento di socializzazione che di innegabile educazione.
Contrariamente a tanta letteratura scritta sull’argomento, la ricerca ha mostrato la debolezza linguistica dei giovani nell’uso ‘creativo’ del linguaggio multimediale.
Altro punto importante del progetto è stato quello di verificare quale rapporto e che tipo di ibridazione avviene tra spazi reali e spazi digitali.
Non meno importante è stato verificare come i giovani trascurino qualsiasi ricerca circa l’autorevolezza e l’affidabilità della fonte relativa alle informazioni che ricevono o che ricercano.


Comunicare sicurezza

  • anni di attivazione: 2007 – 2010
  • in collaborazione con: Regione Toscana

Il progetto di ricerca “Comunicare sicurezza” si è posto l’obiettivo di realizzare un modello organizzativo, procedurale e strumentale per la comunicazione dell’area della Sicurezza tale da valorizzare tutte le risorse della Regione Toscana impegnate su quel fronte, portarle a sistema, agevolando la collaborazione fra di esse in maniera da sviluppare una comunicazione interna più efficace e tale da favorire una comunicazione esterna più incisiva.
Due, in particolare, gli obiettivi: 1. potenziare il fronte interno della Regione Toscana creando un sistema organizzativo della comunicazione sulla Sicurezza tale da favorire il dialogo fra le varie aree coinvolte; 2. rafforzare l’efficacia della comunicazione della Regione Toscana sul fronte dei media, costruendo e avviando un sistema di monitoraggio dell’impatto della comunicazione dell’Ente sui vari media (content analysis).
Il lavoro per la Regione ha sviluppato un modello di comunicazione di crisi intesa non più come gestione della crisi una volta manifestatasi ma come modalità di progettazione capace di prevenire i conflitti o, se verificatisi, di poterli governare in una prospettiva di rafforzamento del sistema.


Sii-Mobility

  • anno di attivazione: 2016
  • progetto strategico Smart City nazionale, cofinanziato dal MIUR

Il progetto è orientato a sviluppare una strategia di comunicazione e una serie di ricerche sul campo volte ad aumentare il patrimonio di conoscenze relative al cambiamento cui la mobilità urbana è oggi esposta.
In relazione all’area della sanità, il progetto sta permettendo di ripensare il rapporto tra mobilità e posizione dei servizi sanitari sul territorio, con un occhio di riguardo al contributo (potenziale ed effettivo) che le nuove tecnologie possono dare all’utenza nell’usufruire dei servizi sanitari.
Sempre nell’ambito degli studi sulla relazione tra diritto alla salute e prossimità delle strutture sanitarie (vedi progetto ComUnico), il progetto Sii-Mobility sta fornendo l’occasione per studiare il rapporto fra confidenza, fiducia nelle strutture sanitarie e vicinanza spaziale delle stesse agli utenti.


Dieta mediale e dieta alimentare

  • anno di attivazione: 2016

Lo studio aveva come obiettivo quello di comprendere come i contenuti mediali, specialmente audiovisivi influenzano l’immaginario dei giovani, inducendoli a precisi comportamenti a livello di dieta alimentare.
Un neocolonialismo mediatico con forti ricadute sul mercato alimentare.
Una ricerca che intendeva studiare come stili di vita trasmessi attraverso i media vadano a influenzare sì i gusti in termini di cibo ma, attraverso questi, come si finisca con il favorire una domanda di prodotti che attacca non solo la nostra cultura del cibo, ma la nostra stessa attività agroalimentare.
In questa prospettiva il progetto prevedeva anche un’attenzione forte al problema dell’accoglienza e dell’integrazione rispetto al movimento migratorio in cui il nostro paese è coinvolto.
Perché la socializzazione veicolata dalle nuove tecnologie possa essere funzionale ai temi della salute occorre lavorare in termini di alfabetizzazione alle stesse nuove tecnologie, ai linguaggi che ne derivano e ai contenuti che ne conseguono. Occorre agire a partire dal punto di intersezione tra strumenti, linguaggi e contenuti: quali relazioni si instaurano tra il flusso dei contenuti video e il flusso dei contenuti alimentari? Quale nesso, soprattutto, tiene insieme la qualità dell’alfabetizzazione al consumo mediale e la consapevolezza del comportamento alimentare?


