Uno dei film di culto di genere fantascientifico è Blade Runner di Ridley Scott, in cui la tematica del robot antropomorfo e delle sue potenziali capacità di mimetizzarsi e di avere una propria volontà e sensibilità è trattata in chiave noir. I robot nella pellicola sono così indistinguibili dagli umani da essere chiamati replicanti e, nonostante siano dotati di forza e capacità superiori, hanno un’autonomia massima di quattro anni. Un gruppo di replicanti in fuga tenta di sovvertire questa regola cercando di risalire alla fabbrica di produzione, ma vengono ostacolati dal protagonista, un cacciatore di taglie interpretato da Harrison Ford. Nel gioco di camuffamenti e colpi di scena il film stimola la riflessione su quali siano i confini dell’umano rispetto al non-umano.