Posted by on ottobre 18, 2015

L’attributo “generativi“, applicato all’espressione “focus group”, sta ad indicare la specificità dello strumento adottato, che pur rifacendosi alle teorie e alle pratiche dell’intervista di gruppo focalizzata (appunto il focus group) di fatto se ne discosta anche profondamente nel momento esecutivo; quando cioè si tratta di insistere sugli elementi di conoscenza (anche inconsapevolmente posseduti dai partecipanti) che ogni focus group deve far emergere e/o generare. La campionatura dei partecipanti parte e resta dinamica, in modo da seguire e accompagnare efficacemente lo sviluppo del progetto. Lo stesso numero di partecipanti può subire variazioni che rendono l’occasione di riunione per una discussione focalizzata più vicina ad un tavolo di sceneggiatura o a un laboratorio di comunicazione generativa invece che a un focus group vero e proprio.

Come elementi distintivi dei focus group generativi possono essere individuati:

  • la connessione con l’ambiente di comunicazione generativa che sorregge il progetto;
  • l’utilizzo di una piattaforma digitale che accompagna ogni sessione nella sua preparazione, nella sua conduzione e nella fase di follow up;
  • l’impiego di tecnologie di scrittura condivisa durante la fase di conduzione;
  • la connessione con l’ambiente di KMS su cui si appoggia la conduzione del progetto.

Tramite la selezione dei partecipanti e l’abilità del moderatore nel guidare, correggere, indirizzare il gruppo nella definizione di un problema e nella riflessione su determinati argomenti, i focus group generano elementi di conoscenza nuovi mettendo in relazione tra loro voci, competenze e opinioni altrimenti distanti e apparentemente incompatibili.

Per una discussione approfondita sulla metodologia dei focus group generativi e la loro applicazione al progetto di Comunicazione generativa per il PSR 2014-2020 della Regione Toscana si veda il capitolo “Quando la comunicazione trasforma i bisogni in risorse” nel volume La comunicazione sostenibile per lo sviluppo rurale. Socialità, innovazione e paesaggio.

 

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