Careggi Comunica 2.0

  • anni d’attivazione: 2007-2008
  • in collaborazione con: AOU Careggi

Il progetto, portato avanti per l’Azienda Ospedaliera Universitaria di Careggi, ha previsto un’immersione dei ricercatori del CfGC nell’organizzazione comunicativa interna di questa importante struttura sanitaria affiancando tutti gli operatori nel loro lavoro quotidiano (dal CDA agli amministrativi, dal personale paramedico e medico – universitario e non – fino alle società addette alle pulizie). L’obiettivo è stato quello di studiare l’efficacia comunicativa del sistema Careggi nei confronti degli stakeholder esterni (dai pazienti e dalle loro famiglie a tutte quelle realtà del mondo sanitario e non che si relazionano all’AOU Careggi).
In quell’occasione (l’OCM del progetto fu la realizzazione di un nuovo sito, la cui struttura ancora caratterizza il sito di oggi) si poté verificare come la comunicazione fra i vari settori interni all’Azienda – troppe volte tenuti separati gli uni dagli altri – fosse un elemento fondamentale per garantire un servizio pubblico efficiente e una cultura della salute nuova.
Il progetto ha rappresentato anche un’occasione preziosa per approfondire la ricerca sulle nuove tecnologie della comunicazione e capire in che misura possano davvero portare i bisogni percepiti dall’utenza a dialogare con le professionalità interne all’Azienda sanitaria.
Il progetto ha permesso, inoltre, di raccogliere elementi di conoscenza sulla robotica chirurgica e sugli aspetti traslazionali della medicina.


ComUnico

  • anni d’attivazione: 2015-2016
  • in collaborazione con: Comune di Figline Valdarno e Comune di Incisa in Val d’Arno

Il progetto ha accompagnato i due comuni toscani verso il referendum sulla fusione, attraverso l’organizzazione di una serie di laboratori partecipativi in cui coinvolgere la cittadinanza secondo dinamiche di partecipazione attiva.
L’iniziativa di fusione era partita con una netta maggioranza dei no: al referendum finale è stato altrettanto nettissimo il successo dei sì.
Per far emergere i contenuti e le tematiche da affrontare nel processo partecipativo, si è proceduto con interviste agli stakeholder del territorio dei due comuni, ma anche a quelle realtà socio-economiche che sarebbero state comunque interessate dagli sviluppi dell’unificazione, pur essendo attive fuori dai territori comunali. La strategia è stata quella di coinvolgere cittadini e stakeholder nel processo di fusione per far emergere dati di conoscenza altrimenti destinati a restare sconosciuti o sottovalutati.
ComUnico ha rappresentato un’occasione per riflettere sugli argomenti connessi alla Sanità, specialmente sul rapporto fra servizi da garantire sul territorio e quelli che solo grandi ospedali avrebbero potuto offrire.
Come si ridefinisce il rapporto tra diritto alla salute e prossimità delle strutture deputate?


AboutPharma Digital Awards

  • anni d’attivazione: 2013-2018
  • in collaborazione con: Aboutpharma

Il premio AboutPharma Digital Awards, promosso dalla rivista Aboutpharma (ideato nel 2012 da Luca Toschi), ha come obiettivo l’individuazione di nuovi progetti che abbiano la capacità di incidere profondamente sulla qualità della vita dei pazienti, sulla pratica quotidiana di tutti i professionisti della salute e sulle decisioni strategiche dei responsabili della programmazione sanitaria.
Il premio, attribuito ogni anno ai migliori progetti di comunicazione digitale di aziende farmaceutiche, produttori di dispositivi medici, istituzioni del Sistema Sanitario, Università e Centri di ricerca, costituisce un osservatorio privilegiato per monitorare come i player del settore – dalle grandi aziende alle start-up – promuovono l’innovazione e per cogliere in che direzione stiano andando  i processi d’automazione nell’area della Healthcare. In particolare il premio si è sempre più orientato a dare il suo massimo riconoscimento a quelle realtà tecnologiche che puntano sul social engagement, dei pazienti e delle loro famiglie.


La comunicazione generativa per il PSR 2014-2020 della Regione Toscana

  • anni d’attivazione: 2015-2016
  • in collaborazione con: Assessorato Agricoltura della Regione Toscana

Nel contesto del progetto di comunicazione per il Programma di Sviluppo Rurale 2014-2020 della Regione Toscana, la salute, che compare tra i contenuti del PSR, è strettamente connessa ai temi dell’innovazione di settore.
In primo luogo, perché non c’è innovazione senza  progresso nel campo della salute: sia per l’uomo che per le piante, che per il bestiame.
In secondo luogo, perché l’innovazione di settore rischia sistematicamente di ingenerare situazioni di stress (quando, ad esempio, i portatori d’interesse coinvolti non condividono gli stessi obiettivi).
Il progetto ha permesso al CfGC di verificare come l’innovazione possa dirsi tale in termini di effetti concreti e reali solo se riesce ad incrementare non solo le risorse materiali, ma anche quelle simboliche, legate alla conoscenza,  agli scambi sociali, al benessere diffuso. Come l’innovazione sia molto più solida e forte quando ha alla base una comunità coesa.