Uno dei topoi più diffusi dell’animazione giapponese è costituito da robot alti come palazzi che si sfidano in avvincenti combattimenti meccanici. Questo particolare soggetto affonda le radici nella tradizione dell’estremo oriente, oltre che nelle sue religioni e dottrine: la cultura giapponese tende a non distinguere così nettamente l’organico e l’inorganico, l’animato e l’inanimato, fornendo da lungo tempo un contesto particolare per lo sviluppo delle nuove tecnologie. Così, le serie animate con i robot, inaugurate da Tetsujin Nijūhachi-gō, hanno avuto un grande successo e un grande sviluppo in Giappone. Come molte delle serie a venire, Tetsujin Nijūhachi-gō è tratta da un fumetto e presenta come motore narrativo la sfida tra bene e male rappresentata con lo scontro all’ultimo sangue di due robot avversari.