A segnare il definitivo passaggio dall’immaginario legato agli automi all’immaginario legato ai robot fu una piecée teatrale del drammaturgo Karel Čapek, ovvero Rossumovi univerzální roboti (R.U.R.), traducibile come i Robot universali di Rossum. La sceneggiatura prevede che la servitù meccanica diffusa in un immaginario futuro si ribelli ai propri padroni (gli uomini), impossessandosi del potere. La piecée, oltre a segnare per sempre l’immaginario relativo agli automi, darà origine alla diffusione del termine “robot”, che in cieco significa “lavoro forzato”, con l’accezione contemporanea di macchina automatizzata.