Nel 1970 il Bio-engineering group dell’Università di Waseda, Giappone, lanciò il progetto WABOT – WAseda roBOT – con l’obiettivo di sviluppare le tecnologie per la realizzazione di un robot dalle sembianze umane, mettendo a frutto passate sperimentazioni. Nel 1973 fu raggiunto il primo traguardo con la realizzazione del WABOT-1, un robot umanoide capace di camminare, parlare in giapponese, vedere e sentire, afferrare gli oggetti e percepire la propria posizione nello spazio. Col WABOT-1 saranno avviate le sperimentazioni riguardanti i robot antropomorfi, cercando di replicare quanto più precisamente le capacità umane.