Da un racconto di Asimov, il regista Chris Columbus dà vita a uno dei film più influenti sull’immaginario relativo ai robot: Bicentennial Man (L’uomo bicentenario). Qui il topos dell’uomo che sostituisce le sue parti organiche per potenziare il proprio corpo, sia in termini di capacità che di longevità, è totalmente invertito: è il robot che sogna di trasformarsi in un uomo per poter vivere a pieno le proprie passioni (debitamente programmate). Così da semplice uomo di latta al servizio dei suoi padroni Andrew (questo il nome del robot) si trova a scoprire progressivamente cosa significhi vivere da uomo.