Il CfGC interviene al 2nd Symposium on Sustainability in University Campuses

Dal 10 al 12 dicembre, l’Università di Firenze ospiterà il “2nd Symposium on Sustainability in University Campuses". Il Simposio vuole promuovere lo scambio di idee e progetti per la realizzazione di campus universitari sempre più green.

Il CfGC parteciperà al convegno con due interventi dal titolo “Generating a New Idea of Public Mission for Universities. A Sustainable Communication Paradigm for Community Building” (Davini, Marchionne, Pandolfini) e “Salomone Sostenibile: an Award to ‘Communicate’ the University's Leading Role in Sustainable Development” (Toschi, Sbardella, Simonetta).


La visione della sostenibilità per il CfGC

L’impegno del CfGC all’interno dell’area della sostenibilità è documentato anche dalle attività portate avanti all’interno del progetto Ateneo Sostenibile - che si pone l’obiettivo di valorizzare e sistematizzare le ricerche sulla sostenibilità e di stimolare comportamenti sostenibili -, dove siamo impegnati in attività di community building interne all’Ateneo e nel promuovere le relazioni tra la comunità scientifica e quella esterna all’università.

Oltre alla cura dei principali strumenti di comunicazione, il CfGC è impegnato nella valorizzazione delle ricerche dell’Università in questi ambiti, come, ad esempio, quello della mobilità sostenibile.
All’interno del “2nd Symposium on Sustainability in University Campuses", il CfGC si è posto l’obiettivo di valorizzare le attività di comunicazione attraverso lo sviluppo di contenuti comunicativi realizzati ad hoc prima, durante e dopo l’evento con l’obiettivo di rafforzare la community della sostenibilità in Ateneo e fuori di esso.

Scopri lo Speciale Web relativo al Simposio >>



Il CfGC è da anni impegnato nello studio e nella sperimentazione di un nuovo paradigma di comunicazione e di una ridefinizione del concetto di sostenibilità: sociale, economica, politica e soprattutto culturale.
Secondo il CfGC, è necessario:

  • ridefinire il rapporto fra risorse e bisogni impliciti o espliciti emergenti dalla società (siano esse un’impresa, un’istituzione, un ente o un qualsiasi altro tipo di organizzazione);
  • sviluppare un modello di comunicazione nuovo ponendo al centro lo sviluppo di una comunità, piuttosto che la dimensione individuale;
  • favorire lo sviluppo di una nuova “politica ambientale” che oltrepassi l’attuale paradosso della sostenibilità, per cui tutti sono a conoscenza dell’insostenibilità di questo sistema, ma pochi si attivano per trovarvi soluzioni concrete.

In questo modo si intende superare l’attuale tendenza a tenere separata la dimensione quantitativa da quella qualitativa, la conoscenza dalla sua applicazione concreta, l’organizzazione dalla creatività, l’impresa dai valori.

Per portare avanti questi obiettivi, è necessario cambiare il paradigma di comunicazione che continuiamo ad utilizzare in ogni aspetto della società. E questo perché, dal momento che la sostenibilità riguarda prima di tutto i valori, gli obiettivi, il senso che si vuole dare alla nostra comunità di esseri umani, è la modalità di comunicazione fra gli uomini, fra gli uomini e il proprio ambiente, fra la nostra interiorità e il mondo intero che va ripensata e riorganizzata.

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Pubblicazioni in uscita

Dai numerosi progetti portati avanti dal CfGC nell’area dei comportamenti sostenibili e non solo, il CfGC pubblicherà nei primi mesi del 2019 due monografie scritte da Marco Sbardella ed Eugenio Pandolfini.
I libri saranno pubblicati all’interno di una nuova collana edita dalla casa editrice Olschki e diretta da Luca Toschi dal titolo “Scientia atque Usus”.

Oltre il paradosso della sostenibilità
Idee per comunicare la complessità
Autore: Marco Sbardella

L’umanità non è mai stata, neppure durante la Guerra Fredda e l’incubo nucleare, così lontana dal soddisfare «i bisogni del presente senza compromettere la capacità delle future generazioni di soddisfare i propri», per riprendere la più condivisa definizione di sviluppo sostenibile, quella formulata nell’ormai lontano 1987 nel report finale della Commissione Brundtland, il cui titolo faceva giustamente riferimento al nostro comune futuro.
Questo è il paradosso della sostenibilità: la comunità scientifica e i cittadini comuni sono consapevoli della necessità di agire velocemente per raggiungerla, sempre più aziende si dimostrano sensibili al tema ed è nell’agenda dei principali attori mondiali da decenni; eppure oggi sembra non esserci nulla di più insostenibile della sostenibilità.
Questo paradosso ha molto a che fare con la comunicazione.

Il paesaggio nascosto
Quale comunicazione per i luoghi della complessità
Autore: Eugenio Pandolfini

Questo libro parla di paesaggio, di sostenibilità e di comunicazione. E parte da una constatazione: in una società profondamente trasformata da processi quali la globalizzazione dell’economia, la diffusione globale di nuovi mezzi di comunicazione e l’indebolimento dei tradizionali contesti sociali, l’atteggiamento generale davanti al paesaggio che si sta deteriorando, perdendo qualità, diversità e sostenibilità per i fattori più diversi oscilla tra un attaccamento ai luoghi della memoria, un’accettazione del paesaggio esistente, a prescindere dalla sua qualità, e il rifiuto di ogni possibile cambiamento.
Il paesaggio nascosto è una speranza per il paesaggio del futuro: è una terra di mezzo tutta da esplorare che sta tra gli elementi che costituiscono il paesaggio più riconosciuti, quello che si trova sulle cartoline ed è pubblicato sulle riviste. Oltre il dato visibile del paesaggio esistente, il paesaggio nascosto è un’aspirazione a cercare una forma vitale e nascosta, capace di aggregare biodiversità, resilienza, libertà, creatività, che aiuti a riscoprire il ruolo attivo di ogni essere umano nei processi di trasformazione dei territori e di creazione di nuova realtà più sostenibile.